Monteporzio, a Frascati corso per tutelare i minori da abusi e maltrattamenti

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Asl Roma H
La cartina che disegna i comuni facenti parte dell'Asl Roma H
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La cartina che disegna i comuni facenti parte dell’Asl Roma H

Sette incontri di formazione con esperti di livello internazionale in materia di tutela dei minori e di prevenzione del maltrattamento e dell’abuso su bambini e ragazzi. Li propone, a tutte le figure  professionali che si occupano di minori e famiglia, il Distretto Socio Sanitario RM H1, con il corso “La rete che tutela. Tutela, prevenzione e sostegno in materia di abuso e maltrattamento del minore”, a Frascati da marzo a maggio.

Il percorso formativo, realizzato grazie ai fondi della Regione Lazio (DGR 793/2006), si rivolge a tutti gli operatori dei servizi sociali, sanitari, del sistema giudiziario, delle forze dell’ordine e della polizia locale, al personale delle scuole e alle realtà del terzo settore coinvolti in azioni a sostegno e a tutela dei minori e delle loro famiglie nel territorio del Distretto RM H1. Obiettivo dell’iniziativa è costruire un linguaggio comune tra operatori e gettare le basi per il raggiungimento di un protocollo sperimentale di intesa tra tutte le istituzioni del territorio che a vario titolo si occupano di minori e famiglia.

Alla base, l’esigenza degli operatori di confrontarsi e condividere esperienze, esigenze e buone prassi. Ma anche una convinzione: tutelare il minore non significa solo proteggerlo, ma anche responsabilizzare la famiglia, che – anche quando non è in grado di prendersene cura – rappresenta la sua principale risorsa. La protezione dei minori va dunque coniugata con il recupero delle competenze genitoriali, che possono essere stimolate mediante un richiamo e un sostegno collettivo. E’ fondamentale, dunque, che le figure che partecipano al processo di sostegno e tutela di minori e famiglia operino in rete.

Le tematiche della prevenzione e del contrasto di maltrattamento e abuso del minore saranno affrontate da esperti della materia, di spessore sia nazionale che internazionale, che ne esamineranno gli aspetti giuridici, psicologici e sociali.

“La rete che tutela” prende il via domani, giovedì 13 marzo, presso la Sala degli Specchi del Comune di Frascati, con l’intervento di Tullia Monteleone, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma, che tratterà dei provvedimenti giudiziari sulla potestà genitoriale, i sistemi di segnalazione e controllo sulle situazioni pregiudizievoli riguardanti i minori, le criticità dell’affido ai servizi sociali e le leggi che regolano il rapporto tra Comuni, ASL e Magistratura nel campo del sostegno e della tutela dei minori.

Il 25 marzo e il 1° aprile Annunziata Bartolomei (assistente sociale specialista presso la ASL RMB, consigliere dell’Ordine nazionale degli Assistenti sociali, docente a contratto presso l’Università degli Studi di Roma 3) affronterà la tematica sotto il profilo sociale, partendo dagli indicatori e fattori di rischio in materia di maltrattamento e abuso, fino alla costruzione della rete territoriale ed istituzionale.

Giovedì 10 aprile Stefania Crema (avvocato, specialista in criminologia, mediatore dei conflitti e familiare, docente alla facoltà di Psicologia e membro del Centro Studi sulla Giustizia Penale e Criminologia dell’Università Cattolica di Milano) proseguirà l’esame degli aspetti giuridici della tutela dei minori alla luce delle normative più recenti.

Il 13 e 20 maggio Marina Lucardi (psicologa, psicoterapeuta, mediatore familiare) tratterà il profilo psicologico, dai bisogni in età evolutiva alla funzione dell’adulto, alle tipologie di situazioni di rischio e alle possibili forme di intervento su maltrattamento e abuso, alle funzioni delle diverse figure professionali coinvolte e alle possibili modalità di coordinamento tra le diverse figure professionali.

“Esperienze a confronto. Dalla formazione alla costruzione della rete. Un modello di sistema integrato per la tutela dei minori” sarà il tema del convegno conclusivo di giovedì 29 maggio a cui interverranno, tra gli altri, Dario Merlino, psicologo psicoterapeuta e past-president di Cismai, il Coordinamento Italiano dei Servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia, e Raffaela Milano, direttore programmi Italia-Europa di Save the Children. Con il contributo di tutti i relatori delle giornate formative, la giornata getterà le basi per la costituzione di un tavolo di lavoro che lavorerà a un protocollo interistituzionale sulla tutela dei minori nel territorio del Distretto Socio Sanitario RM H1.

Il comitato scientifico di “La rete che tutela” è costituito da Tommasina Raponi (psicologo,coordinatore Ufficio di Piano Distretto Socio Sanitario RM H1), Silvia Mariani (assistente sociale Comune di Monte Porzio Catone – Comune capofila del Distretto Socio Sanitario RM H1, componente dell’Ufficio di Piano del Distretto), Laura Bigiarelli (assistente sociale Asl Roma H, componente Ufficio di Piano Distretto Socio Sanitario RM H1).

Il Distretto Socio-Sanitario RMH1 nasce in risposta alle indicazioni della Legge 8 Novembre 2000, n. 328 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”.

Il Distretto Sociale che si viene a delineare corrisponde a quello, già esistente, del Distretto Sanitario RMH1 e comprendente i Comuni di Monte Porzio Catone (Comune capofila), Colonna, Frascati, Grottaferrata, Monte Compatri, Rocca di Papa, Rocca Priora.

L’ Azienda ASL Roma H, i Comuni del Distretto RMH1, la Comunità Montana Castelli Romani e Monti Prenestini e la Provincia di Roma hanno sottoscritto un Accordo di Programma che ha dato vita ad un “servizio” unico per il coordinamento e l’integrazione delle funzioni socio-sanitarie.

I progetti vengono realizzati attraverso i  finanziamenti della Regione Lazio, che definisce le modalità generali di intervento e di erogazione dei fondi.

Obiettivo generale è la realizzazione del sistema integrato nell’ambito degli interventi sociosanitari, per eliminare tutti quei disagi generati dalle problematiche che investono sia gli aspetti sociali (di competenza quindi dei Servizi Sociali Territoriali) sia gli aspetti sanitari (di specifico interesse della ASL) e offrire così a tutti i cittadini del Distretto un medesimo standard operativo.

 

 

 

 

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