Martina “Tutelare le mamme studentesse”

Martina Sciamplicotti impegnata in una battaglia per le neo mamme studentesse universitarie che riconosca la possibilità di sospendere gli studi se incinta

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Martina Sciamplicotti

Ascoltiamo la storia di Martina Sciamplicotti, giovane studentessa e mamma, marinese di nascita, che da tempo ha intrapreso una battaglia per una categoria apparentemente fantasma, ma in realtà tanto presente quanto sconosciuta alle leggi italiane.

“Frequentavo l’Università quando ho dovuto affrontare un problema che non avrei mai pensato potesse essere un problema – dichiara Martina a Meta Magazine. “Sono rimasta incinta e con mio grande rammarico ho dovuto constatare che oggi in Italia la maternità per le studentesse universitarie è un ostacolo che praticamente complica enormemente fino ad impedire la prosecuzione degli studi”.

Perché?

“In Italia non è prevista la facoltà di sospendere il decorso degli studi universitari per le studentesse neo mamme”.

Cosa comporta?

“Ci sono problemi oggettivi logistici e temporali che per una mamma, ancor più se lavoratrice, diventa impossibile dedicare un tempo congruo allo studio in presenza di un figlio. Tutto ciò, senza una sospensione degli studi che non ti metta subito fuori corso, ti costringe nella stragrande maggioranza dei casi ad abbandonare gli studi”.

Tu come ti sei comportata?

“Quando ho consegnato il foglio di rinuncia agli studi per me è stato uno schock non facile da superare, anche se ho provato in ogni modo a non mollare. Personalmente mi sono trovata ad essere, mamma, donna e single allo stesso tempo, racchiudendo in un solo caso tutte le condizioni di fragilità che le leggi non sempre riescono a coprire con misure di sostegno adeguate. Allora ho intrapreso una battaglia di sensibilizzazione sul caso delle mamme studentesse, perché quanto prima si colmi questa lacuna della nostra legislazione sociale, introducendo almeno la facoltà di sospendere gli studi per le ragazze in cinte durante gli studi universitari”.

Ci sei riuscita?

“Ancora no, ma occorre sensibilizzare quanto più possibile le istituzioni affinchè siano attente a questo tema: locali e nazionali. Ci sono ad oggi degli esempi di alcuni atenei che sotto la spinta delle studentesse hanno messo in campo delle misure, ma occorre un quadro di tutela legislativo complessivo e nazionale secondo me, che metta tutte le Università italiane sullo stesso piano. A Catania si è fatto qualcosa, mentre al Politecnico di Torino si sta sperimentando con successo l’esperienza degli asili nido interni all’Università”.

Non pensi di riprendere gli studi?

“Ora Ginevra, mia figlia, ha 5 anni e mezzo ed avrei deciso di riprendere i miei studi universitari, ma credo che non si possa dovere affrontare un piccolo calvario per dovere conciliare due aspetti della vita che dovrebbero essere favoriti dalle Istituzioni e non ostacolati”.

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