Marino, Santarelli lancia ultimatum a Di Giulio

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Giulio Santarelli
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Giulio Santarelli

L’assemblea dei candidati della lista del PSI di Marino ringrazia gli elettori per il consenso alla lista e al candidato sindaco Giulio Santarelli.

“Registra il voto a macchia di leopardo – si legge in una nota del Psi – con percentuali sopra il 5% nel centro storico e scarsa presenza nelle zone di nuova urbanizzazione nelle frazioni dovuta alla mancata presenza del partito che si protraeva da oltre vent’anni e che una campagna elettorale di venti giorni, sia pure condotta con impegno e slancio e su un programma di qualità, di innovazione, con un forte impatto sulle emergenze della città non poteva colmare.

Il Psi a Marino coglie un risultato significativo che non ha riscontro in nessun comune dove si è votato e ha gettato le basi per costruire una squadra motivata e coesa con la volontà di ricostruire una solida organizzazione capace di assicurare sul territorio la presenza attiva e propulsiva del partito.

Il PSI è consapevole di aver imposto nella campagna elettorale l’agenda dei problemi, delle urgenze e delle priorità anche se non ha del tutto raccolto i frutti.

Agenda che ha inchiodato la coalizione di Palozzi alle sue responsabilità del decennio trascorso, determinandone la sconfitta.

Con il 5 giugno si chiude definitivamente l’era nefasta di Palozzi e di Forza Italia, coalizione destinata a sfaldarsi con il distacco di quelle formazioni non estremiste e con una tradizione liberaldemocratica e riformista.

Quella che si è svolta a Marino è stata una campagna elettorale anomala dove la trasversalità e la raccolta dei voti purchessia ha prevalso sulla identità e sulla omogeneità politica, la sola che poteva garantire la governabilità in caso di vittoria.

Questa logica “acchiappavoti” è stata – continua la nota del Psi – presente sia a destra che a sinistra e rappresenta il degrado politico che ha portato liste civiche e candidati a passare con disinvoltura da uno schieramento al suo opposto sulla base di calcoli di convenienza che, nel 2006, 2011 e 2014 avevano avuto successo e che ora sono stati bocciati dagli elettori sia a destra che a sinistra e come reazione ha spinto tanta parte degli elettori a votare e mandare in ballottaggio il MoVimento 5 Stelle.

Anche la destra, nazionalista e antieuropea, di FdI e Noi con Salvini ha imbarcato candidati solo sulla base di rapporti amicali e in netta contrapposizione con la politica dei due partiti di riferimento e che non ha portato ad alcun utile risultato e difficilmente potrà restare dentro logiche di estrema destra.

Non è sfuggito a questa logica neppure il raggruppamento messo in piedi dal Pd nel quale hanno convissuto sia i partiti di estrema sinistra, avversari irriducibili del Pd di Renzi, sia i candidati rifugiatisi nelle liste civiche di appoggio, che fino all’altro ieri sono stati a Marino i referenti di Luca Gramazio, erede del Msi-An, agli arresti per Mafia Capitale. Completano il quadro liste dei collaboratori delle giunte Palozzi.

Queste presenze si trovano riflesse anche sul programma della coalizione, non a caso ambiguo e reticente su quella che, ad avviso dei Socialisti, è la madre di tutte le battaglie e rappresenta lo spartiacque tra una politica pulita e ferma nella lotta all’affarismo e una politica, quella che va sotto il nome di rinegoziazione, che rappresenta la resa ai poteri forti e la rinuncia ad imporre il rispetto della legalità come caposaldo di una amministrazione fortemente ancorata al valore primario della legalità come metodo di governo.

Contraddizioni e ambiguità che hanno impedito al Psi di partecipare all’alleanza, obbligandolo a presentare la lista autonoma e il proprio candidato sindaco nonostante la consapevolezza di dover affrontare una difficile campagna elettorale.

Il Psi, in un quadro di centrosinistra, sul modello nazionale sarebbe stato della partita a fianco del Pd più di altri.

A Marino il quadro e le certezze del Pd di Renzi non ci sono. Da qui deriva la difficoltà ad esprimere la preferenza nel ballottaggio. Preferenza che ha bisogno almeno di chiarezza sui programmi, vista la disomogeneità della coalizione che fa perno sul Pd. Prendiamo atto della dichiarazione della Di Giulio che dice di non aver bisogno di apparentamenti e coerentemente con le posizioni da noi sostenute prima e durante la campagna elettorale chiediamo un impegno esplicito, chiaro e forte al Pd e alla Di Giulio riguardante le lottizzazioni illegali e in totale contrasto con le prescrizioni e i vincoli del Piano di coordinamento territoriale della Provincia di Roma, posizione che in ogni caso deve sospendere la esecutività delle delibere per sottoporre l’intero MasterPlan alla verifica di legittimità anche attraverso la convocazione della conferenza dei servizi.

L’assemblea, in attesa della risposta, convoca una nuova riunione per lunedì 13 giugno per pronunciarsi in via definitiva sul voto al ballottaggio.

Infine l’assemblea, consapevole dell’impronta data alla campagna elettorale e dei consensi ricevuti, decide che – conclude la nota del Pasi marinese – è arrivato il tempo della riscossa e perciò di non smantellare la struttura organizzativa messa in atto nella convinzione che si può essere forza di governo anche se si è fuori dal Consiglio comunale e si ha la capacità di elaborare proposte come quella della delibera per la revoca della lottizzazione del Divino Amore, da noi presentata in campagna elettorale, con la quale tutti dovranno misurarsi e che dà ai socialisti il ruolo di forza propulsiva e dialogante con tutti coloro che hanno a cuore la rinascita della nostra città”.

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