Noir in Villa 2017, a Frascati con Fabrizio Roncone e Paola Rinaldi

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Noir in Villa 2017
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Noir in Villa 2017

“Mi interessa il perchè la gente uccide”, questa è la frase simbolo di Noir in Villa 2017, la quarta edizione della rassegna tuscolana, che come al solito l’Associazione Ettore Apollonj ospita nell’omonima villa di famiglia a Frascati presso via Tuscolana. Un edizione offuscata dalle assenze causa influenza di alcuni autori come l’editore Giulio Perrone e Tiziana Tafani, ma che ha avuto un notevole successo grazie agli intermezzi di Gigi Miseferi, ospite fisso della manifestazione, alla bravura di Livia Frigiotti a sollecitare il giornalista Fabrizio Roncone, prestigiosa firma de “Il Corriere della Sera” e la poliedrica artista Paola Rinaldi, attrice di teatro con un esperienza nel mondo del cinema, della radiofonia e protagonista della nota soap opera “Un Posto al Sole”, che le ha regalato la notorietà. Rinaldi e Roncone, però, erano a Villa Apolloni in veste di autori, rispettivamente di “Sani da morire” e di “La paura ti trova”, due noir di “territorio” ambientati a Chianciano e a Roma. Paola Rinaldi ricorda il titolo originario del suo libro “La sindrome di Chianciano”, che è stato bocciato dall’editore Sperling & Kupfer, costringendola ad un sondaggio tra amici e conoscenti per trovare un nuovo titolo”, per spiegare l’esigenza di raccontare una storia e un territorio ben preciso. Un noir brillante “Sani da morire”, un poliziesco di nuova generazione sospeso tra meraviglia di un’eterna vecchiaia e la nostalgia per la presunta spensieratezza dei giovani. Fabrizio Roncone, autore della frase citata in apertura, è netto parlando della scelta di scrivere un noir: “i saggi di politica mi annoiano” e sottolineando il disinteresse “in chi ha ucciso”. Il suo è un noir romano, di una Roma calata nella quotidianità attuale di una città sospesa tra alto e basso in una dimensione orizzontale lontana dagli “sfarzi” del passato anche recente. “E’ finito il tempo dei salotti – ci racconta Roncone – nel mio libro c’è l’onorevole cocainomane, come due spacciatori, quello fighetto, ma anche quello trasandato “vestito da spacciatore”. Roma è una foto del nostro Paese, non c’è’ grandiosità di male, fruttto di una criminalità miserabile come dimostrato dall’inchiesta che ha portato a “Mafia Capitale””. Soddisfatta Livia Frigiotti che è l’anima di Noir in Villa, “sono particolarmente contenta che il pubblico abbia apprezzato il nostro evento. Chi interviene al nostro appuntamento è appassionato di Noir, ma non è facile trattenere tutti, nessuno escluso per un’intero pomeriggio come capitato sabato 27 gennaio. Ringrazio Gigi Miseferi che è mia spalla insostituibile con le sue letture e gli intermezzi comici e la capacità degli autori, Paola Rinaldi e Fabrizio Roncone, di coinvolgere il pubblico e appassionarlo alla discussione e ai loro libri che sono andati letteralmente a ruba durante l’aperitivo offerto dalla Cantina del Formale e vini Comèra di Zagarolo, che ringrazio di cuore”.

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