Playoff, Virtus Roma umiliata a Siena in gara 2

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SPORT – Della partita eviterei proprio di parlare. Aggiungerei tristezza alla mia rabbia. Perché dovrei parlare di una squadra che non è mai scesa in campo, delle sedici palle perse contro una solo recuperata, del 2/11 di Quinton Hosley, della imbarazzante partita di Jimmy Baron che ormai nemmeno tira più, della forma fisica di Szewczyk che assomiglia più ad  un ritratto di Botero (anche per la sua staticità) che ad un giocatore di basket, dell’incapacità del coach di trovare delle soluzioni che consentano almeno di salvare la faccia. Dovrei parlare della totale assenza di rispetto per la maglia. E per fare tutte queste cose, Direttore, dovrei davvero essere pagato. A titolo gratuito proprio non ce la si può fare. Ed allora parliamo di tutto il resto.

Non sono affatto tentato di giustificare una simile disfatta con l’assenza di Phil Goss. Goss è il capitano, il cuore ed il cervello di questa squadra, il metronomo, le mani a cui affidarsi quando i palloni diventano determinanti e pesano come se fossero di piombo. Ma la Virtus non ha giocato stasera e in queste condizioni neanche Goss avrebbe fatto il miracolo.

Sarei piuttosto tentato di spiegare con questa gara perché è un anno che continuo a sostenere che mi sento orfano di Marco Calvani. Perché con lui questa partita forse si sarebbe persa comunque, ma il “mio” coach non avrebbe mai consentito una simile umiliazione, una simile assenza di dignità, una simile mancanza di rispetto verso la maglia e verso quei tifosi che anche oggi erano a Siena a sostenere la Virtus. Ma accondiscendere ad una simile tentazione sarebbe oggi quanto mai inopportuno e dannoso. Oggi c’è bisogno di stringersi a coorte, di sostenere i ragazzi (tutti, pure Hosley), e di darci appuntamento a gara 5 al Palaestra di Siena domenica prossima. E sul due pari.

Già gara 5. Perché la Virtus Roma vincerà le prossime due partite al Palaeur. Le vincerà per riconquistare il rispetto e la dignità oggi calpestati a Siena, le vincerà per smentirmi, le vincerà perché non glielo chiedono solo i tifosi della Virtus ma glielo chiede tutto il basket romano e la città di Roma. Non può perdere l’occasione di accendere il Palaeur e di risvegliare nei romani l’amore per il basket e per questa maglia. E’ una responsabilità enorme a cui questa squadra non può sottrarsi. E non si sottrarrà. Glielo spiegheranno Tonolli e Righetti che cosa significano per Roma le prossime due partite al Palaeur. Glielo spiegherebbe pure il tifoso Marco Calvani che più di me vuole le prossime due vittorie al Palaeur. Ed allora sì. Senza dubbio. Appuntamento a Siena domenica prossima. Nel frattempo avremo vinto due partite a casa nostra. Nella casa di Larry Wright, Michael Cooper, Dino Radja, Enrico Gilardi, Dejan Bodiroga, Ricky Mahorn. Coach Dalmonte, il Palaeur può diventare anche casa tua. Non perdere questa occasione. Accendi gli animi, riordina le idee, ripartiamo. E vinciamo. Nel modo che preferisci. Brutti e cattivi o belli e buoni. Sporchi o puliti. Purché si vinca.

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