Monte Compatri, De Carolis attacca il Pd sulle alte uscite per la telefonia comunale

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Marco De Carolis
Marco De Carolis
Marco De Carolis Sindaco Monte Compatri

“Fatture non pagate. Oltre 40mila euro l’anno per un servizio di centralino comunale, anche questa voce mai versata. Sono queste le spese che hanno fatto schizzare verso l’alto le uscite per la telefonia del Comune di Monte Compatri. Questo il contratto, per le chiamate e la linea internet, che abbiamo trovato non appena insediati a palazzo Borghese. E che abbiamo potuto rimodulare solo dal 2009.

Quando abbiamo ripianato i conti in rosso delle precedenti amministrazioni, cancellando 3mila euro per il fitto degli apparecchi e quelli per la postazione centralizzata delle telefonate. Abbiamo eliminato i debiti degli altri e razionalizzato (60mila euro ogni 12 mesi). Questi i fatti, mentre la minoranza locale continua con la macchina del fango. Sguazzandoci dentro e, evidentemente, trovandosi a suo agio”, lo scrive in una nota il sindaco Marco De Carolis.

“Sulla questione smartphone abbiamo più volte spiegato la realtà dei fatti. I dispositivi sono stati interamente pagati dagli amministratori. Le cifre versate, inoltre, sono inferiori perché il contratto, oltre a prevedere schede sim con chiamate illimitate, propone sconti di circa il 70% sugli apparecchi.

Quelli di sindaco, assessori e consiglieri non sono dei rimborsi, bensì anticipi. La fattura è intestata al Comune, che paga 18 euro ogni 31 giorni: noi abbiamo già saldato, per intero, il costo dei telefoni mobili; mentre l’ente ha versato una sola rata. A raccontare fandonie i membri del Pd locale sono bravi perché hanno imparato dal migliore: Renzi il bugiardo”, conclude De Carolis.

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