Monte Compatri, approvato il Bilancio

Nota dell'Assessore competente Di Franco: "Per Monte Compatri conti in ordine. Dalla Regione trasferimenti con il segno meno"

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Panorama Monte Compatri

APPROVATO IL BILANCIO, L’ASSESSORE DI FRANCO: “PER MONTE COMPATRI CONTI IN ORDINE. DA EVASIONE TARI E IMU INCASSI PER 250MILA EURO DALLA REGIONE TRASFERIMENTI DI RISORSE CON IL SEGNO MENO” 

“Un avanzo di 348mila euro, di cui 343mila in parte corrente; saldo positivo di 436mila euro, rispettando i vincoli di finanza pubblica relativi al pareggio di bilancio e con un miglioramento di circa 350mila euro; recuperato il disavanzo triennale di 63.900 euro: sono i numeri principali del rendiconto 2017, che registra un importo complessivo di 12 milioni in conto competenza, per il Comune di Monte Compatri. Una gestione caratterizzata per 6,5 milioni di entrate tributarie, di cui 2,5 milioni della tassa rifiuti (Tari) che copre interamente il servizio di raccolta differenziata ‘porta a porta’; 2,1 milioni di Imu; 641mila euro di fondo di solidarietà comunale, risorse di trasferimenti statali; 580mila accertati e che derivano da enti sovra comunali.

Sulla voce entrate extratributarie, invece, il totale accertato è pari a un milione, di cui 260mila euro per la mensa scolastica. Tutto in un perimetro di aliquote, tasse e tariffe che sono rimaste invariate, come previsto dal blocco inserito nella legge di stabilità dello scorso anno”, lo dichiara l’assessore al Bilancio, Adriano Di Franco, nel corso del suo intervento al Consiglio comunale, riunito il 13 giugno nella sala di Tinello Borghese per l’approvazione del bilancio dello scorso anno, che ha avuto il via libera con 11 voti a favore (quattro contrari e un astenuto).

“Nel capitolo entrate in conto capitale abbiamo 470mila euro, ai quali aggiungere i soldi per l’accensione del mutuo per la sistemazione e la riqualificazione del muro di via Campogillaro. Il dato che salta agli occhi è quello relativo al preventivato e l’accertato per i trasferimenti dovuti alle mancate concessioni di contributi da enti sovra comunali, in particolar modo dalla Regione Lazio.

Circa 2 milioni di euro per la spesa del personale, di cui 250mila per i contratti a tempo determinato. Poco più di 300mila se aggiungiamo lavoro interinale, collaborazione e voucher: circa 100mila euro in meno rispetto al 2009. Ridotte dell’80% le spese per convegni e rappresentanza”, aggiunge nella sua relazione l’assessore Di Franco.

“Circa 5 milioni di euro i fondi necessari per l’acquisto di beni e servizi. Per le spese in conto capitale voglio sottolineare i 51mila euro usati per intervenire sulle nostre scuole, 100mila per il rifacimento delle batterie cimiteriali, 140 per Campogillaro, 20mila per la manutenzione stradale, 44mila per interventi sulla pubblica illuminazione, 5.800 per la rimozione dell’eternit a Molara. Alla voce spesa corrente voglio far emergere i dati sull’incremento del trasporto pubblico per il collegamento con la Metro C (160mila euro) e i 30mila euro per i diritti sociali e politiche della famiglia”, afferma Di Franco.

“Le componenti principali dei tributi comunali sono ricompresi nella Iuc, che si suddivide in Imu (di natura patrimoniale) e Tasi e Tari per la parte dedicata ai servizi. Dall’imposta municipale propria abbiamo 2milioni di cui 200mila euro recuperati dall’evasione. Dalla tassa sui servizi indivisibili otteniamo entrate pari a 12mila euro; dal recupero dell’evasione sulla tariffa per i rifiuti arrivano 50mila euro.

Le altre componenti significative sono Irpef, con aliquota mantenuta allo 0,7 per cento ed entrate pari a 800mila euro; la Tosap, in merito all’imposta sulla pubblicità e sulla tassa di occupazione di suolo pubblico registra 100mila euro (rispettivamente 30mila e 70mila).

Infine, chiudo con una cifra sul patrimonio netto che è pari a poco più di 29milioni e 600mila euro”, conclude l’assessore al Bilancio del Comune di Monte Compatri, Adriano Di Franco.

Approvata con 11 voti a favore (cinque contrari) la delibera ‘Criteri per la determinazione del contributo        straordinario di cui al punto “d-ter” del comma 4 dell’art.16 del D.P.R. 380/01’. “Si tratta – spiega l’assessore all’Urbanistica, Agnese Mastrofrancesco – di un provvedimento volto al rilancio di un settore in sofferenza e per garantire maggiori introiti alle casse comunali. Mentre la minoranza continua a dire ‘no’, no alle entrate nelle casse comunali, no ai servizi che possono derivare dalle stesse, un ‘no’ pregiudiziale. Amministrare, invece, significa assumersi responsabilità e critiche, ma se va a vantaggio del nostro paese ben venga il contributo straordinario”.

“Il maggior valore generato da interventi su aree o immobili in variante urbanistica, in deroga o con cambio di destinazione d’uso è suddiviso in misura non inferiore al 50% tra il Comune e la parte privata ed è erogato da quest’ultima all’ente stesso sotto forma di contributo straordinario, che attesta l’interesse pubblico, in versamento finanziario. Il contributo straordinario di urbanizzazione si configura come extraonere, ed è finalizzato a definire, l’incremento di valore di cui beneficiano le proprietà private a seguito d’interventi su aree o immobili in variante urbanistica, un contributo che deve essere versato dal soggetto attuatore in aggiunta al pagamento degli oneri di urbanizzazione e del contributo commisurato al costo di costruzione. Onere che può essere anche rateizzato o che può avvenire tramite la cessione di aree o immobili da destinare a servizi di pubblica utilità, edilizia residenziale sociale od opere pubbliche”, conclude l’assessore Agnese Mastrofrancesco.

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