Polemica a Nettuno sul partigiano Mario Abruzzese

A Nettuno ricorre il centenario dalla nascita del partigiano Mario Abruzzese ed è subito polemica tra Fratelli d'Italia ANPI e Rifondazione Comunista

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Nettuno
Città di Nettuno

Polemica al calor bianco a Nettuno sulle celebrazioni dei 100 anni di Mario Abruzzese, noto anche come il partigiano “Romanino”, L’intitolazione di una targa da parte del Comune ha suscitato le ire dei consiglieri comunali e del Circolo nettunese di Fratelli d’Italia che hanno rilanciato l’idea di intitolare una strada a Norma Cossetto o a Giorgio Almirante.

A ribattere duramente agli esponenti del partito di Giorgia Meloni è stata Rifondazione Comunista di Anzio che ha così commentato: ““In uno squallido comunicato, il circolo di Fdi di Nettuno, intitolato ad un traditore della patria e fucilatore di innocenti come Almirante, cerca di gettare fango sulla figura del partigiano nettunese Mario Abruzzese. I seguaci della Meloni si preoccupano che al Comandante della 105° Brigata Garibaldi “Pisacane”, Abruzzese appunto, non venga intitolata una statua dopo che gli è stata già dedicata una via di Nettuno, rivendicando esplicitamente il carattere non progressista, quindi reazionario, della attuale giunta Coppola. A motivare tutto ciò banali argomentazioni revisioniste spesso infarcite di fake news, come quelle relative alla vicenda di Norma Cosetto, episodio strumentalmente utilizzato dalla destra per attaccare la Resistenza, oppure facendo appello all’ “autorità morale” del razzista e pedofilo Montanelli. Si tratta dell’ennesima prova della malafede di chi, sconfitto dalla storia, cerca di sminuire il ruolo dei Partigiani e della Resistenza, per attaccare indirettamente la Costituzione e la democrazia, sdoganando il fascismo. Tale operazione revisionista ormai ha una lunga tradizione nel nostro Paese e nel territorio di Anzio e Nettuno, e purtroppo ha avuto troppi sostenitori tra i media e le istituzioni al punto da far credere a molti che i Partigiani siano nient’altro che assassini e infoibatori di innocenti. Chi colpisce la Resistenza lo fa per colpire qualsiasi tentativo di riavviare quel ciclo di lotte popolari di cui il Paese e il territorio avrebbero bisogno, e che sarebbero decisive per creare un vero cambiamento, portando avanti il progetto di emancipazione sociale, politica e umana rappresentato dalla Costituzione. I fascisti sono al servizio di chi vuole spingerci indietro rispetto a tutti ciò, ma saranno sconfitti come meritano.

A stretto giro è arrivata la controreplica di Marco Silvestroni, deputato di collegio e Presidente Provinciale di Fratelli d’Italia: “Fratelli d’Italia non contesta l’idea di voler ricordare a Nettuno, Abruzzese a cent’anni dalla sua nascita, ma vuole affrontare il tema molto serio della libertà di pensiero. Senza accettare lezioni di storia da quell’ANPI che denunciò Giorgia Meloni per apologia di fascismo dopo aver intitolato una via ad Italo Balbo all’interno di Atreju, con la fermezza di sempre e a differenza della sinistra, per noi va bene ricordare chi ha combattuto per le proprie idee seppure come in questo caso si tratta di un comunista che probabilmente auspicava di sottomettere all’Unione sovietica la nostra Nazione. Auspichiamo che analogo atteggiamento sappiano avere coloro che si battono per non ricordare le vittime di quel periodo come gli esuli, i martiri delle Foibe e i tanti innocenti massacrati dopo la guerra, solo perché italiani.

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