Marino, finanziamento immobile via dei Glicini

A Marino concesso finanziamento regionale per ristrutturare immobile confiscato a criminalità organizzata. Il bene sarà destinato a scopi sociali

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Marino

E’ pervenuta nei giorni scorsi la comunicazione da parte della Regione Lazio circa la concessione del finanziamento pari ad € 63.000,00 per la ristrutturazione di un immobile sito in Via dei Glicini 35 – località Pascolaro nel Comune di Marino, confiscato alla criminalità organizzata. Nel Maggio scorso il Comune di Marino aveva inoltrato istanza formale ai sensi dell’Avviso Pubblico di cui alla determinazione n. G04764 DEL 13.04.2017 relativa alla L.R. 15/2001 annualità 2017 allegando il Progetto per l’opera di manutenzione straordinaria programmata. Con nota del 25 settembre scorso la Regione Lazio comunicava al Comune di Marino che il progetto presentato è stato ammesso a finanziamento per l’importo di € 63.000,00. Soddisfazione è stata espressa dall’Assessore ai Lavori Pubblici Adolfo Tammaro il quale tiene a sottolineare due aspetti positivi: “Il primo è che finalmente riusciremo a rendere fruibile alla collettività un bene sottratto alla mafia per un utilizzo sociale. Il secondo è che i costi della ristrutturazione di questo bene saranno in gran parte a carico di un progetto regionale ben gestito nella fase di progettazione dagli Uffici Comunali”. Le finalità sono illustrate dall’Assessore ai Servizi Sociali Barbara Cerro: “L’immobile sarà destinato alla realizzazione di un Centro diurno socio-educativo indirizzato ad adulti disabili dai 18 al 45 anni al fine di sostenerli nel momento in cui essi si separano dagli istituti scolastici al compimento della maggiore età. Qui infatti cominciano le difficoltà: dopo la scuola essi cadono in un oblio totale e le famiglie si devono far carico di loro al 100% per risolvere tali problematiche. Grazie a questo centro ci auguriamo di poter dare una risposta in termini concreti e migliorare la qualità della vita con lo scopo di restituire loro dignità attraverso la creazione di un ambiente adatto a ricreare tutti quei processi inclusivi di integrazione e di supporto utili a prevenire il ricorso alla istituzionalizzazione valorizzando le loro capacità residue”.

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