Ricomincio da Nemi a sostegno del popolo curdo

È stata presentata questa mattina martedì 22 ottobre dal Gruppo Consiliare Ricomincio da Nemi una mozione a sostegno del popolo Curdo. 

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Ricomincio da Nemi

“Se è vero che siamo amministratori di un piccolo comune” – dichiarano Cortuso e Corrieri – “è ancor più vero che chi ricopre ruoli istituzionali è tenuto a prendere posizione di fronte ad un orrore di questa portata, provocato peraltro da un paese, quale la Turchia, che chiede di entrare nell’Unione Europea. Questo documento impegna il sindaco ad intervenire presso il Governo italiano affinché promuova in tutte le sedi istituzionali opportune, con particolare riferimento l’Unione Europea, al Consiglio d’Europa e alla Nato, la ferma condanna di quanto sta avvenendo in Siria al fine di trovare una soluzione democratica, pacifica, giuridica, alla questione curda, nell’ambito di una conferenza di pace internazionale”.

Di seguito il testo integrale della mozione:

Oggetto: MOZIONE, ai sensi dell’art. 9 del vigente Regolamento Comunale, “Non lasciamo solo il popolo curdo. Fermiamo l’attacco turco in Siria”.

I sottoscritti Consiglieri Comunali, nel compimento del loro mandato elettorale, chiedono che l’Ordine del Giorno avente oggetto: “Non lasciamo solo il popolo curdo. Fermiamo l’attacco turco in Siria” venga posto in discussione nella prossima seduta del Consiglio Comunale. Il Consiglio Comunale di Nemi. Considerata l’offensiva militare scatenata dal Governo della Turchia nel nord della Siria; Considerato come questa operazione di guerra violi ogni elemento di diritto internazionale. Considerato il ruolo che il popolo curdo, con le sue milizie, ha avuto e ha nel contrasto al terrorismo islamico dell’ISIS; Considerata quindi l’importanza della Resistenza curda a livello internazionale, non tanto sul piano simbolico, quanto su quello del sacrificio di uomini – non solo curdi – e donne morte combattendo per ideali di giustizia e libertà; Considerate le irresponsabili dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti, per il quale la popolazione curda non andrebbe aiutata perché non avrebbe partecipato allo sbarco in Normandia durante la seconda guerra mondiale. Considerato l’esempio del processo democratico curdo, basato sulla valorizzazione della parità di genere, sul pluralismo e sul rispetto dell’ambiente, valori e pratiche che sono di fondamentale importanza ancora di più in un area come quella in questione; Considerato come sindaci democraticamente eletti in Turchia siano stati destituiti con l’accusa di correlazione al terrorismo, solo perché appartenenti alla formazione progressista HDP; Considerato come nell’area nord-est della Siria, da quando si è istituita un’amministrazione autonoma e democratica, non si siano mai verificati episodi di attacco armato nei confronti della Turchia; Considerato come l’esempio di pace curdo andrebbe valorizzato come esempio per tutta l’area del Medio Oriente; Considerato come il Presidente degli Stati Uniti e quello della Turchia abbiano violato l’accordo negoziato tra l’amministrazione autonoma democratica della Siria settentrionale e orientale e lo stato turco per la tutela dell’area, permettendo di fatto a un’oasi di stabilità e coesistenza di entrare in un altro periodo di sanguinosi conflitti; Considerato come i combattenti dell’ISIS responsabili di terrorismo, detenuti dall’amministrazione autonoma, provengano dalla Turchia e pertanto la richiesta di consegnare 70.000 prigionieri al governo turco appaia un’aperta provocazione alla pace internazionale; Considerato che il nuovo conflitto sta provocando sia un fortissimo allentamento della lotta del popolo curdo contro l’ISIS e anche una dispersione dei prigionieri ISIS nell’area interessata dal nuovo conflitto, con conseguenze assai probabilmente molto gravi dal punto di vista della sicurezza non solo dell’area medesima ma di tutta la comunità internazionale, a causa appunto del rafforzamento dell’ISIS. Considerato che l’aggressione turca inoltre destabilizza ulteriormente tutta l’area medio orientale e apre nuovi scenari geo politici che, oltre a mettere in seria discussione le conquiste di democrazia e libertà sperimentate nell’area dal popolo curdo, rischiano di produrre conseguenze imprevedibili per l’area stessa e per il mondo intero; Considerato quindi che siamo di fronte al tentativo di cancellare di fatto la comunità democratica del Rojava e di procedere – come sottolineato anche da numerosi esponenti politici e studiosi – ad una vera e propria “sostituzione etnica” a danno dei curdi. Valutato positivamente. Che si stanno levando anche nel nostro paese numerose voci di sdegno contro l’aggressione turca e tese a fermare immediatamente questa azione militare, con la messa in organizzazione anche di numerose manifestazioni locali e nazionali, a cui deve andare tutto il sostegno della nostra comunità locale. Che sia stato avanzato un appello, contro l’invasione turca in questione e per il ripristino immediato della pace nell’area, da centinaia di amministratori locali e sindaci di ogni parte d’Italia. IL CONSIGLIO COMUNALE. Esprime tutta la sua solidarietà al popolo curdo; Condanna senza appello l’aggressione turca e le sue già tragiche conseguenze, fra cui l’uccisione di numerosissimi civili e la creazione di nuovi profughi in fuga dalla zona di guerra; Esprime il massimo sdegno per la guerra iniziata dal governo di Erdogan con l’invasione della Siria settentrionale; Chiede al Governo italiano di attivarsi a tutti i livelli internazionali per prendere una posizione chiara contraria alla guerra e favore della pace. Chiede al Governo che si adoperi per l’immediata cessazione dell’aggressione turca nel nord della Siria, e che il governo italiano valuti misure urgenti e immediate come il ritiro dell’ambasciatore ad Ankara, nonché che agisca per fermare la fornitura di armi alla Turchia. Chiede al Governo di cancellare la partecipazione alla missione Nato Active Fence ritirando i soldati italiani dal territorio turco. Chiede al Governo che simili misure vengano avanzate anche a livello di Unione Europea e in tutti gli organismi internazionali, nonché che sia adoperi per la realizzazione di una “no fly zone” nell’area interessata, la quale impedisca quindi all’aviazione turca di bombardare l’area in questione, bombardamenti già devastanti soprattutto per la popolazione civile. GRUPPO CONSILIARE RICOMINCIO DA NEMI. Carlo Cortuso. Patrizia Corrieri

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