Disabili, dai ghetti assistenziali alla realizzazione personale

Lavoriamo per una nuova cultura comunitaria per e dei disabili

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Visita tattile al Museo di Albano con Sindaco Marini e On. Piazzoni

Per definire una politica sociale avente il fine dell’inclusione delle persone disabili in un contesto comunitario di successo occorre il concorso positivo di due fattori. Il primo quello delle istituzioni che hanno il dovere di rimuovere ogni ostacolo che impedisca una reale pari opportunità di accesso ai beni e servizi verso i diversamente abili. Il secondo sta nelle capacità dei disabili di accettare la sfida, mettendosi in discussione, superando le proprie barriere mentali che non di rado li spingono a vivere una esistenza quasi isolata, conoscendo ed usufruendo delle non poche opportunità che la modernità offre loro per vivere una vita a pieno.

Sulla scorta di questo principio nell’ultimo anno abbiamo inteso dar vita ad un percorso di sensibilizzazione ambivalente sui temi delle disabilità visive: da un lato parlando ad istituzioni e cittadini delle problematiche che vivono ipo e non vedenti, dall’altro coinvolgendo i disabili stessi nel raccontare e raccontarsi agli altri, cercando un comune linguaggio per una comune presa di coscienza perchè, come andiamo dicendo: la disabilità non è un problema clinico, quindi individuale, ma una questione sociale, da affrontare collettivamente.

Abbiamo iniziato dai più giovani e dalle scuole, promuovendo con l’iniziativa Scuole Oltre le Disabilità, incontri in classe tra studenti e non vedenti attorno alle tematiche della pratica sportiva, della mobilità e delle nuove tecnologie, tentando di spiegare in modo divertente come anche senza vista si possano fare le stesse cose, solo con strumenti e attenzioni diverse.

Abbiamo altresì fatto conoscere l’opportunità offerta dal Servizio Civile Nazionale presso l’unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti, così da far fare, oltre che una prima esperienza retribuita a giovani normodotati, un esperimento culturale di reciproca conoscenza ed ascolto tra accompagnatori e non vedenti.

Infine, con la visita guidata tattile al Museo Civico Mario Antonacci di Albano Laziale, prima nel suo genere ai Castelli, così come unico è il percorso tattile che il Museo offre, pensavamo di non far restare lettera morta, o solo roba da museo, perlappunto, uno sforzo che le istituzioni hanno messo a disposizione di tutti, ma che, senza chi lo utilizzerà e chi lo farà conoscere, difficilmente otterrà i risultati sperati.

Non ci fermeremo qui, anzi, a partire da Settembre metteremo in cantiere altre iniziative su vari ambiti, sempre guidati dal medesimo filo conduttore culturale che fin qui ci ha guidato.

E’ grande a tal proposito il ruolo che i media e gli operatori della comunicazione possono e dovrebbero avere su temi come questi, in positivo e, questo si, come vero “cane da guardia” della politica, locale e non, certo con uno spirito altro rispetto a quello dell’agitare la forca, del gossip o del pettegolezzo pro click tanto di moda in questi tempi grami.

Noi continueremo a percorrere la nostra strada, alzando sempre l’asticella, avendo l’ambizione, in un futuro prossimo, di mettere in rete disabili, associazioni, istituzioni, imprese, per ragionare sul cambiamento culturale che ponga fine ad ogni pratica assistenzialistica a vantaggio di una rinnovata centralità attiva della persona disabile, dei suoi talenti, delle sue capacità e delle sue attitudini, per realizzarsi nella vita accettandosi ed essendo accettato dalla società.

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