Per le giovani coppie il pediatra è primo riferimento

Il ricordo di Niccolò in una Pavona che lo ha adottato: "Per noi giovani genitori al primo figlio la pediatra Foti è stata una sicurezza" confida mamma Luana

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Pavona di Albano Laziale
Panorama di Pavona frazione di Albano Laziale

Alla scuola di via Torino a Pavona c’è una targa intitolatà a Niccolò. Niccolò era un bambino che ha smesso di esserlo troppo presto. Colpito all’età di 9 anni da una grave forma di neoplasia celebrale, nel 2010 ha voluto lasciare anche con questo un ricordo che resterà indelebile per tutta la comunità pavonese che lo aveva adottato, insieme a tutta la sua famiglia.

Niccolò era un paziente della Dott.ssa pediatra Titti Foti. Uno dei primi, ci racconta la mamma Luana: ”La nostra famiglia non è originaria di Albano, ci siamo trasferiti da Cava dei Selci ormai molti anni fa. Io e mio marito eravamo una giovane coppia, Niccolò è stato il nostro primo figlio e tra le prime figure che abbiamo conosciuto a Pavona c’è stata la Dott.ssa Foti. Per una giovane coppia al primo figlio, per di più in una città che non conoscevamo, la pediatra è stata per certi versi il nostro primo riferimento umano. Unsa sicurezza. Il primo figlio poi è una scoperta quotidiana per i genitori, le ansie, le paure, le apprensioni, avere una pediatra vicina, con l’umanità della Dott.ssa Foti, per noi è stato fondamentale, anche prima di scoprire la malattia di Niccolò”.

Ora la Dott.ssa Foti è in pensione ed è rimasta la pediatra Marta Porcari in studio con i suoi piccoli pazienti.

“Si la Dott.ssa Marta, oggi ha in cura anche i nostri altri due figli”.

Sa che potrebbe andare via se non si arriverà il 1 Ottobre alla creazione di Pavona Zona Carente Straordinaria?

“Si, mi auguro di non doverla perdere. Sarebbe una pedita molto grave per noi. Si può dire che abbiamo accompagnato il lavoro della Dott.ssa Foti e della Dott.ssa Porcari sin dai primi passi a Pavona, trovandovi una professionalità tanto grande quanto la loro umanità”.

“C’era la Dott.ssa Foti nell’ambulanza che ha riportato Nicolò a casa dal Bambin Gesù. Così come ogni giorno dopo aver chiuso lo studio passava a casa nostra a trovarlo”;

Niccolò ha vissuto a casa le ultime sue settimane, in assistenza domiciliare.

“Si è aperta una gara di solidarietà tra i medici ed il personale del Bambin Gesù per garantirgli l’assistenza domiciliare, in quanto abitando fuori dal chilometraggio previsto non avevamo diritto all’assistenza offerta dall’ospedale. Titti Foti è stata una presenza costante”;

La grave forma di neoplasia non dava speranze a Niccolò.

“Siamo stati ovunque ma nessuno ce ne ha date. Siamo arrivati fino a Boston, per un ultimo disperato tentativo,di intervento chirurgico, ma non c’è stato il tempo. Per sostenere quelle spese si è attivata tutta la comunità di Pavona, raccogliendo fondi che poi abbiamo restituito sotto forma di donazioni in beni alle scuole del territorio”.

La storia di Luana e della sua famiglia vuole essere un esempio di come il medico, in questo caso la pediatra, inserita dentro una comunità locale, cittadina, di quartiere, non svolge solo il suo ruolo di presidio clinico, ma è un punto di riferimento per tutta la cittadinanza. Spesso promuovendo una rete di solidarietà e welfare di prossimità, che non sempre le istituzioni riescono a coprire. Per questo la medicina di base ed i medici di base sono il fondamentale presidio medi co e sociale sul territorio.

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