Pci Marino attacca il M5S sulla Sagra dell’Uva

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Un momento della Sagra dell'Uva 2015 a Marino

 

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Un momento della Sagra dell’Uva 2015 a Marino

“Al termine di questa breve nota non chiederemo di disertare la Sagra. Anzi, i comunisti, il PCI marinese, conferma la bontà e la possibilità di vivere al meglio la Sagra – inizia così la nota. Tutto ciò a cominciare dal plauso, non di maniera, rivolto a tutte le associazioni e gruppi che hanno predisposto e gestiranno un pezzo di programma diffuso. E tutto ciò senza tacere alcune scelte sbagliate da parte della guida politica della città, e alcune gaffes delle quali, francamente, avremmo fatto volentieri a meno:

1) Si è quasi additato al Commissario Caporale la responsabilità di pochi soldi per la Sagra. Insomma. Un Consiglio comunale sul bilancio in cui l’assessore al Bilancio era assente ha un solo significato: incapacità o non volontà a correggere conti e mettere fondi per la Sagra, ad esempio;

2)Si indicato la grande partecipazione. Avvenuta come? Su spinta volontaria, su chiamata etc. e gestita da un pool di Assessori. E’ un errore madornale. La Sagra con le sue implicazioni e sfaccettature culturali, tradizionali, economiche e religiose, è stata ben gestita negli anni – quando si è scelto, cioè quasi sempre – è stata affidata alla preparazione, alle gestione e al coinvolgimento di un Comitato Comunale autonomo in cui è presente anche il Comune. E’ curioso che il M5S che straparla sempre a nome dei cittadini, in questo caso accaparri su un pool assessorile la gestione;

3) L’introduzione di un pezzo di Sagra “a pagamento”. E’ da aborrire con fastidio! La Sagra è popolare. E’ gratuita. Altro che “delle eccellenze usufruiranno chi paga ed entra”!. Una attenzione a quanto avviene in ambiti simili (Chianti, Orvieto etc.) farà scoprire che le eccellenze si offrono senza biglietto di ingresso.;

4) L’accento giusto, ma senza riscontro concreto delle parole del Sindaco circa le bellezze (Carceres, Mitreo, etc.) sono altra parte della Sagra delle gaffes: ma non si poteva organizzare visitabilità dei luoghi per la Sagra delle eccellenze? Oppure non si poteva rendere edotti, con una vera e propria denuncia pubblica l’inaccessibilità di questi luoghi?;

5) Il tour artistico all’interno dei locali chiusi per la crisi è una buona iniziativa, che, come sottolinea Vittorio Nocenzi, è segno di sensibilità. Appunto, sensibilità. Ma non è la soluzione che la Giunta quasi lascia intendere sia per i locali chiusi senza commercio e senza artigianato;

6) La Sagra sociale. Abbiamo favorito un gemellaggio con Agenzie internazionali per offrire due,tre giorni di “stacco” a qualche gruppo di migranti rispetto al loro dramma quotidiano? No. Abbiamo detto di ospitare un gazebo per un servizio sociale ottimo che difficilmente, oltre che promozione (cosa importante), avrà utenti durante la Sagra. La Sagra è sberleffo, è fuoriregola, sono anche quei dieci brutti ubriachi. Che sono dieci su 20.000 partecipanti, quindi è inutile pensare provvedimenti codini, censure alcooliche, e guardie antibestemmia! La Sagra non può e non deve offrire una risposta poliziesca o degli stili di vita corretti. Questi vanno offerti nell’arco di 365 giorni, tranne eccezioni, come appunto una Sagra.;

7) Infine, sulla scorta di quanto annunciato dal Sindaco circa la riproposizione in grande (con l’associazione Aurora, e il Ministero della Difesa, e la Marina Militare ecc) delle vestigia della battaglia di Lepanto a Lepanto, per il messaggio di pace (dice Colizza), ma che siamo matti? La Liga Cristiana, fortunatamente già condannata storicamente dalla Chiesa di ieri e di oggi, portò guerra, distruzione e difesa della Cristianità sottomettendo Paesi, nazioni e popoli. Al contrario, un Mediterraneo di Pace sarebbe non quella riproposizione, semmai uno studio critico e un momento di approfondimento storico e culturale sulla “antistoricità della fontana dei quattro mori”, perché i migranti e le libertà religiose tutte possano essere garantite e divise dall’aspetto politico ed economico con cui spesso sono strumentalizzate.

Infine, la Sagra è dei marinesi, la Sagra è quella che negli aneddoti di presentazione della conferenza stampa ha fatto vivere Vittorio Nocenzi. Che, ovviamente, ha dalla sua di averne vissute, di averla nel cuore, di avere ancora generosamente offerto disponibilità ad essere ancora qui per questa edizione. Però questo è altro dal potere politico che fa errori e si fregia di gaffes. Ecco perché una delle cose belle di oggi, e che rivivrà in iniziativa culturale come sponsor gratuito alla Sagra, è la lettura che Sabina Barzilai ha fatto di un paio di sonetti di Ercole Pellini (Leone Ciprelli, l’inventore de “ ‘a Sagra”). Concludendo, invitiamo da tutto il Lazio e da tutta Italia a partecipare alla Sagra dell’Uva… magari senza dar peso a errori e svarioni vari dei governanti locali –  – si conclude così la nota.

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