Prima Frascati, “A chi è sordo, cieco e muto”

Prima Frascati rifiuta "la pervicace ostinazione di ribadirci il concetto che chi è in maggioranza deve fare quello che vuole il Sindaco” 

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Nota del coordinamento della Lista Prima Frascati dopo il consiglio comunale del 29 novembre 2018:

“A CHI E’ SORDO, CIECO E MUTO

Inutilmente, già prima di concedere con la nostra Lista civica, il sostegno al Sindaco Mastrosanti, ci siamo adoperati per comporre un tavolo di lavoro dove venisse predisposto un piano economico finanziario da avere pronto come base concreta per la nuova amministrazione, sia sulle finanze comunali che sulla gestione della STS Multiservizi. E non fummo ascoltati.

Ci siamo fidati che ci sarebbe stata almeno una collegialità di intenti ed una metodologia trasparente, che consentissero un lavoro su progettualità annuali che man mano risanassero la difficile situazione economica, ereditata dalle passate amministrazioni, ma in buona parte anche già ben nota al neo Sindaco, per i suoi trascorsi di diretto coinvolgimento in quanto Assessore anche al Bilancio e Presidente della STS.

Non ci siamo opposti, pur avendone pienamente diritto alla luce del risultato elettorale, alle più volte, anche offensive, richieste di arretramento su legittime nostre aspirazioni di presenza in giunta, a fronte di una scelta di assessori-tecnici, per un anno, proposta e imposta dal Sindaco senza che poi, a scelte fatte, di tecnico ci fosse almeno una parvenza, in molti dei prescelti.

Abbiamo rifiutato – dichiara il gruppo di coordinamento della Lista Prima Frascati  – .ufficialmente la presidenza dell’STS, proposta al nostro gruppo, che poi invece è stata concordata e voluta pervicacemente da lui, nella persona prescelta, mediante un furbesco diretto accordo privato con un sostenitore della nostra lista, mai delegato da nessuno a rappresentarci e trattare quel tipo di proposta, ufficialmente mai da noi presa in considerazione, proprio per le mai accettate soluzioni che avevamo suggerito e sostenuto da mettere in campo, nella società controllata, prima di partecipare alla competizione elettorale.

Abbiamo comunque accettato una subdelega parziale, al Patrimonio, per impegnare direttamente il nostro consigliere Damiano Cimmino, sempre per cercare di essere incidenti in Maggioranza anche su temi come: il decoro urbano (vedi ad es. scritta verde), la programmazione finanziaria, la gestione del bilancio, l’avvio della variante del PRG, alcune iniziative culturali, la trasparenza, la collegialità e l’ideazione di una metodologia di lavoro coinvolgente e ben capace di gestire gli entusiasmi legittimi di un gruppo di giovani e nuovi Consiglieri Comunali.

Ci siamo però, ben presto, resi conto che invece occorreva una scossa, di fronte allo scarso risultato dell’azione amministrativa complessiva di Sindaco, Giunta e dei Consiglieri delegati che si stava producendo, e riconsegnato, già una prima volta, la delega, volendo in tal modo, evidenziare un disagio emergente nostro e generale di facile percezione per chiunque, che si manifestava  continuamente e che poi è sfociato in una successiva azione di rinuncia alle deleghe, unitariamente fatta, da ben 4 consiglieri comunali.

Consiglieri ad oggi neppure più riconfermati negli incarichi, dopo ormai molti mesi, e quindi senza titolo a continuare a rappresentare il Comune in quei settori da loro prima gestiti.

Nemmeno a coloro che poi hanno fatto marcia indietro, dopo aver posto la firma sul documento ufficiale che denunciava le pecche più emergenti e le carenze più manifeste e chiedeva, in positivo, un rapido cambiamento con rivisitazione di deleghe e incarichi anche assessorili. Ovviamente ma solo parte di essi, e correttamente quindi, si sono astenuti dal compiere azioni che sarebbero potute essere oggetto di vizio di forma, ma c’é chi non lo ha fatto.

Non sono valse le emblematiche vicende del cambio di opinione dei revisori dei conti sugli equilibri di bilancio, dopo svariati pareri negativi pronunciati, che avrebbero dovuto ricompattare la maggioranza mediante una azione di ricucitura e ricomposizione del quadro amministrativo politicamente trainante con la collegialità ed il coinvolgimento nelle soluzioni, semi sfaldatasi e giustamente timorosa e invece si è atteso che  il tempo trascorresse e risolvesse da solo i problemi, sia quelli amministrativi quotidiani che quelli politici lasciati in sospeso, dopo le reiterate  promesse ed espressioni di volontà a migliorare il quadro istituzionale governante. Richieste su questo argomento prioritario in una gestione amministrativa comune rivolte al Sindaco anche da tutte le altre componenti politiche della coalizione, non solo da noi, ed espresse più volte nelle riunioni di Maggioranza.

Il correre dietro alla quotidianità delle problematiche amministrative e l’accentrare tutto ha, in questa fase di un anno e mezzo, dominato rispetto alle sollecitazioni di addivenire ad un confronto su organizzazione e metodologia del lavoro da fare che avrebbero dovuto, invece, accompagnare una nuova, o parzialmente nuova, equipe di guida della città, laddove le componenti che avevano contribuito alla vittoria alle elezioni fossero obbligatoriamente maggiormente coinvolte mediante rappresentati e responsabilità, stavolta dirette, e dichiarato il superamento della fase che aveva determinato la unilaterale dichiarata esigenza di utilizzo elementi tecnici, falsi. Ma nessuna proposta o manifestazione di desiderio di giungere ad una verifica vera si è mai palesata seriamente da parte del Sindaco, come detto.

Abbiamo presentato – prosegue Prima Frascati  – una mozione sulla richiesta di celebrazione del cinquecentenario dell’Ospedale San Sebastiano e quindi  innocua, ma dal grande valore per la nostra Città, per far emergere la nostra voglia di collaborare, non colta o volutamente non colta, dato che tra l’altro non esiste nemmeno un calendario di eventi celebrativi da ricordare, più o meno degnamente, per una città dal passato storico illustre come la nostra. La pervicace ostinazione a ribadirci il concetto che “chi è in maggioranza deve fare quello che vuole il Sindaco” e quindi la bocciatura in aula della mozione, che non aveva nulla di politico ma anzi coinvolgeva  e costringeva anche la minoranza ad una collaborazione che si stava manifestando già ufficialmente  da parte di svariati enti e personalità parlamentari nazionali e territoriali, confermata attraverso lettere  di elogio all’iniziativa e assicurazioni di collaborazione agli eventi che sarebbero stati programmati, è stata la goccia che ha fatto scattare  il nostro orgoglio cittadino e quindi civico che questo Sindaco ha dimostrato invece di non avere.

Un Sindaco che non ha capito che una coalizione civica, proprio perché tale, aveva bisogno di un conduttore in grado di amalgamarla con saggezza e capacità, rispettando le componenti e dimostrando umiltà e doti  di negoziazione ed invece ha privilegiato la chiusura, l’accentramento, e la ostinata ricerca del personalismo nella guida della coalizione stessa.

La nostra posizione, che era stata fin dal primo Consiglio Comunale di appoggio esterno, e quindi di avvertimento, per quanto ricordato in premessa, si è quindi dovuta riconfermare e poi trasformare in uscita dalla coalizione da oggi, dopo la bocciatura della mozione, bocciatura da lui imposta anche a coloro che nella riunione di maggioranza, posteriore a quando fu protocollata e gentilmente pubblicata sul “Mamilio”, avevano dichiarato di “volerla votare”.

La nostra posizione sarà maggiormente mantenuta ed evidenziata attraverso un’azione civile non di opposizione viscerale, ma coerente come lo è stata fino ad ora, avendo condiviso il Programma di Governo, ma con critica costruttiva fatta prima  e quindi  da subito di legittima ripresa della  possibilità e libertà di proposta individuale.

L’appartenenza ad una coalizione non può essere considerata una automatico ingresso in una gabbia chiusa che diventa una prigione per la personalità e libertà di pensiero e di proposta dei Consiglieri, proprio perché Consiglieri Comunali e non soggetti nominati come lo sono gli Assessori, ma cittadini eletti dai cittadini e quindi espressione in aula della libertà di questo popolo e non di sudditanza a chi, pure esso eletto primo cittadino, guarda caso conta come ognuno di loro, in aula, e deve per primo servire e salvaguardare le istanze, come pure le tradizioni storiche della città che rappresenta.

Avanzeremo da oggi proposte di cose da fare in linea col programma presentato e accettato anche da noi e ne faremo di nuove, insieme con altri consiglieri, sia di maggioranza che di minoranza che vorranno condividerle, testimoniando ufficialmente di fronte alla cittadinanza tutta e non solo a coloro che ci hanno sostenuto, la nostra capacità di governo e partecipazione attiva e incisiva sui problemi e sui temi, quella che ci è stata, invece, sempre impedita da una non azione collegiale, incapacità programmatoria, cieco assolutismo – continua il coordinamento della Lista Prima Frascati.

Vogliamo, per chiarezza, informare che il Sindaco ci ha, di recente, richiesto, senza convinzione, un incontro con i rappresentati della nostra lista, che non ci ha visto essere favorevoli non per il solito modo un poco irrispettoso utilizzato, ma perché nuovamente poneva l’argomento “rimpasto” in modo parziale o nullo e diverso da quello concordato nell’ultimo incontro collegiale avuto alcuni mesi fa, cioè quello di una riunione nuovamente collegiale della maggioranza, con l’indicazione degli  eventuali cambiamenti necessari da farsi insieme, perché era ora di farli tutti insieme, concordandoli con le Liste e cioè le forze “politiche” che l’hanno sostenuto, anche se civiche, e non con i sottogruppi o  coloro verso i quali aveva preso, evidentemente, degli impegni diretti obbligatori che, se poi mantenuti col tecnicismo sottolineato, non hanno dato i risultai necessari.

Ma le non risposte o il suo voler parlare solo con i Consiglieri Comunali, non sono a nostro avviso politicamente corrette e forse anche offensive, nel modo in cui le manifesta; allo tesso tempo politicamente sciocche, a nostro avviso, perchè lo stanno isolando dal contesto politico e di collaborazione amministrativa anche con gli altri organismi amministrativi territoriali, regionali e nazionali.

Facciamo pertanto appello ai consiglieri liberi da lacci e interessi parziali di settore e o di parte, affinché siano attenti alle nostre iniziative e si dimostrino liberi di affiancarci in azioni di stimolo e di  proposta sui problemi che evidenzieremo, dei quali ci faremo carico all’interno del Consiglio Comunale e invitiamo contemporaneamente i cittadini a coinvolgerci sulle loro eventuali legittime richieste e aspettative, contattando il consigliere Damiano Cimino che si pone, come sempre ha fatto,  a disposizione per le istanze che gli verranno rivolte come pure i componenti della Lista che sono al sevizio, insieme ai portavoce della stessa, che solleciteranno il rappresentante in Consiglio Comunale di Prima Frascati per una adeguata impostazione delle singole o collegiali sollecitazioni nei confronti dell’amministrazione.

Il Consigliere Damiano Cimmino ha avuto, su questa scelta, la piena solidarietà del gruppo di appartenenza, che in lui ha sempre riconosciuto la capacità e l’onestà intellettuale di ben rappresentarlo in aula e fuori …sempre…con coerenza e chiarezza!!!

Ringraziamo – dichiara il gruppo di coordinamento della Lista Prima Frascati – la testata che ospita questo nostro necessariamente doveroso comunicato, anche per la sua lunghezza, e ci auguriamo che altri ci seguano”

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