Miss mia cara Miss, i pensieri di Orson

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Alice Sabatini, Miss Italia 2015
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Alice Sabatini, Miss Italia 2015

Orson tra il caso Miss Italia-Alice Sabatini e la riforma del Senato, di seguito i suoi pensieri:

“Premetto che ho trovato vergognosi ed incivili i post apparsi sui social contro la neo Miss Italia, Alice Sabatini,  “colpevole” di aver detto certo una “fregnaccia”,  e visto che è di Roma saprà il significato di questo termine, quando ad una domanda, già concordata in precedenza penso, posta dall’ormai “cotechino” dei Cesaroni Amendola (dicono i rumors sia il coach della Sabatini ….), ha risposto a suo modo. La domanda riguardava in quale periodo storico le sarebbe piaciuto vivere:  la miss ha fatto strike a suo modo, rispondendo che le sarebbe piaciuto vivere nel ’42 durante la guerra, perché la nonna le aveva raccontato di quel periodo e poi essendo donna tanto starebbe rimasta a casa. Analizzando la data possiamo fosse arguire che la Sabatini, vista la “mole” di domande a cui sono sottoposte queste ragazze, manco fosse una prova orale di un concorso pubblico, fosse rimasta alla domanda fattale tre giorni prima riguardo il sul suo numero di scarpa, e così si spiegherebbe il numero 42 dovuto alla notevole altezza (quasi 1.80) di questo “pivot” della passerella, che gioca infatti a basket. Molto meno probabile che la presunta nonna le abbia raccontato della guerra, perché considerata la giovane età della Miss (18 anni) è facile che la nonna sia invece nata nel ’42, durante la guerra.  Scherzi a parte, perché alla fine sempre di in concorso di bellezza si tratta, diamo le giuste proporzioni alla cosa e non si continui con tiro a bersaglio sulla miss, tuttavia mi sembra giusto ragionare sul senso che abbia oggi un concorso come questo, che dovrebbe mettere al centro appunto la bellezza come unica discriminante per scegliere la Miss Italia dell’anno.

Il presupposto è che la Bellezza (che a volte è soggettiva) ed il fascino (che non lo è, perché se una ne è sprovvista lo si nota eccome) dovrebbero contare più di una cultura scolastica in concorsi come questi: ovvio una che non abbia nemmeno un neurone, anche se bellissima, sia da scartare, perchè non saprebbe per dire muoversi in passerella. Detto questo ritengo Alice Sabatini una ragazza dall’intelligenza nella norma con gravi lacune storiche e direi di cultura generale, come purtroppo avviene per tante altre ragazze e ragazzi della sua età, inutile soffermarci sulle colpe della scuola e dei (presunti) educatori: quello che mi preme sottolineare è, parere personale, che Alice sia l’anti bellezza diventata Miss Italia, perchè tra le 33 finaliste (ho controllato il loro sito, poiché non ho mai retto più di 1 minuto il programma…) penso che una trentina rispondessero meglio ai canoni di bellezza di almeno 8 maschi su 10 (però de gustibus non disputandum est) rispetto a questa fanciulla molto emotiva, e questo è da mettere in conto per la sua giovane età, ed un po’ ingenua. Ma il televoto ne ha decretato il successo, perchè nella sua estemporaneità spesso sfugge a tante logiche, oppure no… alla fine chissà tutto torna, vedasi Il Volo (strafavoriti dai bookmakers) che sbancano a Sanremo, mentre in passato il “povero” Lele Mora dovette spendere dei bei soldini per far vincere il televoto (ndr) al pupillo Walter Nudo in una delle tante edizioni dell’Isola (dei Famosi ndr).

C’è stata, purtroppo e non solo, un’omologazione a Miss Italia da 15 anni circa nei canoni per determinare la più “bella d’ Italia”, a parte la Pedron più ragazza della porta accanto e con un’altezza giusta per una donna ed un paio di miss carneadi, ormai quasi tutte le vincitrici sembrano delle “corazziere”, più modelle senza curve da sfilata meneghina che miss dell’italianità, e cioè della bellezza mediterranea fatta di forme e sensualità.  Le ultime avevano almeno un bel visino, mentre l’attuale non mi convince neanche su questo versante, appare un po’ troppo sui social per non vederne i difetti, tipo la spigolosità dei lineamenti.

Senza scomodare “Donna Prassede” Boldrini (ed il suo femminismo 2.0) che chiese l’abolizione del concorso, perché svilisce l’immagine della donna (ma va…), e ne ottenne lo spostamento dalla Rai a la 7, se riducessero la “fiera” ad una serata, come succedeva negli anni ’50 e ’60, con un gruppetto di giudici fancazzisti, “intellettuali”, cazzari o non ne guadagneremmo tutti. Una giuria a caso potrebbe annoverare uno Sgarbi, un Tiziano Ferro, un Renzi, che tra un selfie ed una altro con le miss magari trova pure la ministra delle pari opportunità, un Don Mazzi, l’immancabile quota gay Paone, poi Napolitano, un diversamente giovane che potrebbe dare il suo saggio parere ed infine una donna di buon senso tipo la Santanchè, bellezza acqua e sapone. Con il Caimano, ovviamente, presidente di giuria, nessun rischio non sono ammesse le minorenni al concorso. E magari uscirebbe questa come vincitrice, ma ci sarebbero meno probabilità lo fosse, rispetto a quello che decreta una giuria di qualità (presunta) o un televoto, meno democratico di quello che dovrebbe essere, nel far decidere a certi telespettatori le carriere future di tizio o caio, essendo magari gli spettatori molto più insipienti di una Miss o di un paio di cantanti e modelle.

Poi magari capita che una certa ministra delle “riforme” costituzionali, ci informi che “la riforma del Senato è attesa da 70 anni”, e ci faccia rivalutare la miss in carica: il Senato repubblicano è nato nel ’48, cioè 67 anni fa, e magari nessuno dei padri costituenti, tra i quali la buonanima di Pietro Ingrao ex Presidente della camera e varie volte parlamentare, ha mai atteso questa “urgente” riforma.  Ma in quegli anni le “miss” non facevano le ministre, le Donne davano il loro contributo fattivo durante la guerra come partigiane o ausiliarie; quindi ha capito signorina Sabatini? Lei vuole fare l’attrice, ed è una sua legittima aspirazione se dimostrerà di avere le qualità per farlo, tuttavia oltre a fare del casting legga e si informi meglio sul passato e presente del suo paese, e non solo, prima di esprime un’opinione. Lo stesso discorso varrebbe anche per la ministra…”.

 

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