Pd, Fare Rete e M5s “Giunta Andreotti chiude definitivamente il progetto sulle perimetrazioni, ma non presenta alcuna soluzione alternativa”

Pd, Fare Rete e M5S: "La scelta dell’Amministrazione Andreotti di non portare a conclusione il processo di perimetrazione delle zone di Molara, Isola Amministrativa e Castel De Paolis, avviato nel 2012 dalla Giunta Mori è una scelta tutta politica che non condividiamo"

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Grottaferrata

LA GIUNTA ANDREOTTI CHIUDE DEFINITIVAMENTE IL PROGETTO SULLE PERIMETRAZIONI MA NON PRESENTA ALCUNA SOLUZIONE ALTERNATIVA

La scelta dell’Amministrazione Andreotti di non portare a conclusione il processo di perimetrazione delle zone di Molara, Isola Amministrativa e Castel De Paolis, avviato nel 2012 dalla Giunta Mori è una scelta tutta politica che non condividiamo, sia perchè la consideriamo inopportuna, sia perchè è una scelta poco lungimirante nella strategia di recupero del territorio.

Una scelta politica che la maggioranza vuole presentare come scelta tecnica, invocando l’ultima relazione redatta dal tecnico incaricato, Arch. Cerasoli, ben diversa da quella dallo stesso predisposta a seguito dell’incarico conferitogli nel 2012.

Facciamo un po’ di storia.

L’incarico fu affidato all’Arch. Cerasoli con Determinazione Dirigenziale n. 385/2012 ed era “relativo alla perimetrazione dei nuclei edilizi sorti spontaneamente ai sensi della L.R. n. 28/80 e s.m.i.“.

Il lavoro era giunto ad un punto tale che si era prossimi all’adozione delle perimetrazioni (fu infatti liquidata al professionista una parte della parcella) e che fu richiesto dal Comune di Grottaferrata e concesso dalla Regione Lazio un contributo economico di € 40.000 “per le procedure e gli adempimenti tecnico-amministrativi finalizzati alla perimetrazione dei nuclei di edilizia spontanea ai sensi della l.r. n. 28/1980″.

Con le perimetrazioni si voleva dare risposte, in termini di servizi e opere di urbanizzazione, a circa 180 famiglie che avevano realizzato questi fabbricati “sorti sponaneamente” non per fini speculativi, ma come prima casa di abitazione. Famiglie che vivono sul nostro territorio, mandano i figli alle nostre scuole, utilizzano vari servizi comunali, ma non quelli relativi ad acqua, luce, fognature, ecc. Per non parlare di collegamenti stradali e aree verdi inesistenti in quelle zone.

Ai sensi della L.R. n. 28/80 “Norme concernenti l’abusivismo edilizio ed il recupero dei nuclei edilizi sorti spontaneamente”, la perimetrazione dei nuclei abusivi è un atto puramente ricognitivo del patrimonio edilizio (legittimo, legittimato o abusivo) presente sul territorio comunale. La ricognizione che stava per adottare la Giunta Mori la troviamo anche inserita (e con ben altra valenza procedurale) nel D.P.I. (Documento Programmatico di Indirizzo) redatto dall’Arch. Paluello ed approvato dalla Conferenza di copianificazione (Regione, Città Metropolitana e Comune) a fine 2012, inizi del 2013.

La Giunta Mori cadde però prima di concludere il procedimento ed adottare il relativo provvedimento.

La Regione Lazio nel 2016 sollecitò la conclusione degli adempimenti da parte del Comune, chiedendo l’invio delle planimetrie e della documentazione relativa alle perimetrazioni; nel 2018, infine, annunciò la revoca del finanziamento in assenza degli adempimenti del Comune.

Probabilmente il Comune dovrà restituire alla Regione Lazio l’anticipo già corrisposto di € 20.000,00 e sopportare interamente le spese per il pagamento del professionitsta incaricato.

La  L.R. n. 28/1980 non obbliga le Amministrazioni a perimetrare, ma offre una possibilità per il recupero della parte di territorio comunale che ha subito trasformazioni per effetto di edilizia spontanea.

Di per se’ la perimetrazione non ha valenza urbanistica e deve essere seguita da varianti speciali al P.R.G. e da piani attuativi che hanno lo scopo di ottenere la realizzazione di opere di urbanizzazione e di standard urbanistici sia per le case esistenti (legittime e/o legittimate) sia per gli edifici di nuova realizzazione, se ci sarà attribuzione di potenzialità edificatorie al nucleo edilizio perimetrato.

E’ quindi uno strumento di controllo e regolazione del territorio, anche per ciò che riguarda future edificazioni, non un via libera al consumo di suolo!

Sappiamo tutti che perimetrare non vuol dire sanare gli abusi.

Gli edifici abusivi che non possono essere legittimati restano  abusivi e vanno demoliti.

Diverso è per gli edifici legittimi o legittimati, per i quali il Comune può dettare norme di recupero per la realizzazione o l’integrazione delle OO.UU.PP. e degli standard urbanistici.

Con Delibera di C.C. n. 49/2019 il Comune di Grottaferrata, sulla scorta dell’ultima relazione e relative tavole redatte dall’Arch. Cerasoli, ha certificato che “non ci sono nuclei abusivi da perimetrare”, ma solo “case sparse”.

Per correttezza e trasparenza riteniamo necessaria una verifica delle tavole prodotte, per accertare se siano state utilizzate le mappe catastali (come previsto dalla legge) e per comprendere con quali criteri siano state redatte, se cioè le rappresentazioni dei 30 mt tra gli edifici siano baricentriche rispetto ai fabbricati, e se siano stati rilevazti tutti gli edifici esistenti. Verifiche che necessariamente  effettuerà l’organo regionale a cui l’Amministrazione invierà gli atti a chiusura del procedimento.

Vogliamo ricordare, in via incidentale, che nel programma elettorale del Sindaco Andreotti si legge: “Coinvolgimento dei cittadini nei processi di recupero e valorizzazione delle scelte urbanistiche (Esp. Perimetrazioni nuclei abusivi, ect.) “.

La Giunta Andreotti si oppone alle perimetrazioni, ma non indica alcuna soluzione alternativa a un problema più che decennale, che coinvolge circa 180 famiglie e che per motivi sociali, etici e politici non si può ignorare. E rinvia la ricerca di nuove soluzioni all’adozione di un nuovo strumento urbanistico.

Purtroppo, però, sebbene sulla base della Delibera n. 53 del 2019, la Giunta avrebbe dovuto già da tempo avviare le attività propedeutiche all’adozione di un nuovo strumento urbanistico, nulla ancora è stato fatto.

Il voto, anche delle opposizioni, a favore dell’adozione di UN NUOVO PIANO URBANISTICO è stato un voler scommettere sul fatto che questa Amministrazione potesse arrivare ad elaborare, col concorso di tutte le forze politiche e con il contributo dei cittadini (ai quali era stato promesso che sarebbero stati ricevuti e ascoltati) UNA NUOVA VISIONE dello sviluppo urbanistico della nostra città, e   soluzioni adeguate anche all’annoso problema delle perimetrazioni. Ad oggi, e siamo a 4 anni di amministrazione, non abbiamo visto niente, nessuno studio avviato per il nuovo piano urbanistico, nessuna bozza, NESSUNA VISIONE, NESSUNA SOLUZIONE PER QUESTI CITTADINI.

Noi continuiamo a ritenere valida la strada delle perimetrazioni  intrapresa dalla Giunta Mori e purtroppo non conclusa. Ma, nè noi, nè i cittadini tutti, abbiamo ancora capito se questa Amministrazione abbia e quale sia  la sua proposta alternativa per la soluzione di un problema che non può continuare ad essere ignorato. Rimane ancora 1 anno a questa Amministrazione per farcela conoscere”. Lo rendono noto i Gruppi Consiliari di Partito Democratico, Fare Rete e Movimento 5 Stelle

 

 

 

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