Marino, Martella disegna l’identikit del suo candidato sindaco

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Marino Palazzo Colonna
Palazzo Colonna a Marino
Marino Palazzo Colonna
Marino Palazzo Colonna

“Ora è il momento che i cittadini di Marino tirino fuori l’orgoglio per riportare in alto il nome della nostra città. Prima di individuare il nome di questo o quel candidato le forze politiche, civiche, i semplici cittadini dovrebbero dimostrare di aver maturato gli anticorpi che consentiranno nella prossima primavera l’elezione di un nuovo sindaco autorevole e capace non solo di amministrare bene ma di risollevare le sorti della città”.

Con queste parole l’imprenditore Fabio Martella, rappresentante degli artigiani marinesi e membro del direttivo provinciale di Confartigianato, interviene nel dibattito politico della città.
“A Marino purtroppo è diventata più complessa che altrove l’idea di aprire un’azienda, intrattenere normali rapporti lavorativi perché si sono persi i valori alla base della normale vita sociale all’interno di una comunità.  Sono proprio quelli gli stimoli dai quali dovremo ripartire – prosegue Martella – anzitutto ritrovando il senso profondo e la direzione imprescindibile della legalità grazie alla quale andare a incidere su una revisione delle politiche urbanistiche, dei servizi alla città e certamente anche della collaborazione pubblico-privato che deve tornare ad essere prassi quotidiana nel rispetto delle regole e certamente anche in quello reciproco. La pubblica amministrazione non deve essere  né un colabrodo penetrabile da ogni forma di attacco né un ostacolo per i tanti imprenditori onesti del territorio che hanno diritto di poter lavorare anche partecipando liberamente e serenamente ad aste e appalti pubblici.  Una buona amministrazione – va avanti l’imprenditore – dovrà preoccuparsi anche della tempistica dei pagamenti divenuta a Marino e non solo a Marino una piaga dai tempi biblici. Tra cittadini, imprenditori, lavoratori poi dovranno tornare a riprendere il loro valore gesti come la stretta di mano e la parola data che nella città in cui la mia generazione è cresciuta non erano né simbolici né tantomeno derogabili”.
Tutti punti ai quali dovrà mettere mano la prossima amministrazione. Fabio Martella è da sempre attivo in ambito politico. Da sempre vicino alle correnti di destra sociale, permeate dai valori di solidarietà e accoglienza sui quali si fondano le migliori iniziative benefiche di ispirazione cattolica, Martella disegna l’identikit del prossimo candidato sindaco.
“Dovrà essere una figura autorevole, culturalmente di livello, dal rigore morale inattaccabile e dalla capacità di spiegare la politica, la vita sociale della città, il senso profondo delle scelte amministrative a una popolazione. Avremmo bisogno di un vero maestro capace di alfabetizzare la nostra città al vivere civile, al normale dibattito democratico, al confronto di idee dei quali negli ultimi anni si è sempre di più persa la traccia”.
A dispetto della sua origine politica, insomma, le idee di Martella sembrano profondamente in controtendenza con l’ultimo decennio di politica cittadina.
“Degli ultimi dieci anni – confida l’imprenditore – salvo la stagione splendida e piena di idee e valori che ha portato il centrodestra del 2006, un parente lontanissimo delle slegate formazioni attuali, a vincere le elezioni. Basti pensare che lo slogan di allora era: per una Marino libera e bella di cui ad oggi, purtroppo, non c’è davvero traccia. Da quella bella ispirazione che univa il pensiero di don Sturzo a quello di D’Annunzio che sul territorio potrebbero essere stati Zaccaria Negroni e Leone Ciprelli si dovrà ripartire. Le lettere agli elettori di Palozzi parlavano sempre, me le ricordo bene, di tradizione e innovazione. La prima non è stata tutelata, la seconda non si è vista. Pensi quanto vita, quanto artigianato, quanta bellezza c’è tra queste due parole – conclude – che un cittadino, un imprenditore e un innamorato di Marino come me vorrebbe finalmente vedere realizzate, senza più illusioni ma con libertà e onestà, dove le grandi imprese si realizzeranno davvero con la politica dei piccoli passi e le grandi opere, laddove si dovranno realizzare, dovranno specchiarsi prima nel rispetto assoluto delle leggi, quindi aprirsi all’intervento di tutti i cittadini, lavoratori e imprenditori di Marino. I cosiddetti poteri forti interessati a investire sul territorio – conclude – avranno l’obbligo che l’Amministrazione dovrà ricordare loro senza paura, di investire guardando prima ai bisogni e alle esigenze del territorio dove vogliono lavorare, poi e solo poi agli interessi delle loro grandi aziende che non potranno passare sulla testa di chi in una città ci vive, ci lavora, ci cresce una famiglia per generazioni. O si rispetteranno queste piccole fondamentali regole oppure Marino non aprirà le porte”.

 

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