Marino, Palozzi chiama ma in molti non rispondono

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Adriano Palozzi
Adriano Palozzi Consigliere della Regione Lazio
Adriano Palozzi
Adriano Palozzi Consigliere della Regione Lazio

E’ finito con un nulla di fatto, molte assenze e qualche muso lungo il primo tentativo di reunion della ex Coalizione dei Moderati di Marino, avvenuto nello scorso fine settimana a Frattocchie, presso l’unica sede disponibile, quella della lista civica Costruiamo il Decentramento di Stefano Cecchi.

L’incontro è nato da un’idea del consigliere regionale e coordinatore Provinciale di Forza Italia, Adriano Palozzi, primo cittadino dal 2006 al 2013 e, fino ad allora, considerato leader carismatico dell’armata da guerra di centrodestra a Marino.

Al tavolo, volutamente allargato a tutto il mondo del centrodestra cittadino, più o meno moderato, hanno preso parte alla fine i soliti noti: dai fedelissimi del consigliere regionale, come il suo capo di gabinetto, da molti dato come candidato sindaco in pectore, l’avvocato Remo Pisani, al cadetto decentrato, Stefano Cecchi, uomo ovunque del centrodestra marinese che fino ad oggi tuttavia non ha visto premiato il suo presenzialismo come lui vorrebbe, magari con una incoronazione da candidato a sindaco che forse non arriverà da Palozzi nemmeno in questa tornata.

A fianco a Cecchi il neonato Marino Sociale marinese di Simone Del Mastro che in molti indicano in un singolare ticket proprio con l’ex assessore al decentramento.

C’era ovviamente l’ex vicesindaco Fabrizio De Santis che – stando ai particolareggiati racconti – nella riunione avrebbe addirittura esplicitato quello che già in molti pensavano, ovvero che il tentativo disperato dell’azzeramento al buio tentato un giorno prima delle dimissioni dello stesso Silvagni, voleva proprio rappresentare la clamorosa presa di distanze dall’uomo che per dieci anni aveva sostenuto l’evanescente De Santis come vicesindaco della città.

Presupposti che l’ex vicesindaco, nonostante l’assenza del suo primo sodale, l’ex consigliere FI, Raoul Marchetti, non ha faticato a dichiarare in pubblico giacché di fatto delle persone rimaste autenticamente vicino alle sorti e alle idee dell’ex sindaco Fabio Silvagni non c’era nessuno.

Assente tutta la Lista Silvagni, pare che alla campionessa di preferenze, l’ex consigliera Pamela Ermo non sia mai giunta nemmeno una telefonata di invito.

Assenti i rappresentanti del Movimento Civiltà Democratica che per bocca del coordinatore Massimo Prinzi hanno addirittura motivato i perché di una assenza.

Assente l’ex assessore pluridelegata Arianna Esposito, finita nell’occhio del ciclone dopo le polemiche dimissioni che, di fatto, hanno aperto definitivamente la crisi dell’Amministrazione.

Assente l’ex consigliere della lista Accendi il Futuro, Ervin Toccaceli. Presente a titolo personale e del tutto critico, autore di una dura dichiarazione all’indirizzo degli ex amministratori, l’imprenditore Fabio Martella che della lista di Arianna Esposito è coordinatore cittadino.

Assente l’ex assessore all’Urbanistica, Gianfranco Bartoloni, sebbene i rappresentanti della sua lista Marino Futura, hanno preso parte al tavolo.

Assenti le sorelle Cinzia e Sabrina Minucci, già anime della destra sociale movimentista ora – si dice – in procinto di tentare una nuova operazione.

Anche tra i presenti, tuttavia, si sono segnalate sensibili differenziazioni nei punti di vista.

A fianco a Cecchi che, forse ringalluzzito dal ruolo di capotavola, ha tentato soluzioni ecumeniche che, tuttavia, dopo le notti e i mesi dei lunghi coltelli tra gli ex Moderati di Marino pare non convincano proprio nessuno, c’è stato un silente Pisani, un balbettante Giuseppe Bartolozzi, democristiano e, fino ad agosto considerato vicinissimo all’ex sindaco Silvagni, ma oggi a quanto pare sulla via di Damasco palozziana assieme all’ex presidente del Consiglio comunale, Umberto Minotti che come scudiero ha portato il suo grande elettore ed ex assessore al Bilancio, Marco Ottaviani.

E se il consigliere regionale Palozzi nell’analisi iniziale, prima di lasciare la parola a tutti, ha tentato una ricostruzione anzitutto dei fatti, non riuscendo tuttavia a celare l’intento chiaro di contarsi e ripartire subito, ancora una volta senza una dovuta analisi politica e sociale della intera vicenda marinese, c’è stato qualcuno più prudente che ha ricordato ai soliti noti che non solo le inchieste della magistratura, nonostante il patteggiamento dell’ex sindaco, sono ancora in corso ma che, di più, saggezza consiglierebbe – dopo ecatombi simili – un sincero passo indietro.

Il consiglio, tuttavia, non deve aver convinto i reduci che fra quindici giorni si sono riconvocati, puntando a una difficile sintesi per nulla aiutata dalle settimane che trascorrono nel clima di confusione e sfiducia nella politica che dai Castelli Romani alla Capitale si sono impadronite delle menti e dei cuori della stragrande maggioranza.

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