Maurizio Aversa scrive ad elettori ed iscritti del Pd marinese

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Stretta di mano tra Maurizio Aversa ed Emanuele Ciamberlano
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Stretta di mano tra Maurizio Aversa ed Emanuele Ciamberlano

“Innanzitutto, da comunisti, figli della storia del movimento dei lavoratori che si sono sempre organizzati per essere solidali e perseguire la giustizia sociale nella società, pensando che anche voi, iscritti ed elettori – al di là dell’età anagrafica – avete lo stesso rispetto e la stessa tensione positiva per questa comune origine ideale, vi esprimo, a nome di tutte le decine di iscritti comunisti oggi a Marino, un fraterno abbraccio solidale. In vostra difesa e della vostra dignità.

E’ istintivo, spontaneo, liberatorio perfino, per consentire a voi, uomini e donne, giovani e lavoratori, che avete creduto nel PD, di farvi sapere che c’è sul territorio marinese chi, umilmente e perfino con errori, può fare meglio di quanto (al peggio) ha mostrato, fatto e non fatto, il PD locale (e in larga parte castellano).

Vi spieghiamo subito che la forma della lettera aperta, non è una “trovata” pubblicitaria, di furba comunicazione politica. No. E’ una necessità, e di seguito la spieghiamo.

E’ divenuto impossibile confrontarsi con gli ex alleati di coalizione (voi sapete che PD, Marino Cambia e Pdci hanno sostenuto lo stesso candidato, del PD, alle amministrative). Infatti, finite le elezioni, non c’è stato un solo momento in cui si sia potuto analizzare la situazione politica determinatasi. Non lo ha fatto il PD. E, quando lo abbiamo fatto noi, invitando al congresso comunista, tramite i dirigenti provinciale e commissariale il PD, nessuna partecipazione o risposta positiva è intervenuta.

Intendiamoci, cari iscritti ed elettori PD, noi non siamo gli sciacalli di turno. Né per il passato recente, né per l’oggi e il futuro ravvicinato. Infatti siamo riconoscenti,- e non è la prima volta che lo diciamo pubblicamente -, a molti attivisti del PD con i quali abbiamo preparato e poi svolto la campagna elettorale ultima, per l’aiuto concreto, nel predisporre la nostra partecipazione alla competizione elettorale, e per il sostegno economico (sottraendoci pressoché tutte le incombenze economiche della comunicazione elettorale), questo perché, trasparentemente, abbiamo sempre messo generosamente a disposizione le nostre idee e le nostre poche energie, sapendo che null’altro avevamo ed abbiamo da offrire.

Siamo estremamente, drammaticamente, preoccupati dell’andazzo politico che avvolge il Partito Democratico marinese.

Ci riferiamo al fatto che non c’è una comunicazione politica. Ci riferiamo al fatto che gli attivisti o i dirigenti, e perfino gli eletti, coi quali parliamo, allargano le braccia e sconsolati denunciano divisioni, scollamenti, assenza di direzione, guerra per bande, sottovalutazione dei rapporti politici con la sinistra e il centrosinistra: insomma, se rileggete bene, ci dicono “LENTAMENTE QUESTO PARTITO STA MORENDO”.

Ora, se ci fosse un senso del Partito, cosa che di per sé già divide il PD in due, in quanto molta parte non vuole che il PD funzioni come un partito ma lo vuole come Comitato Elettorale; ebbene, se ci fosse quel senso di Partito, basterebbe che alcuni dirigenti, alcuni iscritti, prendessero iniziativa per protestare contro la morte lenta ed invertire la tendenza.

Invece, non c’è una personalità politica che prevalga per fare questo. Non c’è un gruppo di iscritti volenteroso di fare ciò.

Perché? Qualcuno, pochi, una avanguardia, ha già dato una propria risposta: un gruppo di compagni e compagne, stavano subendo quella situazione, davano un giudizio pessimo della realtà che stava esprimendo (soprattutto col silenzio e con l’assenza politica in città), ed hanno deciso di chiedere di dare una mano a riprendere la vitalità politica a tutto tondo con l’ideale comunista. E’ così che poche decine di iscritti PD sono entrati nel Partito dei Comunisti Italiani.

Si, perché questo è un aspetto importante da chiarire. Gli oltre cento iscritti del Pdci che abbiamo orgogliosamente festeggiato, non sono “tutti” provenienti dal PD. Infatti la stragrande maggioranza hanno vissuto un circuito virtuoso che ha fatto loro comprendere il valore di avanguardia degli iscritti provenienti dal PD. Cioè l’attenzione (ad esempio di ex iscritti pdci, prc, ed elettori del M5S) che ne è derivata è perché si è “mostrata la via”. E’ possibile essere di sinistra, impegnarsi sul territorio non marginalmente (infatti perfino il Sindaco di destra ci accoglie in un incontro per quasi un’ora e mezza a Palazzo Colonna), continuare ad essere opposizione al capitalismo e alla stessa giunta di destra di Marino, semplicemente impegnandosi, iscrivendosi al Partito dei Comunisti Italiani. Le nostre braccia sono aperte. Da fare ce n’è per tutti. Escludendo, ovviamente chi, colpevolmente ha determinato questa morte politica.

Ecco, se il PD continua, tragicamente, a non cercare relazioni; se il PD continua, stupidamente, ad interpretare il proprio ruolo come se ognuno fosse un piccolo Renzi; allora non farà altro che continuare a tradire il popolo di sinistra, a tradire i propri elettori, a tradire gli ultimi della società.

Ed a costoro, a cominciare dagli iscritti e dagli elettori PD resterebbero poche scelte: il rifugiarsi lontano dalla politica? Sarebbe dannoso per tutta la società. Il rincorrere qualche urlatore di turno? Sarebbe ricorrere a meteore che nascono e si eclissano. Allora? Si, la soluzione, se il PD continua nella sua linea di lenta morte, è che costoro che vogliono generosamente essere parte attiva del cambiamento della città e della società, si inseriscano oggi a dare forza al Partito dei Comunisti Italiani. Perché non è vero che siamo un partito nostalgico, né che siamo sull’onda di una effimera adesione: stiamo Ricostruendo il Partito Comunista. Ciò di cui i cittadini, il popolo di sinistra, chi è portatore di ideali di libertà e giustizia ha oggi bisogno. Se il Pdci è più forte, è più forte e unita la sinistra. E nessun comportamento correntizio, personalistico e di opportunismo è ammesso”.

Il segretario della sezione Pdci di Marino, maurizio aversa

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