Pci Marino con Cgil e Anpi per dire No al Referendum

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Sandro Schiaffini e Manuela Palermi
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Sandro Schiaffini e Manuela Palermi

“Sabato pomeriggio (17 settembre 2016 ndr), tra un acquazzone e uno spiraglio di sole, si è svolta l’assemblea pubblica che il PCI ha promosso per il NO al referendum costituzionale, e per illustrare il ruolo del PCI a Marino e nel Paese. Anche qualcuno in piedi, per i posti a sedere tutti occupati, anche dopo l’aggiunta di altre sedie: segno che l’argomento sollecita una giusta partecipazione – introduce con queste parole la nota stampa del Pci Marino il segretario Maurizio Aversa. Del resto l’intento è chiaro: a cominciare dallo striscione della sezione comunista che titola “Difesa della Costituzione”. Marco Cavacchioli, che presiede i lavori dà subito la parola a Manuela Palermi, ex Senatrice e presidente del CC del PCI, la quale fornisce una serie di informazioni sulla organizzazione della mobilitazione a Roma e in Italia. Sottolinea gli aspetti unitari che stanno prevalendo, a sinistra, ed anche questa sorta di solitudine scelta dal M5S per condurre la stessa battaglia. Indica il punto di forza che organizzazioni, di spessore e di valenza qualitativa hanno la Cgil, -così come stanno già facendo la USB e la FIOM-, e l’ANPI nello spiegare, rendere chiaro il segno regressivo delle proposte di modifica costituzionale. Subito dopo, ci sono stati una serie di interventi, politici e di merito, che hanno in comune un denominatore: nessuno vuole discutere del confronto come fosse contro o a favore di Renzi. Mentre tutti sono preoccupati del pezzo di democrazia in meno che deriverebbe dalla modifica costituzionale proposta. Lo dice chiaramente Valter Conte della Cgil Pomezia-Castelli-Colleferro, che rende noto non solo come stia diffondendosi l’adesione alla presa di posizione netta che la CGIL ha assunto per il NO al referendum, ma anche come mano a mano che si va avanti, ci sono partecipazione e sforzi organizzativi per vincerla questa battaglia. Perché, sottolinea Conte, con una difesa della Costituzione ed una democrazia sana anche i diritti dei lavoratori, il confronto sulla crisi e sulle misure da assumere per tutelare diritti hanno miglior base di affermarsi, di realizzarsi. Talia Laurenti, in rappresentanza dell’ANPI, ha ricordato come a Roma e nei Castelli ci sia il diretto impegno dell’Associazione dei partigiani per la difesa della Costituzione dalle storture che si intravvedono chiaramente dal complesso della proposta messa in campo dal governo. Per questo l’impegno dell’ANPI con una piattaforma orizzontale castellana che sta organizzando momenti pubblici al pari di questo. Quindi ha invitato i presenti a collaborare per la riuscita della analoga iniziativa della prossima settimana a Marino centro col prof Domenico Gallo, costituzionalista, del Comitato per il NO nazionale. Adriano Celma, noto attivista politico culturale, proveniente dall’impegno sindacale (cisl) ha esposto alcune riflessioni sulla proposta in campo che ha definito “deforma costituzionale”. Perché attacca il principio di democrazia fin qui applicato nel nostro Paese. Perché, la proposta stessa, anche laddove contenga qualche cosa di condivisibile (come la cancellazione del CNEL) la mette in relazione a tantissime norme peggiorative per giustificare un presunto “risparmio” che, conti alla mano, non sono veri. Anzi, il rischio reale e che se passasse tale “deforma” i costi, sarebbero maggiori. Celma ha poi consegnato all’assemblea una piccola guida dove espone le critiche illustrate nell’intervento. Il segretario del PCI, Maurizio Aversa- prosegue con questa parole la nota – ha messo l’accento sull’attività che i comunisti stanno svolgendo a Marino e in Italia. Certamente su questa battaglia che, nel merito, è un peggioramento della Costituzione. Ma anche nella mobilitazione, a cui i comunisti marinesi hanno partecipato contro la guerra in Siria e Libia. Così come è coerente – e coincidente con le iniziative del centrosinistra locale all’opposizione – la critica e la denuncia politica contro la volontà del Sindaco e della Giunta M5S di confrontarsi politicamente e amministrativamente. “Tutta l’attività degli ultimi tempi, – ha concluso Aversa – è racchiusa nel motto: Più PCI e meno PD, che fissa chiaramente dove sono gli errori politici e sociali e dove è una possibile soluzione: quella dell’unità della sinistra e dei lavoratori che perseguono i comunisti”. Manuela Palermi, in chiusura dell’iniziativa ha voluto rimarcare sia il merito del confronto della assemblea che ha respinto, ragionando, le proposte di modifica costituzionale. “Sprechi e tagli? – si è chiesta l’ex parlamentare – Si inizi dai privilegi senza senso come i vitalizi; e dalla possibilità immediata di tagliare del 50% gli stipendi parlamentari. Sicuramente, non sono sprechi i costi per la democrazia; quelli necessari alla esistenza delle istituzioni”. “A noi non serve strumentalizzare la battaglia politica come cerca continuamente di fare Renzi con tutto l’armamentario di comunicazione di cui dispone – ha continuato Manuela Palermi- purtroppo il fallimento renziano si coglie già e tragicamente dallo stillicidio di morti e assassinii sul lavoro; si coglie dalla recessione senza futuro propinata ai giovani e agli espulsi dal lavoro. Per questo – ha concluso – un pezzo di democrazia, da salvaguardare, che intervenga contro l’accentramento nelle mani di uno solo o di un solo partito/gruppo/clan, e che rimetta in campo la rappresentanza politica come diritto e salvaguardia delle idee di tutti e di ognuno, dovrà passare anche con la cancellazione dell’attuale sistema elettorale. I comunisti, unitariamente, sono al fianco di tutti coloro che condividono queste denunce politiche e sociali”. A margine dell’iniziativa, i cui sono state consegnate cinque tessere al PCI 2016, di cui tre nuovi iscritti, Manuela Palermi, ha consegnato personalmente la tessera al compagno Sandro Schiaffini (già iscritto negli anni alla Fgci e al Pci storico), che ora – si conclude così la nota – col nuovo PCI torna in prima fila”.

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