A Palazzo Braschi Artisti all’Opera

A Palazzo Braschi il Teatro di Roma porta in scena i suoi capolavori d’arte. Costumi e fondali dagli archivi firmati da grandi nomi dell'arte internazionale

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Foscolo a Teatro dell'Opera (Foto di Valentina Guerra)

Sicuramente c’è il rischio di far torto a qualcuno, visto che è praticamente impossibile citare tutti gli artisti di fama internazionale che hanno partecipato agli allestimenti del teatro dell’Opera di Roma, se non facendone un mero elenco.  Sin dagli esordi, infatti, con la famosa Cavalleria Rusticana del 1890, il tempio della musica lirica capitolino ha visto un avvicendarsi “furioso” di grandi nomi della pittura del Novecento e, via via, dei giorni nostri per quanto concerne le messinscena. La particolarità di “Artisti all’opera”, al Museo di Roma fino all’11 marzo 2018, è però un’altra. Qui, lo spettatore potrà concepire il teatro com’è per davvero: un universo di artisti che non comprende solo musicisti e cantanti. Ma pure registi, pittori e artisti figurativi, costumisti e stilisti, e tutti gli addetti che lavorano dietro le quinte e non hanno mai il piacere – e l’onore – della ribalta. Il Teatro dell’Opera di Roma si racconta aprendo i suoi preziosi archivi e i bauli chiusi nei magazzini. Per un vero e proprio viaggio nel Paese delle Meraviglie, attraverso gli specchi di Palazzo Braschi. Un concentrato dei migliori allestimenti che attraversa una storia lunga oltre un secolo, da Mascagni a Verdi, passando per De Chirico (suo il sipario di 15 metri, dipinto per l’edizione dell’ “Otello” del 1964) e Valentino, Danilo Donati e Gabriella Pescucci. E Picasso (scene e costumi per il balletto di Manuel de Falla “Il cappello a tre punte”), Basaldella, De Pisis e Casorati, Ceroli, Luzzati, Guttuso, Pomodoro, Kentridge. E Sofia Coppola, Ronconi, Visconti e Zeffirelli, e Terry Gilliam. Scene, costumi, bozzetti e figurini, maquette (modellini delle scenografie), appunti, nati dal genio delle più autorevoli personalità della cultura moderna e contemporanea; piccoli capolavori inusuali, e spesso in ombra, perchè all’interno di un percorso magmatico che esplode sul palcoscenico e che sul palco ha solo il suo punto d’arrivo, ma che vive anche di vita propria. Non solo i grandi titoli, però: c’è spazio pure per perle minori o poco note, per spiare il lavoro delle maestranze (il sapiente allestimento, volutamente “in verticale” e con illuminazione a led, comprende anche la riproduzione dei suoni degli operai all’opera con funi, assi, martelli e chiodi), in una galleria di bellezze mozzafiato in cui il concetto di tempo, teatro, stoffe e disegni preparatori, lascia il passo a quello unico dell’arte in sé. Perchè l’opera lirica è arte totale. E la storia del teatro dell’Opera di Roma è la memoria della Storia dell’Arte del ‘900 italiana. La collezione dell’Archivio del Teatro vanta più di 60mila costumi e 11mila bozzetti e figurini: dopo il lungo lavoro di recupero e riordino, la sede di via Firenze 60, dispone di tutto ciò che serve per reperire informazioni sull’attività e la storia del Teatro ed è aperto dal lunedì al venerdì (9.30-13.30) e, a detta del Sovrintendente Fuortes, il sito web, in costruzione, dovrebbe essere fruibile a breve.

Info: www.museodiroma.it.

 

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