Pippo Civati alla Festa dell’Unità di Albano, è di sinistra il rivale di Renzi

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Pippo Civati
Pippo Civati candidato segretario Pd intervistato da Meta
Pippo Civati
Pippo Civati candidato segretario Pd intervistato da Meta

Entri nello spazio in cui sono allestiti gli stand della festa, nella zona adiacente al Museo Civico, chiedi ad uno dei militanti dei Giovani Democratici di Albano Laziale, animatori ed organizzatori di questa “Festa dell’Unità” e, chiedendo se ancora si usa questo nome per le feste estive del Pd e ti senti rispondere: “Qui si chiama ancora così”. Basterebbe questo per spiegare, semplificando, l’anima di questo evento, tanto tradizionale per il popolo della sinistra Italiana quanto insolito per la politica odierna. Molti ragazzi e ragazze, molta gente sotto il palco allestito per Pippo Civati, ospite della serata e tra i vari banchetti presenti. Associazioni storicamente impegnate nel sociale come Libera, tutto un mondo della sinistra che in piccolo si è dato appuntamento ad Albano per ascoltare il candidato a segretario nazionale del Partito Democratico al prossimo congresso d’autunno Pippo Civati. Si percepisce una gran voglia di sinistra, senza trattini e senza aggettivazione di sorta, una voglia quasi insofferente, messa a dura prova da un Partito Democratico a volte non in grado di rappresentarla a pieno come vorrebbero questi militanti giovani e non. Al Red Pub sorseggiando una birra si potevano trovare non solo elettori del Pd ma anche militanti di altri partiti della sinistra come Sel e Rifondazione Comunista, come a simboleggiare una rinnovata voglia di unità a sinistra, richiamati da comuni militanze e da una cultura politica di fondo mai cambiata e non ancora del tutto sopita dalle beghe partitiche. La soddisfazione tra gli organizzatori per la riuscita in termini di partecipazione, di questa come delle altre serate, che si concluderanno l’8 Settembre, è palpabile, mostrata dai dirigenti del Pd presenti e facenti riferimento all’associazione Albano 2030 e dai più giovani che per tutta l’estate con il loro impegno hanno reso possibile l’evento e che, anche in queste sere sono impegnati negli stand, a distribuire i biglietti della lotteria e nelle varie attività collaterali. Anche a chi di sinistra non è e non ha mai votato Pd, farebbe bene partecipare una tantum ad eventi simili, non solo per ascoltare, sport raro nell’Italia che sa solo giudicare gli altri, ma soprattutto per respirare quell’aria un po’ antica che si sente guardando tanti adolescenti, ragazzi e ragazze di 16, 17, 18 anni, che non ti parlano di correnti, posizionamenti, strategia, leader e quantaltro offra il vocabolario dei media, noi inclusi. Si potrà non esser daccordo ma è comunque piacevole. Civati nel suo intervento, rispondendo alle domande dell’intervistatore e del pubblico, prova a riassumere tutto questo in termini politici. Lo fa descrivendo il disagio per l’appoggio ad un governo che non rappresenta di certo il “sol dell’avvenire” per questa platea, delineando un profilo programmatico su temi cari alla sinistra quali lavoro, aderendo alla proposta del contratto unico del Prof Tito Boeri, l’ambiente, accennando anche alla questione degli inceneritori ed alla necessità di metodi alternativi di smaltimento dei rifiuti, tema caldo ai Castelli Romani. Il pubblico lo incalza arrivando ad auspicare una scissione dal Pd, che porti ad un soggetto unico della sinistra: Civati non sfugge le provocazioni dicendo che “Se il Pd in qualche modo non votasse coerentemente con la sua impostazione sulla questione della decadenza di Berlusconi da Senatore lo strappo sarebbe naturale tra il Pd ed i suoi elettori”. Il parallelismo con la figura di Matteo Renzi è presente per tutto il dibattito, il Sindaco di Firenze è visto da questa parte del partito con malcelato sospetto, quasi fosse cosa altra rispetto alla loro idea di politica. Civati è molto attento nelle parole e nei toni però, evitando accuratamente l’attacco personale al contendente per la segreteria, tuttavia mostrando una linea assai diversa. Se Renzi si spinge infatti alla conquista degli elettori fuori dal tradizionale centrosinistra, il deputato lombardo auspica l’adesione di Sel al Pd “per un unico soggetto politico, perchè vanno bene le sollecitazioni che ci arrivano dagli amici alla nostra sinistra, ma oltre a ciò servirebbero a Sel un po’ più di voti per far contare certe impostazioni politiche: da soli e divisi non si va lontano”. Renzi-Civati, questo il duello all’orizzonte, depurato dalle altre candidature oggi in campo un po’ scolorite e piuttosto tattiche. Entrambi gli esponenti democratici hanno dalla loro la gioventù politica, una comune critica, anche se con punti di caduta diversi, verso la classe dirigente del centrosinistra nella Seconda Repubblica, e, visto che sono sempre gli stessi, anche della prima. Un comune pezzo di strada all’interno delle componenti del Pd, visto che lo stesso Civati, sollecitato da una nostra domanda ha confermato una sua presenza accanto a Renzi nelle iniziative che portarono alla prima Leopolda, momento di nascita di quella che oggi è la corrente renziana. “Si è vero ho partecipato a quei tempi ma oggi io rappresento una impostazione politica diversa da quella di Renzi perchè più marcatamente di sinistra, nei metodi e nelle proposte, trovando Renzi poco chiaro in termini di contenuti quando il confronto entra nel merito delle questioni. Basti pensare a temi quali il lavoro: prima lui appoggiò la proposta Ichino (giuslavorista e Senatore Pd oggi tra i banchi di Monti), ora invece ha aderito anche lui alla proposta Boeri. Chi voterà alle primarie credo debba sapere con chiarezza da che parte si sta su temi dirimenti come questo, perchè le proposte sono diverse e non sempre compatibili, vale lo stesso per la legge elettorale”. L’antirenzi c’è ed è di sinistra, con questo slogan si può riassumere la sfida del prossimo congresso. Qui sta il senso di una sfida che è tutta politica e che rappresenterà uno spartiacque per il Pd, che non potrà più rinviare di dare una risposta seria ai suoi elettori sulla sua identità e proposta per l’Italia. Lo stato confusionale e la crisi dell’attuale centrodestra non farà che accellerare questo percorso di chiarezza. Se un punto debole esiste nella candidatura di Civati lo si può trovare nelle pieghe di una risposta data ad un militante, nella quale il candidato alla segreteria ha sostenuto, a differenza di Renzi, di “non cercare il voto degli elettori di centrodestra”. Se davvero la sinistra infatti vorrà, da sinistra, governare, dovrà forzatamente, per motivi matematici, non rinchiudersi in quello che sarebbe un pericoloso ghetto politico che, per quanto percentualmente ampio, la condannerebbe ad una eterna minoranza, anche qualora vincesse le elezioni ed i congressi.

Andrea Titti

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