Marino, è morto il vignarolo Antonio Cugini

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Antonio Cugini
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Antonio Cugini

Si è spento nella notte tra sabato 1 agosto e domenica 2 agosto all’età di 85 anni il marinese illustre Antonio Cugini

Vignarolo per una vita intera, ha saputo raccontare il suo lavoro di contadino in una epopea, in uno dei simboli della marinesità anche sui libri.

Uomo curioso e saggio, appassionato del territorio, della sua storia, come pure della sua attualità politica e culturale, negli ultimi dieci anni della sua vita ha compreso l’importanza e il valore della testimonianza, trascorrendo gran parte del tempo libero a trascrivere ricordi, massime, storie comuni o meno di Marino senza travestirsi mai da intellettuale o da scrittore ma prestandosi con simpatia e umiltà, chiedendo aiuto ai professionisti della comunicazione e del giornalismo ma al tempo stesso senza venir mai meno alla sua missione: fissare su carta i ricordi della sua Marino profonda e antica.

Nel 2007, dunque, arriva il suo primo libro “Vitae di un vignarolo”, nel 2012 il secondo, “Viaggio tra i ricordi di un uomo di campagna”, entrambi pubblicati dal Comune di Marino con il patrocinio della Provincia di Roma e da un anno era al lavoro per la pubblicazione di un terzo volume, affidato ora alle cure dei familiari.
Sincera e profonda la commozione in tutta Marino quando la notizia si è diffusa, soprattutto in centro storico, dove viveva, a Borgo Garibaldi.

L’Amministrazione comunale ha partecipato al dolore della famiglia inviando telegrammi a nome dei vicesindaco Fabrizio De Santis. Ha voluto ricordare Cugini anche il presidente del Consiglio comunale, Umberto Minotti a nome dell’assise.
L’assessore alla Cultura, Arianna Esposito ha pubblicato su Facebook la dedica autografa che Antonio le aveva posto sul suo ultimo libro con affettuosi ricordi familiari a significare il legame profondo che ha unito Antonio Cugini al territorio e ad almeno tre generazioni di marinesi.
“Era uno di quei tipici uomini Marinesi dal sorriso timido e accennato – scrive l’assessore Esposito sulla sua pagina Facebook – uno di quelli che bada più alla sostanza che alla forma e che conserva dei Marinesi di una volta la stazza, l’imponenza, i tratti ruvidi e la saggezza antica. Attaccato alla sua terra come tutti i Marinesi di un tempo che vedevano nel sacro lavoro della vigna gli elementi fondanti della nostra cultura e identità. Oggi Marino piange per un uomo, oggi questa Città perde una parte importante della nostra storia, di una persona che non hai mai smesso di rimanere fedele a ciò che è sempre stato a quelle che sono sono sempre state le sue radici ma che ha sempre guardando avanti con il preciso obiettivo di poter lasciare come testamento morale il senso di amore, appartenenza a questa terra, la nostra terra, che parla di noi racconta di noi e lasciando così testimonianza di una vita vissuta sempre rimanendo fedele all’amore per il proprio territorio, al valore sacro dell’appartenza, al rispetto di chi lavora la sua terra rimboccandoci le maniche anche se questo costa fatica e sudore

Il presidente del Consorzio Bibliotecario dei Castelli Romani, Massimo Prinzi, assessore alla Cultura a Marino all’epoca della pubblicazione del primo volume di Cugini ne ha offerto un commosso ricordo sul suo profilo Facebook:” Pochi anni fa ho avuto l’onore e l’immenso piacere di farmi un nuovo amico che pian piano è diventato padre, consigliere e mentore. Un uomo tutto d’un pezzo, come ormai si vede solo nei film o nei libri”.

“Un uomo d’altri tempi – aggiungeva Prinzi – con un’esperienza tale da riempire un’intera enciclopedia. Un bimbo cresciuto tra le atrocità della guerra e tutti i suoi effetti collaterali. Un bimbo che diventando uomo ha forgiato una personalità eccezionale. Nonostante le avversità quest’uomo è riuscito a rimanere integro, onesto e accanito sostenitore della vita, imprenditore mettendo al centro la famiglia. Cresciuto tra i filari delle vigne e in campagna quest’uomo è divenuto un guru della viticoltura e della campagna, un vero figlio della terra capace di carpirne tutti i segreti più nascosti. Ma non gli è bastato, ha voluto arricchire il suo bagaglio culturale studiando musica, enologia, letteratura, poesia, fino a divenire un affascinante spirito sapiente, saggio e coraggioso. Un uomo che non ha mai tradito una sola volta la parola data. Un uomo che non ha mai accettato un sopruso ne su di se ne su chiunque gli abbia chiesto aiuto. Un uomo che ha amato così profondamente la sua Città – ha concluso l’ex assessore – da avergli dedicato tutte le attenzioni che poteva”.

I funerali si sono svolti alle 15 di martedì 4 agosto 2015, presso la Chiesa della Madonna delle Grazie a piazza Garibaldi.

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