Noi e Marilyn, una storia d’amore a lieto fine

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Marilyn
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Pubblichiamo la storia, vera, di Marilyn, una cucciola di Labrador di 5 mesi che, lo scorso 20 maggio era stata rubata da un’abitazione del litorale sud della Provincia di Roma.

Da quel giorno più nulla, sino ad arrivare all’avventura, a lieto fine, che qui raccontiamo. Era un giorno come gli altri, maggio si apprestava a cedere il passo all’estate in quella casa accarezzata dalla brezza del mare che lambisce un ampio manto d’erba, teatro di giochi e risate per una cucciolotta di Labrador e la sua nuova famiglia, alla quale era stata regalata sin dalla nascita. Improvvisamente però, la spensieratezza si trasforma in disperazione. Dei ladri si introducono in casa e, dopo aver raziato le abitazioni della zona, irrompono anche nella serenità di quella famiglia. L’accanimento questa volta non pare rivolto esclusivamente su “ori” e “denari”, ma sugli affetti e sui sentimenti di chi quella casa abita: Fu così che strapparono la cucciola dalle braccia delle sue padroncine. Passano i giorni, si moltiplicano le segnalazioni, ma purtroppo di lei nessuna traccia. Le speranze si affievoliscono e sulla casa, cala la tristezza. A 30 km di distanza, in un caldo e afoso sabato sera di luglio, Valerio ed Eleonora, una giovane coppia di Marino, mentre passeggiano con i loro due barboncini, di colpo, lo sguardo di Eleonora cade all’interno di un bar dove la titolare sta urlando ad un cliente, palesemente alterato dai fumi dell’alcool, di far uscire quel cane randagio. Improvvisamente il cane si gira e incrocia lo sguardo di Eleonora, rimasta con i suoi “bimbi” (Poker e Cleo), insieme a due signore che stavano assistendo alla scena. I suoi occhi sembrano dire: “beh, che aspetti, sono qui…vieni”. A quel punto Valerio decide di avvicinarsi e di accertarsi della provenienza del cane. E’ una femmina dal pelo bianco, impaurita e denutrita, non ha un collare e fatica a stare in piedi. Nessuno sa nulla. Valerio la prende in braccio e la porta sul prato antistante per tranquillizzarla e decidere sul da farsi. Eleonora porta acqua e croccantini che finiscono in 5 secondi mentre Marisa, una delle due signore, accarezza la cucciola che pian piano si calma. Dopo varie telefonate, non si trova una soluzione. La cucciola non può rimanere in strada e così, Valerio ed Eleonora decidono insieme a Marisa di portarla momentaneamente a casa nella speranza di trovare una sistemazione momentanea adeguata. A mezzanotte, Valerio chiama un suo amico, Andrea, che vive a qualche km di distanza in una casa dotata di giardino. Andrea da l’ok per ospitare la cucciola per una notte e la cagnetta, ormai rasserenata dalle nuove conoscenze, viene messa in macchina e portata li. Si decide di farla dormire al coperto, nella sala hobby. Nel frattempo, i protagonisti di questa storia inseriscono sui social network le foto e l’annuncio del ritrovamento, nella speranza che qualcuno riconosca il cane. Il giorno seguente, Valerio ed Eleonora vanno a casa di Andrea. La cucciola sta meglio, è più vivace, gioca a palla nel giardino e cerca continuamente il contatto fisico. È dolcissima ed Eleonora decide di chiamarla Miele. Notando sotto l’occhio dei segni viola simili ad un pennarello, Andrea dice: “io la chiamerei Marilyn, anche la Monroe aveva gli occhi quasi viola”. La cosa finisce li è si continua a chiamarla Miele. Passa la giornata tra mille telefonate in cerca di sistemazione e si trova una soluzione ottima per i giorni a seguire. Ad un certo punto, Marisa manda un messaggio a Valerio chiedendogli di verificare una segnalazione di oltre un mese prima. La foto ritrae un cucciolo di Labrador, lo sguardo è molto simile. Valerio scorre l’annuncio e legge: “Rubato un cucciolo femmina di Labrador, si chiama…Marylin…”. Un brivido…come il nome scelto da Andrea, un segno? Prova a chiamare il numero indicato ma il telefono è staccato. Dopo aver sentito Marisa, si decide di fare una prova. Andrea contattato telefonicamente, deve nascondersi e chiamare la cucciola Marilyn per vedere eventuali reazioni. Sta giocando a palla con lei insieme alla madre, La telefonata dura 3 minuti. Andrea torna in giardino e Marylin non c’è. È scappata. A quel punto Valerio lo raggiunge e si mettono alla ricerca, ma niente, la rassegnazione pare non trovar soluzioni, non si capisce come sia potuta uscire. Marisa viene avvisata dell’accaduto e si mette subito alla ricerca di eventuali informazioni su internet. Andrea e Valerio cercano invano fino a tarda notte, ma della cucciola nessuna traccia. Intorno alle 3, un messaggio di Marisa, più efficiente di un agente della CIA…”l’hanno trovata!!! Una ragazza, si chiama Giulia”. La gioia è immensa, sembra di essere in un film, questo cane è accompagnato da una sorta di magia…Valerio contatta Giulia di buon mattino e, raccontandole la storia, viene a sapere che anche dopo il secondo ritrovamento ha provato a scappare. Starà cercando la sua vera casa? Subito dopo, Mauro, il signore dell’annuncio del furto contatta Valerio raccontandogli la brutta storia della rapina e dell’angoscia delle piccole padroncine di Marilyn. Dopo aver verificato tempi e dettagli, decide di mandargli delle foto. La risposta apre una speranza…”sembra lei”. Evidentemente è riuscita a scappare da chi l’ha rubata. I minuti, in attesa di una conferma definitiva, sembrano non passare mai…Valerio, Eleonora, Marisa, Andrea e Giulia sono in trepidazione e sperano nel miracolo. Finalmente, dopo circa un’ora la conferma di Mauro: “E’ Marilyn al 100%”. Ci si mette d’accordo per l’incontro. Valerio raggiunge Giulia che scopre essere la fidanzata di un collega di lavoro, col quale gioca anche a calcetto…l’ennesima coincidenza? Presa Marylin, via in direzione mare. Arrivato a destinazione, la tensione è alta, le reazioni imprevedibili. Arrivano i proprietari, increduli, confusi, ma al settimo cielo. Marilyn, stanca e accaldata, si mette a pancia in su e scodinzola, come sempre alla ricerca di una carezza. Il cancello di casa si apre e lei poggia le zampe sul prato, lo stesso dal quale era stata portata via. Si mette sdraiata nel suo punto preferito, è tranquilla mentre sgranocchia un biscotto e riceve le coccole di tutti, ancora increduli e confusi. Ad un certo punto lei si alza, percorre qualche passo e va dietro ad una rimessa per gli attrezzi da giardino, nel parco della villa. Dopo qualche secondo torna con in bocca un peluche a forma di giraffa…scoppiano tutti in un pianto di gioia, quello è il suo pupazzo, rimasto dove lo aveva lasciato, nascosto, un mese e mezzo prima. Arriva il momento dei saluti. Valerio e Marylin si ritrovano sdraiati sull’erba, lei a pancia in su’, immancabilmente. Lui le dice: “hai visto principessa che alla fine siamo riusciti a riportarti dalla tua famiglia?”. Lei cambia espressione, lo fissa con i suoi occhioni profondi e dolcissimi e mette una zampa sulla sua guancia, come a ringraziare lui e i suoi amici per averla riportata a casa, insieme alle persone che la amano tanto, dimenticando in fretta la brutta esperienza e vivere finalmente una nuova vita felice.

Il lieto fine di questa storia, lo sguardo di Merilin, fungano da monito ed insegnamento per chi, soprattutto in questo periodo estivo, pensasse di abbandonare il proprio amico a quattro zampe. Prendersi cura di un animale domestico non è un capriccio, ma un atto d’amore, che lo stesso cucciolo ricambia, come un normale membro della famiglia. Abbandonarlo solo perchè non parla la nostra stessa lingua vuol dire perdere una parte di noi stessi.

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