Pillole amare di saggezza populista

Il Prof. Luca Andreassi in Zona Mista propone alcune dichiarazione in pillole di esponenti del Governo Italiano sulla pandemia

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Di Maio e Speranza

Rassegna stampa in pillole.

Pillola 1 (La Repubblica)

Il Ministro Boccia a proposito dell’app di tracciamento che doveva essere pronta ad aprile, poi a inizio maggio, poi il 18 maggio, poi, ora, a fine mese, dice: “Sarà pronta a fine maggio e cancellerà molte polemiche. A partire da quella sulla privacya cui siamo stati attentissimi dicendo no al GPS e sì al Bluetooth. Ma voglio essere chiaro: non è che il tracciamento dei positivi e dei loro contatti adesso non si stia facendo. Si fa a mano, ma si fa”

Si fa a mano? E magari si appuntano i contagi su una lastra di pietra utilizzando uno scalpello? Italia, A.D. 2020. Avanti Cristo.

Pillola 2 (La Repubblica)

Il Ministro speranza a proposito delle riaperture del 18 maggio su cui aveva espresso parere negativo, dice:

“Ci vuole poco per tornare indietro”. Solito importante contributo scientifico del Ministro, protagonista assoluto di “Chi l’ha Visto?” durante tutta la pandemia.

Pillola 3 (La Repubblica)

Su richiesta di oltre 100 Paesi si avvia un’indagine sull’operato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in merito alla pandemia di Covid 19.

Ricordate no? Quell’OMS che prima era un’influenza, poi tamponi non servono, poi tamponi servono, poi mascherine no, poi mascherine si, ora mascherine forse.

Ecco quella roba là, di cui il super consulente Ricciardi è il delegato e le cui indicazioni abbiamo pedissequamente seguito in questi 80 giorni. Insomma, mentre gli altri Paesi ponevano un problema su OMS noi ne eravamo fedeli esecutori, in nome di quella politica estera un po’ così, tra il filo cinese ed il naif, magistralmente interpretata da quello per cui Pinochet era il dittatore del Venezuela, da quello che è convinto che la Francia abbia una tradizione millenaria di democrazia e che la Russia sia un paese del Mediterraneo.

Ecco in questo siamo i migliori al mondo. Perché Luigi Di Maio ce lo abbiamo noi.

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