Mostra Courbet presentata a Roma

Mostra presentata all'Ambasciata di Francia in Piazza Farnese, la retrospettiva dedicata al grande maestro francese a Ferrara

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Mostra Courbet

Courbet e la natura

Gustave Courbet torna in Italia per la prima volta dopo circa cinquant’anni. Al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, una rassegna gli renderà omaggio dal 22 settembre prossimo (e fino 6 gennaio 2019) per raccontarne sì la carriera, ma approfondendo, nello specifico, l’ampia produzione di paesaggi e il rapporto con la natura.Una retrospettivaimportante, questa “Courbet e la natura”, che spalancherà le porte a cinquanta tele dai più importanti musei internazionali, conducendo il visitatore in un percorso fatto di panorami, di vedute, di scorci.
Se“Il bello è nella natura” (lo disse Courbet…),i richiami al luogo natio(Ornans), le marineele tempeste, le cave, le sorgenti ei torrenti; i nudi ele scene di caccia, parlano di un maestro dalla personalità complessa (e ancora sottovalutato!); un provocatore, padre del realismo e eccellente paesaggista la cui rara sensibilità ha portato a innovare profondamente la pittura. Le sue opere?Un modello di riferimento per gliimpressionisti della prima ora (Manet, Monet, Degas et alia) che dipingevaen plein air o in studio; affrontò temi socialie scene di vita quotidiana e riuscì a emancipò l’arte dagli ideali classici e romantici per narrare la sua epoca il più vicino possibile al “vero”. “Fotografo” ante litteram? In un certo senso, perché i suoi lavori restituiscono il sentimento realista, ma vi infondono un lirismo maggiore di quello che potrebbe cogliere un obiettivo, specie se non ben focalizzato.
L’occasione è pure un’indagine su cosa accomuni questi dipinti: la capacità di Courbet di cogliere la realtà con occhio scrupoloso, di essere testimone di un’epoca di grandi cambiamenti. Un rivoluzionario? Sì. Attivo politicamente,convinto oppositore dell’establishment, i suoi soggetti (contadini, rappresentati con spietato realismo) fanno a cazzotticon la tradizione: il suo universo pittorico non contempla l’edulcorazione. C’è la fatica e la povertà,conservano il potere deflagrante di uomini logori nel corpo e negli abiti: un’energia che nasce dalle convinzioni dell’autoreche diede voce alla natura di bagnanti e spaccapietre.
Di un uomo che visse facendo delle scelte e le pagò, spesso a caro prezzo. Che appartenne “… a un’unica cosa: la libertà”.
La mostra, a cura di Vincent Pomarède, Dominique de Font-Réaulx, Isolde Pludermacher, Maria Luisa Pacelli e Barbara Guidi
è organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara.

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