Polemiche sul possibile cambio di nome dell’Aula Consiliare e della Biblioteca di Ciampino

Polemiche attorno all'intenzione di alcuni esponenti dell'Amministrazione Ballico di cambiare il nome dell'Aula Consiliare e della Biblioteca di Ciampino

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Ciampino, aula consiliare
Polemiche attorno all’intenzione di alcuni esponenti dell’Amministrazione Ballico di cambiare il nome dell’Aula Consiliare e della Biblioteca di Ciampino
“Restiamo interdetti di fronte alle notizie circa l’intenzione ventilata da alcuni esponenti dell’Amministrazione Comunale di Ciampino di cambiare il nome dell’Aula Consiliare e della Biblioteca Comunale, intitolate a Pietro Nenni ed a Pier Paolo Pasolini. Personalità che, crediamo, non abbiano bisogno di alcuna descrizione , considerata l’importanza che rivestono nella Storia e nella Cultura del nostro Paese ed anche, almeno per quel che riguarda Pasolini che vi insegnò alcuni anni, legati alla Città di Ciampino. Non possiamo evitare di ricordare l’imbarazzante convegno promosso dalla stessa Amministrazione  a febbraio, in cui la Commemorazione delle vittime delle Foibe  venne affidata ad uno scrittore revisionista, nostalgico del Ventennio e della Repubblica di Salò, in un tripudio di militanti neofascisti, nonostante le proteste e la mobilitazione in piazza degli antifascisti e della cittadinanza. Siamo perciò davvero preoccupati per la deriva culturale che questi atti esprimono da parte di Istituzioni locali che dovrebbero, per il proprio ruolo, garantire tutti i cittadini e rispettare la Storia ed i Valori fondanti della nostra democrazia” Lo rende noto il Cdlt Roma Sud Pomezia Castelli.
“Ciampino, Porchetta (DiC): “Gli ultimi spazi pubblici in pericolo. Cambio di nomi, zero progettazione e svendita ai privati” 
Grazie al Comitato Attivo per la Biblioteca veniamo a sapere che, tra una bella promessa e l’altra, l’amministrazione comunale ha intenzione, innanzitutto, di cambiare nome alla Sala Consiliare Pietro Nenni e alla biblioteca P.P. Pasolini. Sono decisioni ideologiche, ignoranti che sfidano la città e la sua storia, ma noi non permetteremo a nessun nostalgico di tempi andati di riscrivere l’identità di questa comunità! Ciampino ha una storia, questa città esiste da prima del loro arrivo e continuerà ad esistere anche dopo”. Lo spiega in una nota il Consigliere comunale Alessandro Porchetta di Diritti in Comune.
“Ma questo fa parte di un disegno ben più grande. Sembra infatti che la Giunta abbia intenzione di barattare l’arredamento delle futura biblioteca con la dismissione di uno dei pochi spazi pubblici a disposizione, la Galleria d’Arte Contemporanea, che attualmente ospita la biblioteca e che sarà convertita in uffici bancari. Gli spazi pubblici in questa città non ci sono – spiega ancora Porchetta – e questi signori li barattano per un piatto di lenticchie. Vi diranno che i soldi per la biblioteca non ci sono. Questa è una bugia, se c’è volontà i soldi si trovano e ne abbiamo avuto alcuni recenti esempi con le ‘iniziative culturali’ finanziate in variazione di bilancio. Se le risorse non bastano si attivi una progettualità seria in grado di rimettere al centro il rilancio della città pubblica! Se non si è in grado di farlo, si vada a casa”.
“È facile amministrare pensando di mercanteggiare col privato di turno. Quando avranno barattato tutto, cosa resterà alla collettività? Un pugno di mosche e una città più povera. In tutto questo – prosegue il rappresentante di Diritti in Comune – i problemi seri non vengono affrontati: gli spazi della biblioteca sono attualmente limitati per le norme anti-Covid e nessuno ha pensato di adibire uno spazio aggiuntivo che permetta agli utenti di usufruire del servizio. È qualcosa da fare subito! Dovrebbe essere una priorità ma nulla è ancora stato messo in piedi”.
“Queste prospettive – conclude la nota -necessitano di una riflessione collettiva su dove sta andando la nostra città. AdR nelle scuole, le banche nella gestione degli spazi culturali, Schiaffini ha comprato l’IGDO, il mercato del mattone continua a gestire l’assetto urbano a suon di varianti al piano regolatore. La progettualità della nostra città è completamente delegata e subordinata all’indirizzo e agli interessi di questi soggetti privati. Non ne usciremo migliori se non ci opporremo con tutte le nostre forze”. Lo dichiara Alessandro Porchetta di Diritti in Comune.
“Ciampino. Sul possibile cambio di nome dell’Aula Consiliare e della Biblioteca interviene Antonio Rugghia, già Sindaco di Ciampino e Deputato.

NENNI E PASOLINI PERCHÉ NO?

La inaugurazione del 23 maggio 1997 della biblioteca e quella della sede del consiglio comunale  del 27 marzo 1999, sono stati da tutti noi vissuti come importanti obiettivi raggiunti nel processo di costruzione della città di Ciampino, a prescindere dalle appartenenze politiche. Ha prevalso in quelle occasioni, come poche altre volte, il senso di comunità e la condivisione di una storia comune. E nessuno ha mai messo in discussione l’intitolazione della sala consiliare e della biblioteca a due straordinarie personalità dello scorso secolo: Pietro Nenni e Pier Paolo Pasolini. Proporre di re-intitolare dopo oltre 20 anni, le due sedi più importanti della democrazia e della Cultura di Ciampino, significa una cosa sola: per il Sindaco e la Giunta comunale Nenni e Pasolini non sono degni del riconoscimento che Ciampino gli ha tributato. E perchè mai? Pietro Nenni: combattente antifascista, perseguitato politico, padre costituente, una vita spesa per la difesa del mondo del lavoro. Cosa c’è  nella biografia di Pietro Nenni che turba l’amministrazione comunale?
Pier Paolo Pasolini: scrittore, poeta, autore e regista cinematografico e teatrale italiano, in assoluto uno dei più grandi protagonisti della nostra cultura del novecento, legato a Ciampino dove ha insegnato nei primi anni ‘50 nella scuola Bollotta mentre scriveva “Ragazzi di vita”, capolavoro della letteratura italiana. Perchè sarebbe indegno Pasolini dell’intitolazione della biblioteca, per la sua opera? Ancora per la giunta comunale e la maggioranza che la sostiene non parla nessuno ed è un brutto segno perchè quasi sempre chi tace acconsente. Nessuno pensi di far passare sotto silenzio tali decisioni: i ciampinesi hanno il diritto di conoscere le intenzioni dell’amministrazione perché in questa vicenda ci sono in ballo principi e valori che vanno difesi e che tengono insieme la nostra comunità”. Lo dichiara Antonio Rugghia, già sindaco di Ciampino e Deputato della Repubblica.

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