Matrimonio gay, GayLib ricorre alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo

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POLITICA – “Ai gay italiani non servirà il benestare di Alfano, Formigoni e del Nuovo Centrodestra più vecchio e impresentabile d’Europa. Ci penserà la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo a sancire l’urgenza assoluta del riconoscimento dei diritti delle coppie omoaffettive anche in Italia. Tutto ciò ancora una volta non per il lavoro di una classe politica mediocre, delegittimata da una sentenza di incostituzionalità della legge elettorale con cui i parlamentari sono stati nominati ma grazie al ricorso coraggioso e netto di cittadini italiani onesti e liberi come il fondatore di GayLib, Enrico Oliari il cui appello sarà discusso dall’Alta Corte UE che sarà chiamata a rispondere ai ricorsi numero 18766/11 e  36030/11.

Con queste parole il segretario nazionale di GayLib, Daniele Priori chiude sul nascere l’ennesima sterile polemica tra politici italiani che vede i componenti della maggioranza delle strette intese bisticciare su diritti inviolabili della più grande minoranza ad oggi discriminata da una sempre più grave ‘vacatio legis’ in materia di diritti della coppia omoaffettiva.

“Quando l’Alta Corte Europea per i Diritti dell’Uomo si pronuncerà – dichiara Priori – capiremo definitivamente se il nostro Stato, a giudizio del nostro fondatore e degli altri ricorrenti, già più che iniquo e profondamente discriminatorio verso i diritti fondamentali degli omosessuali italiani, sarà ancora dentro o fuori dall’Europa unita, considerando che la stessa Consulta – dice ancora il segretario di GayLib – pur non riconoscendo legittima la richiesta di matrimonio di Oliari, ha comunque esortato, ormai ben quattro anni fa con la sentenza numero 138/2010 la classe politica italiana a trovare una soluzione che garantisca dal punto di vista legislativo i diritti anche alle coppie omoaffettive. Una classe politica di governo che – soggiunge Priori – ha di tutta risposta tolto il ministro delle Pari Opportunità non ritenendo prioritaria la tematica e, specie nella sua componente di centrodestra, continua a sfotticchiare i diritti negati ai cittadini gay e lesbiche italiani come si trattasse di qualcosa di residuale e insensato. Staremo a vedere cosa ne pensa l’Europa. Siamo stanchi anche solo di parlare e commentare le solite uscite degli Alfano e dei Formigoni” conclude il segretario politico di GayLib. “Preferiamo lasciarli al giudizio degli elettori che, a partire dalle prossime elezioni europee, ne peseranno la reale consistenza politica e di idee a livello di contenuti e innovazione già gravemente e pesantemente insignificante”.

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