Raccolta abiti usati, premiati studenti di Albano

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Luca Andreassi - consigliere comunale delegato ai rifiuti e all'informatizzazione di Albano Laziale
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Luca Andreassi – consigliere comunale e delegato ai rifiuti di Albano Laziale

Giovedì 2 ottobre prossimo alle ore 17:00 ad Albano Laziale, presso la ex Chiesa Madonna delle Grazie si terrà la consegna di nove borse di studio ad altrettanti studenti meritevoli, che hanno terminato la terza media nello scorso anno scolastico conseguendo il massimo della votazione. Questa iniziativa rappresenta la conclusione del progetto “Investiamo nell’Istruzione”, realizzato dal Comune di Albano insieme ad Humana, società che si occupa della raccolta degli abiti usati sul territorio di Albano. Oltre alle rappresentanze scolastiche con relativi insegnanti e genitori, all’appuntamento saranno presenti il Sindaco di Albano Laziale Nicola Marini, il promotore del progetto, consigliere comunale e delegato ai rifiuti Luca Andreassi e la Presidente di Humana Ulla Carina Bolin. A consegnare nelle mani degli studenti il premio saranno la giornalista del Tg2 Laura Garofalo e la giornalista e scrittrice di Albano Enrica Cammarano.

Humana si occupa da oltre 30 anni di progetti di sviluppo nel Sud del mondo e svariati sono i suoi campi di intervento: scuole magistrali, professionali e università; interventi a favore della sicurezza alimentare, costruzione di pozzi e di cisterne per lo stoccaggio dell’acqua; prevenzione di malattie trasmissibili; rafforzamento dei piccoli coltivatori locali; promozione di fonti di energia alternative, come quella solare o il biogas, e interventi a tutela dell’infanzia, quali Centri di accoglienza per ex bambini di strada e orfani. In più, come dimostrano le borse di studio consegnate ai ragazzi di Albano, intende attivare una progettualità virtuosa che attenzioni e metta in connessione i bisogni del sud del mondo con quelli dei ragazzi che vivono sui nostri territori.

Abbiamo chiesto al promotore di questo progetto, il delegato ai rifiuti Luca Andreassi, di spiegarcelo più nel dettaglio:

“Questo è un progetto a cui tengo moltissimo – dice Andreassi – lo sento mio, profondamente mio. Humana è un’azienda che ha vinto una regolare gara ad evidenza pubblica per l’affidamento della raccolta e smaltimento degli abiti usati nel nostro Comune, ma fin dal primo approccio che ho avuto con loro, ho sentito parlare un linguaggio diverso da tutti gli altri, un linguaggio che mi aveva subito convinto, sia per quanto concerne la bontà del loro progetto, sia sulle garanzie che offrivano in termini di legalità e sicurezza. Su queste ultime poi, le inchieste giornalistiche venute alle ribalte della cronaca anche in questi mesi, inerenti il business della raccolta degli abiti usati, mi hanno dato ragione, poichè Humana è emersa come realtà del tutto trasparente, corretta e virtuosa”.

Andreassi lei dice che Humana è “diversa”: perchè?

“umana è soprattutto diversa nel panorama delle società che operano nel settore della raccolta degli abiti usati. Come infatti messo in evidenza dall’inchiesta presentata a “Di Martedì” – programma televisivo di Giovanni Floris in onda su La7 ndr – tutte le altre società raccolgono abiti usati, li igienizzano (neanche sempre) e poi li rivendono nei vari mercatini rionali. Per carità, tutto legittimo, ma nulla a che vedere con valori quali solidarietà e cooperazione internazionale. Gli abiti raccolti da Humana, invece, dopo essere stati selezionati ed igienizzati, in parte vengono inviati in Africa per utilizzo diretto, in parte vengono venduti nei negozi Vintage di Humana in giro per il mondo (ultimo in ordine di tempo quello inaugurato poche settimane fa a Via Cavour a Roma). Il ricavato, però, e questa è la novità sostanziale, viene completamente reinvestito in progetti per il sostegno e lo sviluppo delle popolazioni del sud del mondo. Ecco perchè Humana è diversa. Humana è l’unico soggetto operante su questo mercato che garantisce che l’abito da noi gettato nel cassonetto diventerà in qualche modo un valore economico a sostegno di chi ne ha bisogno”.

La città di Albano come ha accolto e come si è adeguata alla raccolta degli abiti usati, accanto alla normale raccolta differenziata porta a porta che lei sta portando avanti sul territorio?

In primo luogo mi sento di dire che siamo estremamente orgogliosi di poter collaborare con Humana nella nostra città. Così come siamo altrettanto orgogliosi di essere nel Lazio la città che sta raccogliendo, tra quelle servite da Humana, il maggior quantitativo di abiti pro capite. A testimonianza che questo progetto di solidarietà e cooperazione internazionale è stato recepito ed accolto con favore dalla cittadinanza che ci crede, si fida ed agisce di conseguenza. Senza poi parlare del risparmio in termini di impatto ambientale, visto che tutti questi abiti recuperati sono sottratti alla discarica o, peggio ancora, all’incenerimento nei termovalorizzatori”.

Gli abiti usati dei cittadini serviranno ad aiutare popolazioni del terzo mondo, cosa lodevole, ma ci sono benefici o ricadute positive anche per Albano ed i suoi cittadini?

“Con il convegno del 2 ottobre si stabilirà dunque un ideale legame, una sorta di sottile file rouge, tra gli studenti di Albano ed i loro colleghi africani, uniti in un progetto che unisce cooperazione internazionale, istruzione ed ambiente. La ricaduta positiva per Albano sta in primo luogo nella consegna concreta delle nove borse di studio agli studenti più meritevoli, dall’altro nell’investimento che si fa qui, sui giovani e sulla loro cultura ambientale. Insegnando loro a praticare la solidarietà, attraverso un gesto nobile come una sana raccolta dei rifiuti, che tutela l’ambiente dove loro stessi vivono e vivranno. Parlare ai più giovani, e quindi a coloro che erediteranno da noi il territorio e le nostre città, con un linguaggio nuovo, comprensibile e volto alla concretezza del fare, credo sia un esempio non solo da ripetere con proogetti come questo, ma dal quale anche la politica debba prendere spunto ed imparare”.

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