A Monaco la tomba di Soraya, imperatrice di Persia

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Soraya
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Soraya

Pomeriggio di Pasquetta. Fuori una leggera pioggia, dentro casa un clima multiculturale: due italiane, un iraniano e una greca parlano del più e del meno, si confrontano, scambi tra culture. E’ per lo più Milad, il nostro amico iraniano, a raccontarci delle usanze del suo paese, del loro calendario (il calendario persiano, diverso da quello gregoriano, basato sull’osservazione dell’equinozio di primavera e correntemente usato in Iran e Afghanistan), dei rapporti tra uomo e donna. L’Iran rievoca in me il nome di una donna: Soraya, imperatrice di Persia. Io e la mia amica Viviana digitiamo il suo nome su Google e casualmente scopriamo che è sepolta proprio a Monaco, nel cimitero di Westfriedof. Lo interpretiamo come un segno del destino e decidiamo di andare a trovarla, c’è una fermata della metro che ci porta lì direttamente. Il cimitero di Westfriedof è enorme, un parco con centinaia di tombe, ciascuna contraddistinta da un numero. Trovare la tomba che cerchiamo è un impresa ardua ma non impossibile. Girovaghiamo sotto la pioggia per circa un’ora e mezza, la regina si fa desiderare, ma noi non desistiamo. Alla fine, grazie anche all’aiuto di due gentili signori, riusciamo a identificare la sua tomba sulla mappa del cimitero, e a mezz’ora dalla chiusura la raggiungiamo. Giusto il tempo di un saluto. Imperatrice d’Iran. Nata il 22 giugno 1932 a Isphahan, città dell’Iran centrale, splendente per le sue moschee dalle cupole smaltate, Soraya era la figlia di Eva Karl, un’ebrea tedesca di origini russe, e di Khalil Esfandiari Bakhtiyari, ambasciatore d’Iran nella Repubblica Federale Tedesca. Divisa fra due mondi, Soraya venne educata in collegi svizzeri come si conveniva alle figlie dell’ alta società. A poco più di 18 anni incontra il giovane Scià di Persia Mohammad Reza Pahlavi, reduce da un matrimonio combinato (e non fruttuoso) con Fawzia, della famiglia del re egiziano Faruk. I due si sposano il 12 febbraio 1951 a Teheran, un matrimonio che fa subito gola ai rotocalchi del mondo intero: nel suo lungo vestito bianco, con il velo da sposa e il gigantesco bouquet di fiori bianchi, Soraya sta accanto al suo sposo e imperatore. Sei anni dopo, sarebbe stata ripudiata dallo stesso Scià, dopo che fu evidente che non avrebbe potuto dargli dei figli: nei primi mesi del ‘ 58, mentre Soraya era a Sankt Moritz, lo Scià annunziò al mondo intero il ripudio della moglie sterile. Se per lei si chiuse una vita difficile e faticosa, raccontata nell’autobiografia scritta nel 1991 Il palazzo della solitudine, se ne aprì un’altra fatta di mondanità involontaria, di celebrità non voluta, di fughe davanti ai paparazzi. Si realizza il suo sogno di diventare attrice, un nuovo amore si affaccia nella sua vita, quello per il regista Franco Indovina, deceduto nel ’72, nel disastro aereo di Punta Raisi. Al momento dell’ incidente lei si trovava in Germania, un presentimento le aveva suggerito di consigliare al suo compagno di non andare. Dicono che anche Farah Diba, la ragazza che aveva preso il suo posto presso lo Scià, la chiamò per dirle tutta la commozione che lei e il marito provavano per lei. Sua Altezza Imperiale la Principessa d’Iran, titolo che mantenne anche dopo la separazione, trascorse gli ultimi anni a Parigi, dove è morta per cause naturali il 25 ottobre del 2001, all’età di 69 anni. A Parigi, come Marlene Dietrich, Maria Callas, Romy Schneider, Lady Diana, sue consorelle nel comune destino di essere belle, famose, infelici. Per noi, un pomeriggio trascorso diversamente: tornati a casa, potevamo ritenerci soddisfatti di averla trovata.

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