Mercato Contadino e coltivatori in subbuglio dopo la morte del mugnaio Silvio Paoselli

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Silvio Paoselli - Mugnaio del Mercato Contadino scomparso
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Silvio Paoselli – Mugnaio del Mercato Contadino scomparso

A Rieti, nella chiesa Regina Pacis, si sono svolti i funerali di Silvio Paoselli, il mugnaio buono di Contigliano (RI), il cui corpo è stato ritrovato nelle acque del lago del Salto.

Intanto la magistratura vuole vederci chiaro. A chi ha pestato i piedi quel piccolo mago delle farine che aveva dedicato tutta la sua vita a recuperare attrezzature antiche della storia rurale ed a sperimentare la coltivazione e l’utilizzo di grani antichi? Giunge la notizia di scontri furiosi con chi aveva comprato ad insaputa il suo molino sperimentale di Mola di Mezzo e con chi ha disperso nei terreni intorno al mulino gli oggetti ed i documenti della storia rurale locale che Silvio aveva raccolto nel corso di tutta la sua vita. Il fascicolo rimane aperto e le indagini continuano prima che tutto si archivi sotto la voce “suicidio”.

Al funerale, gremito di produttori agricoli ed artigiani del cibo, si è registrato l’assenza dei responsabili delle istituzioni. In molti si chiedono il perché. La colpa è del mondo dell’informazione che è riuscito a bucare la notizia il muro del silenzio e dell’indifferenza?

Per questo i produttori amici di Silvio chiedono a tutti i mezzi di informazione “di non contribuire a costruire alibi assolutori per una classe politica e decisionale che non vuole che si parli della crisi che sta sbranando anche la nostra regione Lazio, che non vuole che si sappia della crisi che sta mandando a picco il mondo dei produttori agricoli “.

“Bisogna che il caso di questa morte sia illuminato dalla luce della ribalta dei grandi mezzi di comunicazione di massa”, ribadisce Claudio Roncella, uno dei coordinatori del Circuito Coltivendo dei Mercati Contadini. “Mai ci saremmo aspettati, mentre eravamo impegnati a portare l’agricoltura sociale nelle periferie romane più degradate ed in alcune aree dell’Africa, che in un territorio a vocazione agricola ed artigianale alimentare di qualità, continua Claudio, potesse accadere a Silvio la triste storia di cui stiamo parlando in questi giorni

Casari, frantoiani, allevatori, coltivatori e cuochi presenti ai funerali chiedono al sistema dell’informazione di dare voce alla storia di Silvio ed alle sue ragioni ormai affogate nel lago Del Salto. “Non certo per dare un predellino ai rappresentanti di istituzioni a picco che hanno perso il contatto con la realtà”, grida un giovane produttore presente al funerale.

Elisa Di Gennaro, a nome di tutti i produttori del Mercato Contadino Castelli Romani e Capannelle, rivolge un appello anche a Rosati, il Presidente dell’Arsial, l’agenzia pubblica per lo sviluppo dell’Agricoltura nel Lazio, affinché quel mulino/frantoio da cui Pietro era stato cacciato con violenza, diventi una fattoria didattica per trasmettere alle nuove generazioni la memoria di un intero territorio.

Erminio Latini si associa alla voce degli altri: “ In quel mulino /frantoio dove Silvio realizzava le sue sperimentazioni sono stati raccolti cimeli e macchinari di inestimabile valore della storia della nostra agricoltura. Siamo sicuri che il responsabile di Arsial, Rosati, con la sua sensibilità ed il suo attivismo, sia l’unico che, con un piccolo stanziamento, possa evitare che quel patrimonio vada disperso e che venga meno la funzione quell’immobile quale “casa dell’ agricoltura” .

I coltivatori e gli allevatori dei mercati contadini amici di Silvio hanno deciso di continuare a gridare al mondo la loro rabbia per quanto accaduto.

Elisa Di Gennaro, presidente dell’Associazione km0, portavoce dei Mercati Contadini, sì è mobilitata assieme a tutti i produttori che ogni settimana portano cibo fresco e buono nelle nostre case, e lancia nuovamente un appello al Sindaco del Comune di Contigliano, in cui si trova il mulino di Silvio: “ Non abbiamo visto il sindaco di Contigliano ai funerali di Silvio. Ribadiamo che gli speculatori che hanno comprato all’asta il mulino di Silvio non debbano fare del manufatto aziendale un utilizzo diverso da quello per cui Silvio ha sacrificato la sua vita. Chiediamo che non vengano consentiti cambi di destinazione d’uso di quel manufatto. Chiediamo che la triste vicenda della morte di Silvio sia dibattuto dal Consiglio comunale, da convocare con urgenza in seduta straordinaria per trovare un modo, assieme ad Arsial e Regione Lazio, per impedire qualunque speculazione su quel manufatto”

I produttori amici di Silvio minacciano che in mancanza di risposte adeguate procederanno all’occupazione degli uffici del Comune di Contigliano e della Regione Lazio.

Dopo essersi incontrati in centinaia all’interno dell’Ippodromo Capannelle, produttori e consumatori, per ricordare Silvio, impastare la sua farina e preparare la sua pasta, dopo i funerali si sono recati in tanti sui luoghi della vita di Silvio: il suo Mulino e frantoio di Mola di Mezzo, i campi dove sperimentava la coltivazione dei grani antichi, i terreni dove riparava i suoi amati asinelli. Lacrime e sguardi sgomenti, applausi e ricordi.

Valerio Vecchiarelli della Facoltà di Agraria di Perugia, soggetto gestore di un polo di ricerca universitario nel reatino dedicato alla genetica vegetale, ci ricorda come il lavoro di Pietro non fosse poi così ingenuo, come Pietro cercasse in continuazione di ancorare le sue sperimentazioni sui grani antichi alle ricerche agronomiche in ambito cerealicolo che nel reatino svolge Università di Perugia nei propri campi sperimentali.

Sono esasperati i piccoli produttori agricoli ed i piccoli trasformatori che in questo momento di crisi, schiacciati tra la tirannia della grande distribuzione e l’indifferenza delle istituzioni, trovano uno sbocco alla loro crisi solo grazie al rapporto diretto con i consumatori, attraverso gruppi di acquisto e mercati di filiera corta autogestiti. Aziende il cui reddito agricolo dipende principalmente dalla vendita dei prodotti e non dai trasferimenti pubblici.

L’agricoltura familiare dei piccoli produttori e degli artigiani del cibo di qualità non è adeguatamente sostenuta dalle istituzioni. Molti piccoli produttori, stretti dalla crisi, rischiano di perdere tutto.

La situazione è insostenibile. In molti per protesta vorrebbero occupare i luoghi di rappresentanza delle istituzioni.

I responsabili del Mercato Contadino rinnovano appello al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ed all’Assessore all’Agricoltura Sonia Ricci, affinché venga istituito con urgenza un fondo di solidarietà per i produttori in difficoltà che rischiano di perdere i propri beni aziendali. Questa volta pretendono risposte concrete.

Non deve più accadere”, ci segnala Erminio Latini l’allevatore che ha ricoperto importante cariche istituzionali a difesa del mondo rurale, “che si perdano terre e beni aziendali per aver saltato qualche rata di mutuo. Deve essere immediatamente istituito un fondo di solidarietà per salvare le piccole aziende in crisi ”. Non si pignorano intere esistenze.

“Il Consiglio regionale deve adottare con urgenza un ordine del giorno dedicato alla grave vicenda” , chiede il Prof. Orlando Romano dell’ente di sperimentazione e controllo Agrivol.

La situazione è drammatica. Come lo è stato in molti altri paesi dove numerosi contadini si sono tolti la vita per aver perso il controllo dei mezzi di produzione.

La mobilitazione continua. Azioni clamorose di protesta verranno concertate nel corso dei prossimi giorni. Intanto alcuni Parlamentari si stanno muovendo per non lasciare che il muro del silenzio, dell’indifferenza e della paura uccidano per sempre il progetto di vita di Pietro.

Gli amici produttori e i cittadini delle comunità autonome del cibo non lasceranno solo il dolce mugnaio Silvio.

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