Marino, rinviata la 96esima edizione della Sagra dell’Uva

Il Comune di Marino "decisione presa per ottemperare ai Dpcm in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica Covid-19"

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96esima Sagra dell'Uva di Marino

“RINVIATA LA SAGRA DELL’UVA EDIZIONE 2020 DI MARINO

La decisione è stata presa per ottemperare ai Decreti emanati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19

E’ ufficiale. La Giunta Comunale nella seduta del 16 settembre scorso per ottemperare ai Decreti emanati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID.19 e in considerazione di ulteriori importanti motivazioni che andremo ad approfondire, ha deciso di rinviare per quest’anno i festeggiamenti connessi allo svolgimento della 96^ edizione della Sagra dell’Uva.

D’altronde una Sagra senza la tradizionale Processione in onore della Madonna del SS. Rosario, senza il Corteo Storico in costume rinascimentale e senza il Miracolo delle fontane che danno vita non avrebbe avuto senso soprattutto in considerazione del fatto che lo stato di emergenza è stato prorogato fino al 15 ottobre 2020 in ragione dell’andamento dei contagi sull’intero territorio nazionale.

Sulla decisione ha pesato anche l’evoluzione della situazione sanitaria che non consente di ridurre il livello di allerta e che richiede la massima attenzione all’applicazione delle misure di prevenzione individuate.

Quindi, alla luce di quanto sopra onde evitare di creare pericolosi concentramenti di persone con l’ulteriore problema derivante dalla difficoltà di garantire le necessarie misure di distanziamento sociale la Giunta ha decretato il rinvio al 2021 della 96^ edizione della SAGRA DELL’UVA di Marino, la più antica nel suo genere in Italia”. Lo dichiara il Comune di Marino

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96esima Sagra dell’Uva di Marino rinviata

RINVIATA LA 96^ EDIZIONE DELLA SAGRA DELL’UVA, CELEBRIAMO LEONE CIPRELLI CON UNA FESTA IN SICUREZZA

Anche quest’anno stavamo progettando la realizzazione della Sagra dell’Uva, (comportamento necessario da assumere per lo svolgimento di un evento così importante) ma visto l’aumento dei nuovi casi di positività al Covid-19, abbiamo dovuto necessariamente annullare la festa, cosi come tutti la conosciamo, per via dei grandi numeri di partecipanti che ha sempre registrato. In alternativa, per mantenere vivo lo spirito della tradizione che ci accompagna da più di 90 anni in questo periodo dell’anno, abbiamo ritenuto valido programmare una manifestazione più contenuta, di forte carattere artistico e culturale, che possa dare energia alle attività commerciali e al contempo valorizzare la tradizione marinese. Realizzeremo una festa dedicata a Leone Ciprelli, fondatore e ideatore della Sagra dell’Uva nel 1925, con eventi dislocati nel borgo medievale, contingentando gli ingressi effettuabili solo su prenotazione, misurando la temperatura e adottando l’obbligo della mascherina. Le varie attività che vedranno la luce, spazieranno da concerti, alle visite museali, ai percorsi degustativi, workshop ed attività di apprendimento. Questa riorganizzazione è un modo alternativo per vivere questo appuntamento storico dell’anno, garantendo la sicurezza dei partecipanti, attraverso un format che offre una risposta valida al periodo che stiamo vivendo. Sono certo che sarà ugualmente un momento importante per tutta la comunità, che vedendosi tutelata nella salute, non perde la possibilità di gioire di momenti di festa e svago. Un ringraziamento va a tutti gli operatori degli eventi, dalle realtà Associative del territorio a quelle promozionali, all’impegno degli uffici e dei cittadini, nonché al contributo della Vice sindaco e Ass. alla scuola, sport e cultura, Paola Tiberi, come all’Ass. alle Attività Produttive, Ada Santamaita, per il duro lavoro di progettazione e ascolto delle istanze di varie realtà del territorio, che hanno manifestato sia l’interesse che la contrarietà, dimostrando un forte attaccamento alle radici storiche e culturali del nostra amata Città.
Demando al manifesto ufficiale tutte le specifiche organizzative. Non fatevi scappare la possibilità di partecipare” Lo dichiara il sindaco di Marino Carlo Colizza.

Marino. L’Archeoclub Colli Albani fa un appello alla cittadinanza:

“LO VEDI ECCO MARINO, LA 96^ SAGRA C’È DELL’UVA”
Apprendiamo con amarezza che i festeggiamenti per la 96^ edizione della Sagra dell’Uva, che si sarebbero dovuti svolgere come ogni anno la prima domenica di ottobre, sono stati sostituiti con una nuova manifestazione dal titolo “Ricordando Leone Ciprelli”. Pur non essendo a conoscenza delle motivazioni che hanno indotto a compiere questo cambio di programma, ci dissociamo da questa anomala scelta. Per poter spiegare al meglio la nostra decisione è doveroso fare una piccola premessa di carattere storico-culturale. La Sagra dell’Uva, che proprio il poeta Leone Ciprelli ha ideato nel 1925, fu concepita fin dall’inizio con l’obiettivo di fondere insieme i valori e le tradizioni nei quali si identifica l’intera comunità marinese. Ciprelli, con l’intento di aiutare i produttori vitivinicoli a vendere le giacenze di vino dell’anno precedente, prese spunto dalle antiche feriae vindemiales e dalle tradizionali ottobrate romane, ed inventò la Sagra dell’Uva al fine di attirare a Marino i visitatori provenienti da tutta Italia. Non tutti sanno che il termine Sagra è la volgarizzazione del termine latino sacra , e anche se nel resto d’Italia le sagre esistenti sono feste mirate a esaltare i prodotti tipici del territorio, nel caso di Marino la Sagra dell’Uva è l’unica rimasta che si inserisce nel tradizionale festeggiamento cattolico, nello specifico quello legato al miracoloso intervento della Madonna del SS. Rosario nella vittoria della battaglia di Lepanto, che vide tra i protagonisti il condottiero Marcantonio Colonna Signore di Marino. Ancora oggi, la comunità offre alla Vergine il vino e l’uva per ricevere la benedizione e assicurare la prosperità delle terre e della vendemmia. A questa tradizione religiosa, Ciprelli ne aggiunse un’altra altrettanto miracolosa, seppur di gusto folkloristico, il Miracolo delle fontane che danno vino, appunto. Consapevoli che quest’anno sono molte le attività che per ragioni ben note non si possono, e aggiungiamo, non si devono svolgere per garantire la sicurezza sanitaria della comunità intera, ciò non toglie che in ben 95 anni e 96 edizioni quest’anno è la prima volta che la Sagra dell’Uva non si realizza e cosa ancor più grave, cambia nome. Ricordiamo che anche durante il secondo conflitto mondiale, persino nel 1944 quando Marino fu bombardata e furono centinaia le vittime, la comunità
scelse comunque di festeggiare la Sagra, in maniera sommessa e dignitosa salvaguardando la tradizione e rispettando la numerazione progressiva, in questa edizione sarebbe stato possibile ricalcare quest’esempio dimostrando lo stesso contegno. È grazie a Leone Ciprelli e alle sue idee avveniristiche che diedero vita alla Sagra dell’Uva che
oggi Marino è conosciuta in tutto il mondo, nel bene e nel male. La Sagra dell’Uva è stata ideata e realizzata per i marinesi, è una festa della comunità, non è proprietà privata e nessuno dovrebbe arrogarsi il diritto di cambiarle nome, di modificarla a proprio piacimento. Anche se agli occhi di molti potrà sembrare un’inezia o un dettaglio, è proprio nell’appellativo Sagra che si racchiude il senso dell’intera festa: la sacralità e la storia. Nel nostro piccolo, riteniamo che il miglior modo per ricordare Leone Ciprelli sia proprio nel mantenere vivo il nome che egli stesso ideò. La nostra iniziativa, un audiotour disponibile anche in lingua inglese che si snoda lungo le vie cittadine, avrà il titolo “96^ Sagra dell’Uva – Quest’anno non c’è ma si sente”. Seguendo il nostro esempio, vogliamo fare un appello a tutti i cittadini, ai commercianti, ai ristoratori e alle associazioni del territorio: domenica 4 ottobre prendete un cartello e scrivete “LO VEDI ECCO MARINO, LA 96^ SAGRA C’È DELL’UVA” appendetelo sulle vetrine dei vostri negozi, nei vostri ristoranti, nelle vostre sedi o sui balconi delle case e tenete viva l’eredità più grande che Leone Ciprelli ci ha lasciato. In questi giorni ci siamo chiesti più volte cosa avrebbe fatto Leone Ciprelli al nostro posto, ci è tornata alla mente una vecchia poesia che egli scrisse nel 1929, molto più esplicativa di quanto detto finora, si intitola “La Sagra dell’Ua” :

“C’è chi nun vo’ sta Sagra e fa lo strano pe battezzalla alla maniera sua;
però, drento la testa cià la bua…
Ma penza: er marinese è tanto bono e tanto umano,
ch’offre a tutti, sur parmo de la mano,
l’ore der core e, in più, l’oro dell’ua;
te dice: er vino e l’ua so robba tua…
e, st’atto me lo voi chiamà profano?
A ‘n’epica egoista come questa
ch’ognuno cerca de fregà er vicino,
ce vo’ coraggio a sconsagrà sta Festa!
Macchè, so’ certo che nun se sconsagra.
La Befana d’ottobre, de Marino,
cià mille dritti de chiamasse SAGRA!”

“Firma l’appello alla cittadinanza il presidente Fabiana Giansanti dell’Archeoclub Colli Albani.

“La Sagra dell’Uva non si fa, ma si fa una festa che costerà €250.000,00 di soldi dei Cittadini?

Quindi:
-La 96a sagra blocca la numerazione (l’anno prossimo che numero sarà?);
-Si fa comunque una festa di qualche giorno e si spendono €250.000,00;
È veramente difficile rimanere educati e cercare di denunciare una simile idiozia con parole educate. È si. Io non so se ridere o piangere, ma qui siamo arrivati all’assurdo. Roba da paese dei balocchi. Solo che qui asini ci diventiamo tutti.
Ci voleva tanto a trovare una formula che rispettasse la Sagra e il Covid?
Bastava indirla ugualmente e spalmarla nel tempo.
Con €250.000,00 se ne spendi 10.000 al giorno, ci fai 25 giorni di attrazioni culturali e artistiche, convegni ed iniziative a favore del territorio.
Se questi eventi fossero stati programmati in 2 giorni ogni fine settimana, avremmo avuto un flusso ridotto e avremmo potuto farla durare più di 12 settimane.
La Sagra si sarebbe comunque salvata, l’economia cittadina e specialmente i commercianti si sarebbero impegnati a abbellire le proprie vetrine e magari si sarebbe data una “spintarella” di cui ce n’è tanto bisogno.
Invece come marinese (perdonate la volgarità) mi sento doppiamente preso per il culo.
La Sagra non c’e;
La festa comunque si farà;
Si sprecheranno €250.000,00.
Mi viene il sospetto che ci governa non ci rispetta. Anzi”. Lo dichiara il coordinatore di Mcd Massimo Prinzi.

“LA SAGRA NON STA MAI ZITTA

L’Amministrazione Comunale ha deciso di annullare, con Deliberazione n. 104 del 16/09/2020, la 96ma Sagra dell’Uva, sostituendola con 4 giorni di festeggiamenti dedicati a Leone Ciprelli. Festeggiamenti che costeranno al Comune di Marino 240.000 Euro, presumendo quindi una notevole affluenza di visitatori. La domanda che sorge spontanea è: se gli assembramenti per la Sagra sarebbero stati pericolosi, come faranno a non esserlo quelli per i festeggiamenti di “Ricordando Leone Ciprelli?” che si svolgeranno negli stessi giorni? Sono molti i sacrifici imposti dall’emergenza sanitaria tuttora in corso, tra i quali rientra l’annullamento di eventi di estrema importanza per la vita economica e sociale del nostro territorio, quali la Sagra dell’Uva. Fatto alquanto bizzarro è che Domenica 4 Ottobre è prevista, presso la sede della Proloco di Marino con la collaborazione di Poste Italiane, la predisposizione dell’annullo speciale che, a quanto ci risulta, sarà dedicato proprio alla 96ma Sagra dell’Uva, che però non avrà luogo. Il prossimo anno quindi si svolgerà la 97ma Sagra dell’Uva? Ai posteri l’ardua sentenza. Tuttavia questo non è l’unico fatto che ci stupisce. Non è dato sapere quali misure sanitarie siano state adottate per impedire,  soprattutto in questa fase in cui il territorio di Marino sta registrando un’impennata di casi positivi al Coronavirus, che il centro storico sia affollato da visitatori con tutte le difficoltà che ne conseguono per il rispetto delle distanze di sicurezza e l’utilizzo delle mascherine. Vorremmo evitare di essere la causa di drastiche e drammatiche decisioni sanitarie, con conseguenze sociali ed economiche inimmaginabili. Leggiamo nell’atto sopracitato che tale scelta è stata assunta con il coinvolgimento delle realtà economiche e culturali del territorio marinese: allora come si spiegano le giuste critiche avanzate dall’Associazione Archeoclub Colli Albani che ha dichiarato inaccettabile tale scelta? E’ stato organizzato un concerto in località Cave di Peperino. Come noto a tutti, tale sito si trova nelle immediate vicinanze di un tunnel ferroviario e delle vecchie cave, la cui fragilità geologica è risaputa e dimostrata dalla caduta di un costone roccioso di qualche anno fa, che ha sfiorato la tragedia. Inoltre, non riusciamo a capire come possa essere garantita la sicurezza del sito che ha una sola via d’accesso, peraltro di dimensioni ridotte. Se a tutto questo aggiungiamo il degrado urbano in cui versa il Centro Storico, con aree prima adibite a verde pubblico ed ora ridotte a natura morta in mezzo ad una landa desertica, fioriere abbandonate a sé stesse e confusionari cantieri stradali… anche lo stesso Leone Ciprelli converrebbe con l’impresentabilità dei luoghi adibiti alla sua festa. Paradossale anche il risvolto economico, visto che per NON festeggiare la Sagra è stato approvato un impegno di spesa di 240.000 Euro. Ci uniamo quindi al coro dei nostri concittadini ed Associazioni che si chiedono “Nel caso quest’anno si fosse svolta la Sagra, quanto sarebbe costata?”. Certamente non 450.000 Euro come dichiarato dall’Assessore al Bilancio durante l’ultimo Consiglio comunale. Evidentemente l’Assessore vive in una Marino tutta sua, lontana dalla realtà. L’unica scelta saggia che questa Amministrazione avrebbe potuto prendere era sì quella di annullare la 96ma Sagra dell’Uva, visto il perdurare dell’emergenza sanitaria Covid-19, senza sostituirla con una manifestazione di quattro giorni con rischio di assembramenti e diffusione di contagi.  I festeggiamenti avrebbero potuto limitarsi alla parte liturgica, con annullo postale e locandina riportante la mascherina di protezione, come la stessa Amministrazione ha scelto nel manifesto pubblicizzante i giorni di festa, anche per ricordare ai posteri il difficile (e speriamo unico) periodo che stiamo vivendo.  In questo modo  avrebbero potuto utilizzare gli importi stanziati per ridare decoro a questo paese, anche aumentando il Fondo Economico Comunale, con giovamento per le attività commerciali reduci da un’annata difficile sotto tutti in punti di vista. Ci auspichiamo che questa scellerata scelta di organizzare 4 giorni di festa in un periodo sanitario così difficile, non abbia ripercussioni troppo gravi per la salute di tutti. Gli eventi culturali possono e devono  essere il volano principale per il rilancio economico e sociale del nostro territorio ma, per far sì che ciò avvenga, dobbiamo impegnarci tutti affinché l’emergenza sanitaria finisca al più presto”. Lo dichiarano i consiglieri comunali di Marino Stefano Cecchi, Maria Sabrina Minucci, Remo Pisani e Cinzia Lapunzina

 

 

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