Pupi, vanto e incanto di Sicilia in mostra al Quirinale

Fino al 3 dicembre, mostra antologica del Teatro di Mimmo Cuticchio al Palazzo del Quirinale intitolata “L'opera dei Pupi. Una tradizione in viaggio”

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Rinaldo e il suo cavallo Baiardo

“L’opera dei Pupi. Una tradizione in viaggio” è una mostra antologica del lavoro dei Figli d’Arte Cuticchio, al Palazzo del Quirinale di Roma, fino al 3 dicembre prossimo. Lavoro di Mimmo e Nino, ma anche di Giacomo, figlio di Mimmo, e della famiglia allargata di via Bara all’Olivella, Palermo, dove il Teatro dei Pupi ha sede dal 1973, che è diventata, nel tempo, “badante” dei pupi più prestigiosi mai visti. “Sì – ha spiegato Cuticchio in conferenza stampa – sono loro che ci dicono cosa fare e dove andare. In genere, restiamo in Sicilia: sono gli altri a venirci a trovare! Invece, per esempio, in quest’occasione, appena i pupi hanno sentito del Qurinale, mi hanno guardato con occhi sgranati e palpitanti, dicendomi: ‘Quando partiamo per Roma?’. Ho dovuto accontentarli!…”. Mimmo Cuticchio è un fiume in piena: ricordi, aneddoti, storie e cronache nazionali si intrecciano a quelle di una delle grandi tradizioni italiane, giunta a noi proprio grazie a famiglie d’arte come la sua. Cuticchio è la storia del Teatro dei Pupi: una forza della natura, un affabulatore nato. È questione di classe, di esperienza. È sua la voce che incanta i palcoscenici di tutto il mondo con gli spettacoli dei pupi coniugati con il melodramma, la danza, la musica. Lui (ri)scrive i copioni, intaglia le armature, soffia vita in quelli che, altrimenti, sarebbero splendidi pezzi di legno e di stagno, adatti, però, solo ai musei e alle collezioni. Suo, il contributo nel libro che uscirà a breve sull’argomento per Donzelli. Cuticchio-demiurgo fonde alla tradizione la ricerca contemporanea, per guardare al futuro forti di un passato importante e imprescindibile. Le gesta dei paladini di Carlo Magno, Orlando e Rinaldo; di Astolfo e dell’ippogrifo; della maga Alcina con le tre facce e di Bradamante (con i capelli veri: quelli delle sorelle di Cuticchio); della bella Angelica e dei saraceni, sul palcoscenico ricostruito in legno e cartone riportano tutti inesorabilmente indietro – e fuori – del tempo. Suscitando il medesimo stupore a qualsiasi latitudine; la meraviglia dei bambini nei grandi, l’ammirazione di filmmaker come Francis Ford Coppola (che ha voluto Cuticchio ne “Il Padrino”) e la buona pace dell’immaginario collettivo che ha elevato i pupi al di sopra di qualsiasi altra marionetta. L’evento del Quirinale è un viaggio dentro 50 anni della loro vita; delle macchine (quella per il vento e i tuoni, l’olifante suonato da Orlando a Roncisvalle e molte altre…) che servono per la messinscena; dei fondali e i palchi in cui sono agiti. Non solo i paladini, però: a far bella mostra di sé anche una bella delegazione di pupi antichi (diavoli, satiri, vescovi et alia), nonché i protagonisti dell’Iliade e dell’Odissea e del Risorgimento. La mostra è gratuita ed è aperta dal martedì alla domenica (tranne il giovedì), dalle 10.15 alle 15.15, con prenotazione obbligatoria.

Info: palazzo.quirinale.it

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