Rifondazione Comunista, “Una farsa il job day di Albano”

Dura nota della Federazione Castelli e Colleferro di Rifondazione Comunista contro il Job Day promosso dal Comune di Albano Laziale

0
677
simbolo_rifondazione_comunista
Rifondazione Comunista

Se lo scorso anno – si legge in una nota diramata dalla Federazione Castelli e Colleferro di Rifondazione Comunista – la presenza del ministro Poletti a Palazzo Savelli rappresentava uno spot per il referendum costituzionale, quest’anno le imminenti elezioni offrono il destro per una passerella elettorale di tutto rispetto. Torna infatti il Job Day, un’iniziativa rivolta, stando ai promotori, innanzitutto a giovani e disoccupati, ed in seconda battuta a tutti coloro che abbiano il coraggio e la voglia di mettersi in gioco, investendo sulla propria persona. Il tutto condito dai dati sulla crescita economica, che il governo menziona quotidianamente (senza però specificare la quota di pil destinata ai redditi). La realtà, tuttavia, è ben visibile oltre il Velo di Maya, ormai trasparente, che il Partito Democratico ci pone davanti agli occhi. Le leggi votate in questi anni, Legge Fornero e Jobs Act su tutte, da un lato escludono dal mondo del lavoro milioni di giovani, dall’altro rendono precario l’impiego dei pochi fortunati che riescono ad ottenerne uno. Una macelleria sociale senza precedenti, che il +1,5% di Pil non è sufficiente a mascherare (una crescita, comunque, inferiore alla media UE di 0,7 punti percentuali). Senza dimenticare, ovviamente, che i dati su un’occupazione in presunta crescita non tengono conto del fatto che buona parte dei contratti sono a termine, e che in moltissimi casi si tratta di lavori occasionali, i quali hanno avuto la ventura di entrare nelle rilevazioni statistiche di turno. Insomma, “Les dés sont pipés”, i dadi sono truccati, direbbe Karl Marx. Denunciamo dunque – conclude la nota di Rifondazione Comunista – questo ennesimo tentativo da parte del Pd e dei suoi affini di camuffare, con iniziative carnevalesche, una dura situazione per lavoratori e non. Una situazione di cui le forze al governo in questi anni sono pienamente colpevoli.

Print Friendly, PDF & Email