Monte Compatri, D’Acuti sull’emergenza idrica

Emergenza Idrica, D'Acuti: "Acea separi il piano investimenti dalla manutenzione e coinvolga i sindaci nel processo decisionale sugli interventi"

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Riunione sull'Emergenza Idrica in Comunità Montana

“Interventi condivisi con il territorio, piano investimenti separato dalla manutenzione ordinaria e straordinaria, tempi di attesa per le riparazioni ragionevoli, bonifiche della rete che non siano inserite nella bolletta Acea: sono le richieste emerse e condivise con i colleghi sindaci dei Comuni del Consorzio Doganella, durante la riunione di giovedì 26 ottobre in Comunità montana, per capire cosa fare prima che l’emergenza idrica si presenti, la prossima estate, con conseguenze peggiori di quelle che abbiamo vissuto pochi mesi fa”, lo scrive su facebook Fabio D’Acuti, primo cittadino di Monte Compatri. “I numeri che ci sono stati presentati dal neopresidente di Ato 2,  l’ingegnere Sandro Cecili, mettono i brividi: la siccità è conclamata; rispetto agli anni precedenti le precipitazioni sono diminuite di circa il 40%, il lago di Bracciano  segna -60 centimetri, i pozzi vedono diminuire i propri livelli da 30 centimetri a 5 metri. Una situazione che si traduce con un quinto in meno  di portata: 1300 litri in meno al secondo per tutto il comprensorio e che portano alle turnazioni del servizio”, continua il sindaco D’Acuti. “Apprezzabile – aggiunge il primo cittadino monticiano – lo sforzo di opere di interconnessione tra i vari impianti, operazione che però deve ancora essere completata. Così come sono condivisibili i progetti di bonifica della rete idrica: 210 milioni di euro per 80 chilometri. Azioni che arrivano dopo una prima fase in cui i due terzi degli interventi erano concentrati sulle fogne e sugli scarichi. Ma, ad oggi, nessuno di noi è a conoscenza di dove e quando gli investimenti da 100 milioni di euro, previsti dal piano triennale, saranno realizzati nell’area dei Castelli Romani. Non possiamo dire ai cittadini di risparmiare acqua, quando per una riparazione passano anche due settimane. Non è pensabile chiedere ai cittadini di pagare in bolletta il piano investimenti. Questo va fatto usando gli utili della società di piazzale Ostiense. Le infrastrutture si rompono negli stessi punti anche tre volte l’anno, a causa di tubature che hanno 60 anni. L’ho detto in Conferenza metropolitana di Roma Capitale e l’ho ripetuto questo pomeriggio: dobbiamo creare un database dei guasti più frequenti per sapere dove e come intervenire. E come sindaci del territorio, non possiamo essere estromessi dal processo decisionale del piano Investimenti”, conclude il sindaco Fabio D’Acuti.

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