Onori SìAmo Anguillara «Per Anguillara serve una nuova visione»

Ha 28 anni e le idee molto chiare Benedetta Onori, la giovane e ambiziosa anguillarina che si è candidata con la lista SiAmo Anguillara a sostegno del candidato sindaco Michele Cardone.

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Ha 28 anni e le idee molto chiare Benedetta Onori. Studentessa all’Università La Sapienza di Roma e coordinatrice della zona “Lago di Bracciano” per il partito Italia Viva (IV), la giovane e ambiziosa anguillarina si è candidata con la lista SiAmo Anguillara a sostegno del candidato sindaco Michele Cardone.

Onori, il vostro slogan è una nuova visione per Anguillara. Qual è la sua visione?

“Una città vivace che guardi, non soltanto alla gestione delle emergenze, seppur importantissime, ma al futuro. Un futuro, però, caratterizzato da progetti ambiziosi che vadano a ragionare su un modello di sviluppo culturale, sociale, turistico ed economico che guardi oltre, da qui a cinque, dieci anni. Serve una nuova visione ad Anguillara, con intenti positivi e concreti, che prediliga qualità e merito per un territorio bellissimo che ha veramente tanto da offrire”;

Come risolverebbe il problema del ritiro delle acque del lago?

“Va ripensato l’utilizzo delle risorse in un’ottica d’equilibrio tra quelle che sono, giustamente, le esigenze umane e il rispetto dell’ambiente. Nel 2020 non possiamo accantonare l’importanza della tutela ambientale, ma, allo stesso tempo, non possiamo continuare a cedere gratuitamente le risorse del nostro territorio”;

Cosa risponde a chi accusa la politica comunale di scarso interesse per i bisogni concreti del cittadino, come le buche per strada o la lontananza dei parcheggi liberi dal centro storico?

“Negare, nell’era contemporanea, l’esistenza di uno scollamento fra istituzioni e comunità sarebbe da ipocriti. Questa distanza, che continua a crescere, fra quelle che sono le politiche amministrative e le istanze, i bisogni anche quotidiani dei cittadini esiste fortemente: bisogna avere la volontà di ricucire con umiltà un tessuto sociale attraverso una collaborazione sincera, costruttiva con le realtà del territorio, dai singoli alle associazioni, dagli organismi di democrazia partecipata ai commercianti, dal volontariato al terzo settore. Gli ultimi anni hanno sicuramente delineato un’obiettiva mancanza d’interesse nella gestione e nell’investimento del decoro urbano, un concetto questo tanto chiacchierato ma raramente messo a sistema, così come è sempre mancata una visione in grado di mettere a frutto le potenzialità del territorio e l’intera viabilità e sicurezza stradale. Questo per dire che va ripensata la viabilità proprio per andare incontro alle esigenze dei residenti e, allo stesso tempo, per riuscire a gestire il flusso turistico che vogliamo attirare e che il nostro territorio può attrarre. Un’area pedonale progressiva potrebbe, nello specifico, portare una soluzione concreta, prevedendo, ad esempio, un servizio che supporti le persone residenti e gli anziani per il trasporto leggero nella quotidianità”;

Chiunque sia passato per via Anguillarese non può non essersi accorto delle code che si formano davanti alle sbarre del passaggio a livello, con il conseguente problema delle emissioni. Non sarebbe ora di mettere il treno sottoterra o di costruire una sopra elevata?

“Io, ad esempio, abito da 26 anni proprio a ridosso del famigerato passaggio a livello, ho perso il conto di quanto tempo rimango ferma in coda, quindi so perfettamente di cosa si tratta. Abbiamo una folta squadra di tecnici, ingegneri e architetti, che sono parte integrante di questa “nuova visione” che ci stanno aiutando a fare valutazioni specifiche per capire quale, a questo punto, sia la soluzione migliore per i cittadini e per l’ambiente circostante. Ovviamente parliamo di un’opera necessaria per poter snellire la viabilità quotidiana e destinare maggiore sicurezza al passaggio pedonale”;

I grandi centro commerciali stanno fagocitando il commercio locale: cosa intende fare per i piccoli imprenditori di Anguillara?

“Anguillara vive delle eccellenze del territorio, da quelle naturalistiche a quelle gastronomiche, da quelle sportive a quelle artistiche: bisogna ripartire da queste, promuovendole all’interno di una rete efficace d’offerta e tutela. Uno straordinario lavoro, da sempre, è svolto dalle tante associazioni che raggruppano, ad esempio, il settore del commercio, così come quello di promozione sportiva e culturale. In questi anni spesso, la volontà cittadina e delle realtà associative ha sostituito l’iniziativa amministrativa, carente di una visione”;

Lei è uno dei volti giovani del partito Italia Viva, eppure ragazze e ragazzi fanno fatica ad avvicinarsi alla politica attiva: secondo lei perché e come è possibile far lor apprezzare l’impegno civico?

“I giovani non si avvicinano, anzi scelgono di non avvicinarsi, ad un determinato tipo di politica, la stessa che ha portato a quello scollamento tra istituzioni e cittadini di cui parlavamo prima. Ma le ragazze e i ragazzi interessati al bene comune, alle politiche sociali e culturali ci sono eccome, il problema è che spesso manca uno spazio in cui le loro idee, le loro proposte e i loro progetti vengano ascoltati, compresi. Questo, nella politica, la definisco, “tradizionale” non c’è e non c’è mai stato, perché a mancare è la volontà sincera d’apertura e di comprensione delle istanze giovanili. Ho iniziato politica attiva all’età di circa 14 anni ma la formazione giovanile è sempre stata considerata quasi secondaria, rimandabile. Non si è mai avuto il coraggio di investire sul futuro. In tutti questi anni ho notato come si è sempre pronti a parlare dei giovani, ma mai a lasciarli parlare. E questo racchiude, a mio parere, il fallimento di un’intera generazione politica. Alla scuola estiva di politica di Italia Viva “Meritare l’Europa” condividevo spesso tavoli di lavoro e d’approfondimento con ragazze e ragazzi di 16 anni, desiderosi di conoscere e di imparare. Contro ogni narrazione quasi populista del “ma a loro non gli importa nulla”, bisogna rispondere mettendo in essere buone pratiche. E quale pratica migliore della formazione? Oggi, a mio parere, esiste una politica interessata al mantenimento di uno status quo e una politica, invece, capace di guardare oltre, investendo in scelte coraggiose e lungimiranti. Naturalmente non potevo che scegliere il coraggio”.

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