Parco Chigi, il più bel bosco del mondo

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L’attore francese Vincent Cassel nell’Uccelliera di Palazzo Chigi durante una rievocazione storica nel 2014.
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L’attore francese Vincent Cassel nell’Uccelliera di Palazzo Chigi durante una rievocazione storica nel 2014.

Come ho già scritto più volte, il territorio dei Castelli Romani è ricco di bellezze naturali ed artistiche che troppo spesso rimangono silenti nell’ombra, soprattutto per quanto riguarda i più giovani. Al contrario, dovremmo farne un vanto e metterle in luce di fronte al mondo intero.

Qualche giorno fa mi trovavo casualmente nei pressi di Ariccia e camminando in via dell’Uccelliera sono rimasta incuriosita da quel lungo muro di cinta che a tratti alterni lascia intravedere un giardino incantato, il Parco di Palazzo Chigi.

Non potendo resistere mi sono recata all’entrata principale del museo e dopo aver pagato un biglietto di soli euro 4,00 (gratuito per i residenti) il mio pomeriggio si è tinto di meraviglia.

Il Parco dei Chigi ha un’estensione di 28 ettari e risale al XVI sec., è stato sviluppato soprattutto nel ‘600 grazie alle progettazioni del Bernini e del Fontana, il suo carattere romantico è caratterizzato da reperti archeologici, fontane e manufatti del XVII sec. appartenenti all’ultimo frammento del Nemus Arcinum , ovvero il bosco sacro consacrato alla dea della caccia Diana, originariamente infatti, nasce proprio come barco, un’area dedicata all’arte venatoria.

Entrando sembra di essere catapultati in un mondo parallelo, lontani dal caos e dalle ansie quotidiane, un mondo nel quale il tempo si è fermato ed in cui l’anima finalmente si posa.

Ci si sente circondati, avvolti, da un silenzio quasi sacrale che prende forma nel canto degli uccelli, nel frusciare del vento tra le foglie di una rigogliosa natura, nel delicato scrosciare dell’acqua delle fontane ed in una musica in cui le parole non servono più.

Fanno parte di una ricchissima vegetazione alberi secolari, come una sequoia mastodontica di 160 anni, dall’alto questi alberi ti osservano con maestosità, chissà questi occhi discreti quante epoche hanno visto trasformarsi…

Poi ci si imbatte nei resti del sarcofago romano considerato di Simon Mago, l’eretico che morì in seguito ad una rovinosa caduta dalla torre di Ariccia che voleva simulare un volo miracoloso.

Tuttavia il vero emblema del Parco da cui prende il nome l’omonima via, è la monumentale Uccelliera costruita dai Savelli (antichi proprietari che nel 1661 vendettero ai Chigi) nel 1628. Grandi archi si ergono su quello che è stato trasformato in un meraviglioso giardino botanico con una fontana.

Poi ancora altre rovine storiche quali il portale di Tiberio Latinio Pandusa, i ruderi della Chiesa di San Rocco ed una vasta area del parco rimasta chiusa e che riaprirà nella prossima primavera.

I più grandi artisti hanno ricordato questi luoghi attraverso versi poetici o colorati ritratti, tra questi, Goethe, Turner, D’annunzio e Stendhal che definisce il Parco di Palazzo Chigi come Il più bel bosco del mondo

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