Mario Grassi, “la mia destra liberista e nazionalista dice no al proibizionismo”

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Mario Grassi - Scuola Politica Fondazione An
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Mario Grassi – Scuola Politica Fondazione An

Dalla Scuola Politica della Fondazione Alleanza Nazionale su Meta Magazine è il turno di Mario Grassi.

“Sono uno studente di Giurisprudenza presso l’Università Roma tre; il mio percorso politico è ispirato da una personale passione per la destra, tramutatasi in un attività militante con Fratelli d’Italia AN, anche se ora vi è confusione nel panorama politico al quale mi sento di appartenere”.

In poche parole sapresti dare una definizione della tua destra ideale?

“Si potrebbero scrivere delle monografie intere a riguardo, ma cercherò di estrapolare l’essenza. La destra ideale è quel punto d’incontro sul quale convergono una serie di valori i quali spesso nella realtà quotidiana si trovano distanti. La destra ideale è quella orgogliosa che si entusiasma e che si abbandona al sentimento dell’impeto ma che sia allo stesso tempo concreta e vicina alle realtà quotidiane (quest’ultima cosa ormai da troppo tempo non accade più). Elementi imprescindibili sono la centralità della nazione come ente indissolubile, che sia legata ad una serie di valori comuni alla collettività, l’esercizio della sovranità assoluta, geograficamente e politicamente, relativa economicamente.  Quest’ultima relativa poiché il liberismo rappresenta elemento fondante insieme al nazionalismo, ma riguardo alla prima comporta che vi siano rapporti anche con altri soggetti e che in quel momento diventa necessario trovare linee condivise”.

Oltre al fattore economico, la globalizzazione dell’ultimo ventennio ha portato alla ribalta con le migrazioni di massa ed il riaffiorare dei terrorismi, gli scontri tra culture, religioni, identità e valori non negoziabili: come si dovrebbe porre la tua destra in questo contesto culturale globale?

“Senza dubbio ormai ci troviamo in un contesto globalizzato al quale dobbiamo cercare in modo camaleontico di adattarci, l’Italia ora è come un pesce fuor d’acqua, poichè non si è adattata nè al livello economico nè a quello politico tanto meno a quello sociale. Le sfide del terzo millennio sono innumerevoli, rispondere ad esse è difficile ma non impossibile, i fenomeni migratori sono eventi che hanno comportato diverse conseguenze.

Bisognerebbe agire in modo coordinato con le altre realtà nazionali ed enti sovranazionali, la soluzione sta nell’andare ad arginare il fenomeno migratorio all’origine creando situazioni dalle quali uno Stato può partire e svilupparsi secondo le proprie inclinazioni (ovviamente sono da escludere e reprimere le derive aberranti) il cui obbiettivo deve essere raggiungere una condizione di benessere la quale non essendo una qualificazione ontologica varia a seconda del luogo in cui ci si trova. Per creare tali presupposti si necessita un intervento diretto, l’esempio si è già avuto con l’operazione Hera svolta dall’Italia in Albania, esperimento riuscito visto che era un paese dal quale partivano i gommoni ed ora ambisce ad entrare nell’UE. Se si segue questa linea si risolvono tutti i problemi che derivano dal fenomeno migratorio”.

Se il destino dell’Europa fosse nelle mani della tua destra, quale forma di Governo, struttura istituzionale e modello economico adotteresti per il vecchio continente?

“Io sono fortemente convinto (da liberista) che in Europa si sia stati bene fino a quando i rapporti sono stati di natura squisitamente economica, da quando vi è entrata la politica si sono creati una serie innumerevoli di problemi, quindi mi ritengo a favore di un passo indietro”.

In cosa consiste secondo te l’identità italiana e/o l’italianità?

“Quel complesso di valori, tradizioni usi, costumi, consuetudini che sono ormai insite nella natura di quella che un tale chiamava “la civiltà del lavoro” che attenzione non sono immutabili ma di certo non possono essere cambiate dal dì alla notte”.

In Italia si fa un gran parlare di riforme, istituzionali e sociali: quali secondo te le priorità della destra in termini di riforme? Come per l’Europa così per l’Italia che tipo e quali riforme adotteresti?

“Se avessi le redini ce ne sarebbero troppe di cose da fare, ma si potrebbero definire delle linee fondamentali: In primis assoluta priorità la dovrebbe avere una riorganizzazione legislativa migliorando e coordinando le norme districando quel groviglio oggi presente cercando di creare un corpo legislativo nuovo e  comprensibile andando ad eliminare i rattoppi che ci portiamo dietro in ogni ramo dell’ordinamento. Nel fare ciò si necessita di una riforma tributaria poichè ormai vi è una vera e propria usura nei confronti dei contribuenti. Altra norma fondamentale la riforma della pubblica amministrazione non ci vuole un esperto per capire che c’è qualcosa che non va visto che prima di andare in un ufficio della PA ci si ripensa dieci volte più tutte le altre inefficienze che vi sono.

In questi giorni c’è la conferenza sul clima a Parigi ma io ritengo già da molto tempo che bisogna avere uno sviluppo sostenibile con l’ambiente con atti volti alla protezione di esso. Lotta strenua al fenomeno mafioso attraverso la previsione di nuovi strumenti anche straordinari, per eliminare il problema in modo definitivo. Infine il mio cavallo di battaglia, Le Infrastrutture; se le imprese sono il motore di uno stato le opere sono il telaio ecco perché esse sono fondamentali soprattutto in Italia dove sono carenti”.

Quali soluzioni, se ne vedi la necessità, dovrebbe adottare la destra italiana in termini di “diritti civili”: coppie di fatto, aborto, proibizionismo, immigrazione, cittadinanza e sicurezza?

“Riguardo ai diritti civili mi pongo in una posizione di indifferenza, invece un tema che mi preme è il proibizionismo, soprattutto per il fatto che nel corso della storia ha sempre fallito, e continuerà a farlo, il fatto è che bisogna distinguere tra i singoli fenomeni e vedere quali di essi possano essere tollerati. Riguardo alla cannabis Olanda e Colorado hanno dimostrato che si può creare un sistema efficiente con introiti per lo stato, ciò anche come strumento di lotta al fenomeno mafioso, senza grandissimi rischi per la salute pubblica. Lo stesso ragionamento vale per la prostituzione. Riguardo l’aborto ritengo sia da estendere il periodo in cui sia esperibile tale pratica. Sulla sicurezza ritengo che essa debba avere sempre un alto livello di priorità”.

“Ex unitate vires, dice tutto sul come ogni singolo soggetto debba entrare in un unico corpus per riuscire a creare quel soggetto capace di essere vigoroso sotto tutti i punti di vista”.

Sapresti indicare 5 nomi di leader, nazionali e/o internazionali, contemporanei e non, dell’ultimo secolo, che a tuo avviso hanno rappresentato o rappresentano il modello di destra a cui ti senti di aderire?

“I cinque miti della politica per quel che mi riguarda sono: Mussolini, Reagan, Thatcher, Putin ed Orban.

Innannzitutto il Duce rappresenta quella destra di valori, nazionalista, che ha cercato ed in molti casi ci è riuscito, a realizzare il bene del proprio paese. Ronald Reagan e The Iron Lady perchè rappresentano il liberismo, sono riusciti a portare le istanze di questo modello al livello mondiale, penso alla Reagonomics del primo e all’antisindacalismo e convinzione nel libero mercato della seconda. Putin ed Orban invece si stanno dimostrando delle vere rocce contro il sistema del politically correct, si rifiutano di seguire la massa come pecore e si stanno rivelando i protettori e custodi degli interessi nazionali sdegnando quel buonismo generalizzato europeo made in usa”.

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