Patrizia Audino scrive su Nemi

Esce il libro “Nemi – Rappresentazioni di un passato mai e sempre nuovo”, prefazione del sindaco Bertucci e introduzione del consigliere Ibba

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Nemi – Rappresentazioni di un passato mai e sempre nuovo
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Patrizia Audino

“Quaderni del Grand Tour” è una collana diretta dallo storico Renato Mammucari, ed ha al suo attivo già diverse pubblicazioni sui nostri Castelli Romani. Dopo quella dedicata ad Albano, a firma della giornalista Barbara Gazzabin, ecco una deliziosa lettura su Nemi, paesino incantato. L’autrice è Patrizia Audino, psicologa, docente  di Filosofia e Scienze Umane negli Istituti Superiori, alla quale va il merito di aver curato la pubblicazione del volume “Tra Razionalismo e Irrazionalismo: il pensiero di Bruno Fabu” col l’editore Armando di Roma. Questo simpatico volumetto si giova di una straordinaria serie di fotografie, di temi che vanno dalla preistoria “magica” al presente operativo. La prefazione è del sindaco di Nemi Alberto Bertucci e l’introduzione è di Gianni Ibba, Consigliere delegato del Comune di Nemi. C’è una sorta di “esergo” ad apertura del libro: “La bellezza salverà il mondo”, celebre farse di Dostoevskij. Infatti, è come se la Audino avvertisse di guardare bene non solo alla storia ricchissima di questo paese suggestivo, ma alle sue bellezze intrinseche. Il libro si snoda in una lettura piacevole e pluri-articolata. Non poteva mancare il mistero del ramo d’oro di Frazer. Da sempre il sacerdote di Diana ha affascinato l’umanità, per la sua straordinaria avventura sacrale: diventava il ministro della dea nemorense ammazzando il suo predecessore. Il prossimo, il suo successore, avrebbe ucciso lui destituendolo. È il problema della “vittima sacrificale”. I dipinti di Carlo Montani e le incisioni di Adolfo Mancini riportano la fantasia dei lettori ai tempi sospesi fra la realtà antica e il ricordo di noi moderni attraverso le “reliquie” marmoree o di laterizi. E la divinità italica Virbio, le ritrovate navi dal lago di Nemi… Non poteva mancare il grande Goethe, il ricordo del “salterello” di Bartolomeo Pinelli,  le antiche carte “topografiche” riprodotte per la gioia dei geografi, le delicate atmosfere del lago di Nemi dipinte da Enrico Ortolani, e l’attenzione al genio rivoluzionario di William Turner, rappresentante il movimento romantico dell’Ottocento: egli propose una nuova idea del linguaggio delle arti figurative. Ma ci sono anche le foto “maestre” di occhi esperti, e, infine, le chiese di Nemi quale simbolo della grande spiritualità del suo popolo. Per chiusura, la tradizionale sagra delle fragole, festa polimorfica che fonde la potenza della natura generosa alla laboriosità inventiva dei nemorensi (o nemesi). Si poteva dire altro? Non credo.

di Luca Priori

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