Moianetti, “Nessuna nota tra Sindaco e Gendarmeria Vaticana”

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Castel Gandolfo
Piazza Libertà a Castel Gandolfo
Castel Gandolfo
Piazza Libertà a Castel Gandolfo

Non si placa la polemica a Castel Gandolfo attorno allo spostamento delle celebrazioni in onore di San Sebastiano. Dalla prima alla seconda domenica di Settembre, così aveva predisposto l’amministrazione comunale, ma la decisione ha suscitato reazioni contrastanti in città, sia nel mondo politico che tra i cittadini, molti dei quali, a giudicare dalle reazioni sui social network, mostrano di non aver gradito affatto il cambio di data.

Il primo a sollevare la questione è stato il Presidente del Consiglio Comunale ed ex Primo Cittadino Maurizio Colacchi, dando fuoco alle polveri ferragostane.

Molteplici le voci rincorse tra i gandolfini che su Facebook hanno visto il loro palcoscenico. In un primo momento si diceva che lo spostamento fosse dovuto per una concomitanza con la Sagra della Porchetta di Ariccia che, secondo alcuni, avrebbe potuto oscurare l’evento gandolfino in termini di richiamo per i turisti, quindi la motivazione più accreditata è sembrata quella dovuta ad una esigenza organizzativa e logistica paventata dal Corpo della Gendarmeria Vaticana, il quale avrebbe chiesto di posticipare la data delle celebrazioni perchè impedito a parteciparvi a causa di precedenti ed improrogabili impegni assunti.

Su queste basi si è inserito Colacchi che ha voluto ironizzare, ripreso anche da organi di stampa, chiedendo al Sindaco spiegazioni su un fatto, a suo dire, mai successo.

Non ha tardato ad arrivare la replica, sempre a mezzo Facebook, del Sindaco in carica Milvia Monachesi, la quale in un post del 25 Agosto dichiarava che: “Con nota del 24 Agosto, il Corpo della Gendarmeria Vaticana ci ha comunicato di essersi trovato coinvolto in una polemica aperta sugli organi di stampa dal Presidente del Consiglio Maurizio Colacchi e che tale incresciosa situazione lo ha costretto, suo malgrado, ad annullare il concerto per evitare qualsiasi polemica che potesse ledere l’immagine del Corpo della Gendarmeria o scontentare la cittadinanza. E’ bene ricordare che lo spostamento della data della celebrazione di San Sebastiano, oggetto della polemica, non è stata assolutamente una richiesta della Banda della Gendarmeria Vaticana, ma una scelta concordata dall’amministrazione comunale e dal Parroco per poter offrire alla comunità castellana un evento di grande valore simbolico, di affetto e vicinanza al Vaticano ed a Papa Francesco. Poi mi auguro vivamente che questa brutta e spiacevole vicenda non riesca a ledere il legame che da sempre unisce Castel Gandolfo al Corpo della Gendarmeria, penalizzando ulteriormente la comunità castellana”.

Dopo la presa di posizione, in linea con la decisione di posticipare le celebrazioni, manifestata dal Consigliere Comunale Marta Toti, è notizia di questi giorni, che non farà mancare altre polemiche, l’iniziativa del Capogruppo di Democratici per Castello, Giacomo Moianetti, il quale, volendo fare chiarezza sulla vicenda del diniego del Corpo di Gendarmeria Vaticana, ha interpellato gli uffici comunali chiedendo visione, in qualità di Consigliere Comunale, tramite un accesso agli atti, della nota e delle comunicazioni intercorse tra il Comune ed il Corpo di Gendarmeria a cui il Sindaco Monachesi faceva riferimento nel suo post telematico.

“Volendo fare luce su una vicenda che mostra ancora una volta il pressappochismo di questa amministrazione – ha dichiarato Moianetti – ho appreso con un certo sconcerto che non vi è stata alcuna comunicazione scritta e/o ufficiale tra il Sindaco, e quindi l’amministrazione, e la Gendarmeria Vaticana. Ciò smentisce totalmente ciò che il Sindaco ha dichiarato allorquando parla di una “nota inviata dal Corpo”. La risposta ufficiale che mi è stata recapitata infatti – conclude Moianetti – non è altro che la conferma che non vi è stata alcuna comunicazione ufficiale e che, evidentemente, eventuali rapporti istituzionali tra i due enti sono stati presi solo in via totalmente informale tra gli stessi. A testimonianza di ciò sono i documenti ufficiali, questi si rintracciabili, che attestano l’irritualità e la superficialità delle azioni di questa amministrazione e del Sindaco”.

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