Monteporzio celebra l’8 marzo a teatro

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Il comune di Monte Porzio Catone ha voluto sottolineare la propria sensibilità nei confronti della giornata internazionale della donna organizzando, in collaborazione con l’Associazione Culturale “Teatro a cuor leggero”, la rappresentazione di uno spettacolo diretto da Simona Corese e scritto da Elisabetta Serra.

Lo spettacolo dal titolo: “LA TRAGEDIA DELLA TRIANGLE SHIRTWAIST COMPANY” si terrà presso la sala Ephebeum in via Cavour, 6 – Monte Porzio Catone (Rm) – venerdì 6 Marzo ore 21.00, sabato 7 e domenica 10 Marzo ore 18.00 e ore 21.00.

«La giornata internazionale della donna – spiega il sindaco Emanuele Pucci – è un’occasione importante che ci permette di tenere alta l’attenzione sulle problematiche che ancora oggi sono costrette ad affrontare le donne. La violenza o la disparità di trattamento lavorativo sono piaghe sociali spesso subdole contro le quali più che la legge serve cultura. Ben venga quindi uno spettacolo teatrale atto a sensibilizzare ed educare al rispetto delle donne, vero motore della nostra società».

L’assessore alla cultura, Gianluca Minucci afferma: «quest’anno Monte Porzio Catone si presenterà a questa ricorrenza con una Giunta Comunale in cui predomina il “rosa”, tre assessori su cinque sono donne e una donna sarà a curare l’evento teatrale, la bravissima Simona Corese».

La Triangle Shirtwaist Company produceva le camicette alla moda di quel tempo, le cosiddette shirtwaist. Di proprietà di Max Blanck e Isaac Harris, occupava i 3 piani più alti del palazzo a 10 piani, Asch building, a New York City.

Nella compagnia erano impiegati circa 500 lavoratori, la maggior parte giovani donne immigrate dalla Germania, dall’Italia e dall’Europa dell’est. Alcune donne avevano 12 o 13 anni e facevano turni di 14 ore per una settimana lavorativa che andava dalle 60 ore alle 72 ore.

Il pomeriggio del 25 marzo 1911, un incendio che iniziò all’ottavo piano della Shirtwaist Company uccise 146 operai di entrambi i sessi. La maggioranza di essi erano giovani donne italiane o ebree dell’Europa orientale. Poiché la fabbrica occupava gli ultimi tre piani di un palazzo di dieci piani, 62 delle vittime morirono nel tentativo disperato di salvarsi lanciandosi dalle finestre dello stabile non essendoci altra via d’uscita.

I proprietari della fabbrica, Max Blanck e Isaac Harris, che al momento dell’incendio si trovavano al decimo piano e che tenevano chiusi a chiave gli operai per paura che rubassero o facessero troppe pause, si misero in salvo e lasciarono morire le donne e gli uomini rimasti intrappolati. Il processo che seguì li assolse e l’assicurazione pagò loro 445 dollari per ogni morto: il risarcimento alle famiglie fu di 75 dollari.

«La commemorazione di questo evento – spiega l’assessore ai servizi sociali, il vicesindaco Arianna Pelagaggi – è importante soprattutto oggi che la crisi sta mettendo in dubbio le grandi conquiste sindacali degli anni passati. Assistiamo nella società contemporanea ad una riduzione di attenzione sui diritti dei lavoratori. Questa rappresentazione teatrale offre quindi l’occasione sia per riflettere sui rischi che si possono correre assottigliando la tutela lavorativa, sia per sottolineare la necessità che la donna finalmente ricopra un ruolo fondamentale in una società che non può fare a meno di lei».

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