Mostra fotografica di Vivian Maier a Roma

Le fotografie di Viviane Maier fino al 18 Giugno

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Vivian Maier

E se vi avesse preparato lo zainetto per la scuola? E magari poi immortalato il vostro primo giorno con uno scatto, diciamo così, “al naturale”?
No, non è il personaggio della Lyndon Travers, ma una donna vera, che solo da poco è diventata un nome apprezzato nel mondo della fotografia internazionale, e non solo. Vivian Maier, magra, anonima, dal sapore vagamente segaligno, faceva la tata, anche se, tra una cosa e un’altra, scattava foto. E che foto: quelle che, mai condivise con alcuno in vita, le hanno regalato una non incredibile, postuma notorietà.
Anche la Capitale la omaggia, con una mostra, “Vivian Maier. Una fotografa ritrovata” al Museo di Roma in Trastevere fino al 18 giugno 2017, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, prodotta da diChroma Photography e realizzata da Fondazione FORMA per la Fotografia in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, a cura di Anne Morin e Alessandra Mauro.
È ormai leggenda che le fotografie di Vivian Maier siano state scoperte, nel 2007, da John Maloof (un agente immobiliare dall’indiscutibile fiuto e fortuna) in una casa d’aste di Chicago e che – soprattutto, quelle in bianco e nero – offrano uno spaccato tra i più affascinanti della vita americana della seconda metà del ‘900. Tutte scattate dall’inseparabile compagna di viaggio, la sua Rolleiflex, immortalata in più di un autoritratto, riflessa in una vetrina o in una pozzanghera.
Bambinaia, fotografa compulsiva: chi è Vivian Maier? Una pioniera della street photography, che sviluppò pochissimi rullini in vita, morì sconosciuta e non certo in ricchezza, circondata da un alone di mistero, come i suoi lavori. Un autodidatta dal grande talento: oggi, è un cult.
La mostra di Roma presenta 120 fotografie in bianco e nero realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta, insieme a una selezione di immagini a colori scattate negli anni Settanta, oltre ad alcuni filmati in super 8 che mostrano come Vivian Maier si avvicinasse ai suoi soggetti.
New York e Chicago sono filtrate dal suo sguardo curioso; strade e persone

(di tutti i ceti sociali) diventano icone istantanee. La ferrea volontà di perseguire con una macchina fotografica la verità nelle strade; i particolari colti con mente critica e occhio coscienzioso, le imperfezioni, la vita che scorre in strada con tutti i mutamenti sociale e culturale in atto: tutto questo (e tutto quello che ognuno di noi ci vedrà) è l’arte dei Vivian Maier.
E non v’è dubbio che le sue immagini siano tanto belle quanto evocative.

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