Ponte di Ariccia, dopo crollo a Genova si apre dibattito

Dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova anche la politica di Ariccia si interroga sul destino della storica infrastruttura castellana

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Ponte Ariccia
Il ponte di Ariccia collega la città dei Castelli Romani con la vicina Genzano di Roma
Dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova si è innescato un acceso dibattito attorno alle sorti del Ponte Monumentale di Ariccia. Il primo a dar fuoco alle polveri è stato l’ex Sindaco di Ariccia Emilio Cianfanelli, attualmente consigliere comunale e membro dell’assemblea nazionale del Partito Democratico che ha così dichiarato:
“Più volte in questi anni mi sono occupato del Ponte di Ariccia. Nell’ultimo consiglio comunale abbiamo interrogato il Sindaco che ha farfugliato le solite litanie a giustificazione delle gravi responsabilità che si sono accumulate in questi anni. Sul suo programma elettorale aveva promesso che non avrebbe chiuso il ponte e ha mantenuto la promessa. Si è fatto ricevere dal presidente Armani presentato dal deputato del PD DI STEFANO, e ha ottenuto di ritardare i lavori. Abbiamo denunciato questi colpevoli ritardi al Ministero dei Lavori Pubblici e alla prefettura, il ministero è intervenuto la prefettura che sappia io no. Di felice con gli altri sindaci e il parco hanno bocciato da incoscienti la viabilità alternativa. Chiaramente ora Di Felice cerca di ritardare la chiusura del Ponte. Il rischio, messo per iscritto dai progettisti, è che collassi la soletta, provocando un disastro. I tanti cittadini che sono morti per la caduta dei ponti in tutta Italia non sono stati sufficienti per convincere Anas e l’attuale sindaco a fare il loro dovere. La Prefettura e il Ministero degli Interni devono nominare un Commissario che sostituisca l’attuale Sindaco e spinga Anas a iniziare i lavori. Il capo Compartimento Lazio Ingegner Nibbi ha finalmente trovato la soluzione per far firmare il progetto già validato dalla direzione nazionale ANAS. IL primo provvedimento che deve prendere l’attuale sindaco è di chiusura totale al traffico veicolare e pedonale, sono passati due anni da quando nel progetto esecutivo veniva posto il rischio del collasso della soletta, ora la situazione sarà sicuramente peggiorata”. Ha concluso Cianfanelli.
I COMUNISTI DEI CASTELLI ROMANI CHIEDONO LA CHIUSURA IMMEDIATA
“Dopo i fatti di Genova – dichiarano in una nota il Partito Comunista dei Castelli Romani – tutti siamo chiamati alle nostre responsabilità. Il Ponte di Ariccia va immediatamente chiuso al traffico e ai pedoni e l’Anas deve effettuare immediatamente gli urgentissimi lavori di manutenzione, già finanziati per 5 milioni di euro ed appaltati. Non c’è bisogno di aspettare un’altra tragedia. Il Ponte di Ariccia è già attenzionato dal 2010, con divieto di transito del traffico pesante e dei mezzi pubblici. Il cemento armato rosicchiato dal tempo, i tiranti consunti dalla ruggine. Il ponte monumentale di Ariccia rischia di cedere sotto il peso degli anni, del continuo traffico di veicoli, di sgretolarsi in caso di terremoto.

La relazione depositata nel 2015 dall’Anas non lascia dubbi sulle condizioni dei 270 metri che uniscono i Castelli Romani. Il quadro è veramente drammatico. Agli “evidenti fenomeni di ammaloramento superficiale del calcestruzzo” si accompagna la “totale assenza di ferri di armatura” in alcune parti del viadotto. Ancora: “Risultano ossidati anche i tiranti e i loro ancoraggi. Alcuni sono recisi o rotti”. Impossibile, inoltre, tacere sul rischio di un collasso “in occasione di un evento sismico”. Inoltre, la relazione del 2015 evidenziava il rischio del collasso della soletta, con un pericolo per tutta la struttura. Costruito nel 1847 da papa Pio IX, distrutto dalle truppe tedesche nel 1944 e rimesso in piedi due anni più tardi in modo indecente dal Genio Civile, dopo il parziale crollo del 1967 il viadotto è stato parzialmente ricostruito usando il cemento armato, che all’epoca di Pio IX non esisteva. Un “rattoppo” datato che non basta più a garantire la tenuta di un’opera dalla storia più che travagliata. Il Comune di Ariccia ha già trovato un accordo con Anas per l’adeguamento sismico e strutturale del ponte di Ariccia. Un intervento strutturale importante per 5 milioni di euro gestito da Anas. Una ditta si è già aggiudicata la gara, ma i lavori non partono. Il Partito Comunista dei Castelli Romani esige l’immediata chiusura del Ponte di Ariccia per motivi precauzionali e l’inizio dei lavori di manutenzione, già finanziati per 5 milioni di euro da Anas ed appaltati. Il Partito Comunista invita tutti i Sindaci dei Castelli Romani ad intervenire su questo importantissimo problema, che non può essere ridotto ad una triste e sterile polemica “paesana” tra l’attuale Sindaco di Ariccia e il suo predecessore. Il Partito Comunista dei Castelli Romani interesserà di questo gravissimo problema anche la Prefettura di Roma, l’Area metropolitana, la Regione Lazio, il Ministero delle Infrastrutture e il Ministero dell’Interno. Ognuno si assuma con impegno e determinazione le proprie responsabilità.” Concludono il Partito Comunita dei Castelli Romani

VOLPI (FDI): “LA POLITICA SOSTENGA IL SINDACO DI ARICCIA DI FELICE”

“La tragedia avvenuta a Genova con il crollo del Ponte Morandi – dichiara Andrea Volpi – dovrebbe insegnarci che la prevenzione e la giusta collaborazione tra le parti che detengono poteri e responsabilità siano la via maestra per evitare imprevisti e tragedie. Ho seguito dal principio l’impegno profuso dal Primo Cittadino di Ariccia che non si è solamente prodigato affinchè Anas ponesse in essere gli impegni presi per la messa in sicurezza del Ponte, ma si è allo stesso tempo impegnato per far si che tali lavori non avessero una durata eccessiva facendo ridurre i tempi del cronoprogramma previsti da precedenti accordi. Il Sindaco Di Felice ha avuto la sensibilità di condividere con i Sindaci e gli amministratori locali dei Comuni dell’area castellana l’iter amministrativo ed esecutivo dei lavori comprendendo che la chiusura del ponte di Ariccia avrebbe comportato conseguenze non solo ai residenti, ma anche all’intera comunità castellana.  In questi casi la Politica locale insieme a chi la rappresenta nelle più alte Istituzioni dovrebbe mostrarsi unita sostenendo chi si è veramente battuto per tutelare gli interessi e la sicurezza dei cittadini ed emarginando quelle poche mele marce che hanno visto nella tragedia ligure un’occasione per mettere in cattiva luce una parte della politica ariccina. Auspico che i Parlamentari ed i Consiglieri regionali di tutte le appartenenze politiche non si prestino a giocare una partita contrapposta ai bisogni reali dei cittadini e che trovino nell’attualità dei fatti di Genova il buon senso di collaborare con il Sindaco per non mettere in ginocchio la comunità castellana”. E’ quanto dichiara in una nota Andrea Volpi Consigliere della Città metropolitana di Roma Capitale – Capogruppo di Fratelli d’Italia.

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