Occupazione al liceo Foscolo di Albano, una cronaca diversa

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Liceo Classico Ugo Foscolo di Albano Laziale
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Liceo Classico Ugo Foscolo di Albano Laziale

Meta Magazine negli scorsi anni ha voluto raccontare le occupazioni scolastiche attraverso la voce degli “occupanti”, studenti che, a loro modo, attuavano una protesta rivendicando ciò che ai loro occhi parevano ingiustizie subite da parte delle autorità costituite. Quest’anno, senza voler in alcun modo sminuire le ragioni di chi ha inteso manifestare opinioni critiche sui temi in campo nell’agenda politica e sociale, abbiamo inteso dar voce, attraverso le parole di un’altro studente del Liceo Ugo Foscolo di Albano Laziale, Pietro Cascarino che, smitizzando con leggerezza ed apprezzabile ironia, ha voluto raccontare sulla sua pagina facebook la realtà di chi vive, o forse subisce, i periodi delle proteste studentesche, non per apatia, ma forse semplicemente perchè non vede nelle proteste stesse, ragioni chiare e modalità davvero condivise, per cui battersi. Il godibile racconto di Pietro è assimilabile a quella parte “silenziosa” di cittadini e studenti che spesso viene un pochino oscurata da chi silenzioso non è.

“Ore 7.30: anche il Foscolo occupa
Ore 9.00: tutti a scuola. Ma cosa e successo durante quest’ora e mezza? Cosa si e detto? E perché é finito tutto cosi in fretta? Dunque raccontiamo cosa é avvenuto nella fredda mattina di oggi. Un gruppo di ragazzi, come da copione, muniti di lucchetti e sciarponi hanno insediato il cortile dell’istituto, senza però riuscire ad ottenere le chiavi della struttura in sé. Un manipolo dei congiurati si è precipitato sul retro della scuola con lo scopo di serrare l’uscita posteriore, altri ragazzi ,come un ordinata falange greca, si sono disposti lungo lo stretto corridoio di pietra che collega la strada con il cortile scolastico. Tutto filava con ordine o almeno sembrava. Successivamente sono arrivati i carabinieri, il preside e gli studenti; nesso, solo un numero ristretto di ragazzi entrano ( forse intimoriti dalla presenza della polizia, spaventati dalla possente figura del preside manager o forse perché semplicemente non volevano partecipare ad un iniziativa portata avanti da pochi in cui non credevano)
Ore 8.10: Oramai tutto il Foscolo è tenuto fuori dall’istituto, fatta eccezione per gli occupanti. Perché questi ragazzi stavano occupando? Follia di massa o azione motivata?
Noi abbiamo chiesto proprio a questi attivisti i quali ci hanno risposto nei modi più svariati: uno dei primi intervistati ci ha risposto in maniera abbastanza ambigua, lascerò a voi l’interpretazione (leggete con un forte intercalare romano altrimenti non sarà così d’effetto) : “A zi! Qua e tutto n’chioppo!”.
Poi abbiamo incontrato un ragazzo la cui risposta mi ha spiazzato leggermente. Mi piace definirlo il “decontestualizzato”, il quale mi ha detto: “Noi occupiamo contro la legge aprea, e la tav? ce la stiamo dimenticando?”.
Ma a questo punto é stata trovata una ragazza che finalmente ci ha detto qualcosa di più coerente: “Noi occupiamo contro la buona scuola, contro la privatizzazione, contro la profittualizzazione della scuola. Noi occupiamo per i nostri figli!. E poi dicono che le ragazze italiane non vogliono più essere mamme!”.
Infine ho incontrato un ragazzo la cui testimonianza mi ha illuminato. Dopo aver udito le sue parole ho pensato: finalmente qualcosa contro cui lottare.
Alla mia domanda, “Perché occupi contro la buona scuola? É pur sempre solo un pdf”.
Lui mi ha risposto: “Anche il Mein Kampf era solo un libro e vedi come é finita!”. Al che inizio a echeggiare il suono dell’allarme dell’ istituto; i piccoli uomo ragno di cui disponevano i congiurati ,sfruttando le loro doti, si arrampicarono senza protezioni sino al 2 piano, si introdussero nella scuola attraverso una piccola finestra lasciata erroneamente aperta il giorno prima.
Finalmente entrati nell’istituto e giunti nell’aula al secondo piano, dinanzi all’entrata principale hanno affisso uno striscione sul quale si leggeva: “ocol opao”.
Suppongo che se fosse stato affisso in maniera ottimale si sarebbe potuto leggere “Foscolo occupato”,ma chi lo saprà mai, infatti poco dopo é stato preso dalla polizia. Giunti a questo punto il preside con un atletico gesto riuscì ad aggirare le linee nemiche che vedendosi alle spalle questa bestia mitologica, si dispersero istantaneamente neanche fossero a caporetto .
Ore 9.00: il preside é dentro per aiutare una ragazza che nel tentativo di scavalcare è rimasta impigliata n

urata da chi silenzioso non è.è assimilabile a quella parte “silenziosa” di cittadini e studenti che spesso viene un pochino osel filo spinato. Intanto tra gli occupanti, alcuni erano scappati scavalcando il muro, altri come se nulla fosse accaduto entrarono nell’istituto per fare lezione. Altri ancora dovettero dare il proprio nome ai poliziotti. Io mi preparavo psicologicamente al compito di greco.
Ora però la vera domanda è: chi ha le chiavi dei lucchetti messi dietro? No perché domani non mi vorrei fare tutto quel giro immenso.

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