Danilo Marra “non partecipo al congresso di Rifondazione Comunista”

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Danilo Marra
Danilo Marra segretario Federazione Rifondazione Comunista Castelli Romani
Danilo Marra
Danilo Marra segretario Federazione Rifondazione Comunista Castelli Romani

POLITICA – Pubblichiamo integralmente una lettera aperta di Danilo Marra, segretario della Federazione di Rifondazione Comunista Castelli Romani, nella quale annuncia la sua non partecipazione ai congressi territoriali in corso, preparatori all’assise nazionale del partito, Dopo una profonda riflessione sullo stato e sulle prospettive del partito ho preso la decisione di non partecipare ai lavori congressuali. Tale decisione è maturata valutando tutto ciò che è successo negli ultimi anni.
Quando Ferrero all’apertura del Cpn all’indomani della sconfitta elettorale disse: “Rifondazione Comunista così come l’abbiamo fin qui conosciuta è finita, ha esaurito il suo compito”, ho pensato che l’atto di convocare un congresso anticipato fosse il segno che finalmente si fosse presa coscienza che il partito dovesse cambiare sia sotto il profilo della gestione politica sia delle strategie e che, quindi, si potesse guardare al futuro in un modo diverso di organizzare la struttura partito, più dinamico e verso il cambiamento. La stessa decisione di non farlo subito poteva essere scaturita dall’esigenza di avere il tempo necessario al ripristino della democrazia interna e nello stesso tempo alla creazione di un percorso di partecipazione di tutto il partito.
Tutto ciò, però, non è avvenuto; al contrario tutti gli atti e i comportamenti seguenti sono stati in linea per mantenere lo stato delle cose così come è e chi dissente anche lievemente deve essere emarginato.

Le divisioni interne non sono frutto di opzioni di diversi progetti politici ma solo divisioni sulla gestione del potere interno al partito. Non si può ridurre tutto, fittiziamente, a diversificazioni sulle ipotetiche alleanze strategiche (con il Pd o senza il Pd) o genericamente formare una sinistra di alternativa (a che poi?) senza entrare nei contenuti di una nuova e diversa organizzazione dello stato. Con alcuni compagni abbiamo elaborato un documento, per condividere la nostra idea dello stare insieme e di partito comunista e democratico; lo abbiamo diffuso al Cpn ma purtroppo non ha sortito effetti, forse disturbavamo il potere. In tutti gli ambiti del partito ho cercato di far capire la necessità della partecipazione alla elaborazione del progetto politico aperta a tutti gli iscritti, ma non ci sono riuscito. Ho anche sottoscritto alcuni emendamenti al documento congressuale di maggioranza pensando che la discussione portasse ad uno scatto in avanti. Niente è accaduto. Certo, gli emendamenti non sono sufficienti ad una eventuale ripresa del partito, sostituire i dirigenti nazionali non serve se non si cambia il rapporto con i militanti, il partito come strumento deve essere la guida dei circoli territoriali che sono vicini ai cittadini.
Il mio impegno come responsabile della federazione castelli è stato quello di formare un gruppo di donne e uomini che si mettessero al servizio del partito e dei loro concittadini senza vincoli di appartenenza correntizia, ponendosi all’ascolto dei bisogni ed elaborando in concreto idee nella gestione amministrativa del territorio. Forse quest’obiettivo è stato raggiunto, ora siamo anche un gruppo giovane (a parte io e pochi altri) capace di essere riconosciuto dalle persone come tale, ogni compagno ci mette la propria faccia pulita e va avanti con forza e caparbietà.
Alcuni del “partito” in questi anni sono intervenuti solo per cercare di dividere il gruppo perché evidentemente la forza, l’unità di intenti e la dinamicità di pensiero fa paura al potere accentratore.
Per questi e tanti altri motivi non me la sento di portare avanti un congresso che ritengo, visti i presupposti, l’ultimo di un partito in asfissia. Prenderei in giro tutti i compagni e me stesso, e questo non posso permetterlo dopo tanti anni in cui ho regalato al partito il mio tempo di vita.
Comunque non intendo abbandonare la lotta: a mio avviso proprio in questi momenti bisogna tenere saldo il gruppo e rigenerarlo con idee in attesa di tempi migliori a cui dobbiamo credere.
Una compagna, tempo fa, disse: “come comunisti ‘REsistiamo’”. Ecco, questo dobbiamo fare, nel rispetto di chi ci ha votato ed in ragione di chi ogni giorno si mette al servizio dell’altro.
Con affetto, il segretario Danilo Marra.

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