Migranti a Marino, nota della minoranza

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Marino
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«Siamo dovuti ricorrere alla Prefettura per essere notiziati in merito alla questione immigrati nella nostra città, dal sindaco non è stato possibile avere informazioni!». E’ la voce dei consiglieri di minoranza Stefano Cecchi e Cinzia Lapunzina (Decentramento), Sabrina Minucci (Laboratorio Rinascita) e Remo Pisani (Forza Italia) che, a seguito della richiesta di audizione al prefetto Paola Basilone sul piano di accoglienza disposto dalla Prefettura per Marino, sono stati ricevuti a Palazzo Valentini dal vicario del prefetto e dal coordinatore settore immigrazione.

Quasi 150 gli extracomunitari presenti in città, circa 100 nel centro, 50 su via Appia. Numero in costante variazione che, come informano i funzionari, alla fine di ogni anno viene rimodulato in funzione delle nuove esigenze legate ai flussi migratori. Una variabile che potrebbe essere, invece, stabilizzata qualora Marino aderisse al progetto SPRAR, il programma di assistenza del Ministero dell’Interno per persone già titolari di protezione internazionale. Oltre ad un sostegno economico per l’accoglienza, offrirebbe al sindaco massima fantasia nella redazione della pianificazione.

Al suo interno, sotto la supervisione del Comune, programmi di vicinanza sanitaria e psicologica con percorsi di istruzione e inserimento socio-lavorativo-culturale in regime di controllo e trasparenza. Entro il prossimo settembre il termine ultimo per la domanda di adesione.

«A Marino – denunciano i consiglieri – ci troviamo di fronte solo ad un tamponamento dell’emergenza, con le situazioni di mala gestione e disagio evidenziate al Prefetto delle quali, senza esito, abbiamo chiesto conto al primo cittadino. Pur nel senso di solidarietà della nostra comunità e in ossequio al senso di responsabilità che la vicenda richiede – aggiungono – cresce lo stato di apprensione tra i cittadini per crescenti e preoccupanti condizioni in ambito sanitario, sociale e di sicurezza, con segnalazioni di reati vari tra i quali anche la prostituzione».

Nella rete del sistema SPRAR invece, come riferito dai funzionari della Prefettura, il lavoro di integrazione è in grado di produrre risultati positivi. «Che potremmo raggiungere, anche se parzialmente, già in questa fase – fanno sapere i consiglieri – se solo il Comune provasse a dare un senso al soggiorno provvisorio di queste persone nella nostra città e condizioni di vita adeguate. Magari coinvolgendoli in percorsi educativi di accoglienza e integrazione o attività di volontariato, come già accade in altre realtà vicine che hanno stipulato protocolli d’intesa con la Prefettura». Tra i quesiti posti dai consiglieri di opposizione, anche il ruolo delle organizzazioni del terzo settore impegnate nell’accoglienza dei migranti. «Anche su questo argomento, prima di ricorrere al Prefetto, abbiamo chiesto lumi al sindaco, ovviamente senza successo. Chi sono? Perché non si prendono attenta cura delle persone ospitate nei centri di accoglienza evitando così anche gli incresciosi episodi sopra accennati? Come mai hanno concentrato quasi tutte le persone in strutture convergenti su piazza Garibaldi? Nel pieno rispetto dei diritti umani, ci preme sottolineare come un regime di non controllo unito ad uno stato di necessità e inattività, potrebbe dar luogo a quelle manifestazioni che, da alcuni mesi, sono oggetto di preoccupazione per la comunità. Tutte risposte che ci auguriamo di avere direttamente dagli interessati, vista la nostra richiesta ufficiale alla Prefettura dei loro nominativi».

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