Presentato Napoli ’44 alla Festa del Cinema di Roma

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Napoli
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Molti film descrivono Napoli, ma nessuno lo fa dalla prospettiva di un soldato inglese che, divenuto dopo la guerra un affermato scrittore, torna dopo tanti anni nella città partenopea che lo aveva sedotto e conquistato. È quello che accade in Napoli’44, documentario nella selezione ufficiale della Festa del Cinema di Roma, basato sull’omonimo libro dell’ex ufficiale delle forze alleate Norman Lewis, e che porta la firma del regista napoletano Francesco Patierno (Il mattino ha l’oro in bocca , La gente che sta bene). Lewis, scomparso nel 2003, sbarcò nel ’43 a Salerno con la Quinta Armata americana e a Napoli fu impiegato nel collegamento tra l’esercito e la popolazione civile. Tra i luoghi del presente, ripercorsi dopo tanto tempo, e i ricordi del passato di cui questi luoghi sono stati protagonisti, tra signore in cappello piumato che mungono capre tra le macerie e statue di santi preposti a fermare l’eruzione del Vesuvio, il soldato-scrittore vede sfilare davanti a sé un’eccitante e imprevedibile sequenza di storie e personaggi indimenticabili. Nel film il suo punto di vista è affidato alla voce dell’attore inglese Benedict Cumberbatch (nella versione italiana sarà di Adriano Giannini), la cui narrazione accompagna lo scorrere delle immagini: «il progetto nasce in lingua inglese, il primo attore che avevamo messo in lista era proprio lui – ha dichiarato Patierno – è un grande professionista, un attore che fino a due o tre anni fa non era molto conosciuto in Italia, ma era già una star. Abbiamo fatto scelta non banale: quello che lo contraddistingue è l’unicità della sua voce, che ha contribuito al risultato». Un progetto nato come approfondimento personale dello stesso regista – «vivo a Roma da molto tempo, una volta tornai a Napoli e parlai con mio padre: mi raccontò come sia sopravvissuto ad un bombardamento, e mi disse che dovevo leggere assolutamente il libro “Napoli ‘44” per capire come si viveva a quei tempi. Allora siamo partiti con questa operazione» – e che ha trovato il sostegno del produttore Davide Azzolini: «il film ha richiesto tre anni di lavoro, abbiamo collaborato con molti produttori e collezionisti internazionali. La base è stata avere la fiducia della famiglia di Norman Lewis che ha creduto in questo progetto, quindi abbiamo acquistato i diritti del libro e consultato i suoi taccuini personali, che stavano per essere distrutti. Da napoletano penso che Lewis abbia scritto le pagine più belle che siano mai scritte su Napoli. Vi arriva e trova una città piegata dalla guerra, dalle epidemie di tifo e vaiolo, dalla prostituzione: il suo è uno sguardo politicamente corretto, ha raccontato gli orrori bellici sia dalla parte dei Tedeschi che degli Alleati». Non è stato certo facile per la produzione attingere alle immagini d’archivio mostrate, che Patierno alterna sapientemente a spezzoni di film e riprese della Napoli contemporanea: «la ricerca è stata difficile e laboriosa. Abbiamo rovistato negli archivi di tutto il mondo, in particolare americani e inglesi, dove abbiamo trovato cose mai viste ed inedite – ha spiegato il regista – Non mi interessava un ritratto lusinghiero di Napoli, purché fosse fedele, uno specchio anche del presente. È nel mio dna artistico mescolare i generi e fonderli su diversi piani temporali: la memoria funziona in questo modo, fondendo i ricordi». Dopo l’anteprima al festival di Roma, Naples ’44 andrà in onda nei prossimi mesi su Sky Cinema.

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