Riflessioni dopo la riapertura del Museo dell’Abbazia di San Nilo

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Grottaferrata
Grottaferrata Abbazia di San Nilo
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Grottaferrata Abbazia di San Nilo

Riceviamo e pubblichiamo integralmente alcune riflessioni dell’ex consigliere di Grottaferrata Vincenzo Mucciaccio dopo la riapertura del Museo Romano dell’Abbazia di San Nilo: “Da poco è stato riaperto al pubblico il Museo Romano dell’ Abbazia di S. Nilo. Dopo tanti anni, davvero troppi, non per i cittadini di Grottaferrata e dei Castelli, ma per la nostra Cultura, è possibile tornare ad ammirare e studiare i reperti esposti. Essi sono di primaria importanza. Provengono dagli scavi delle vicine catacombe, dalle rovine delle lussuose ville romane della zona e della Abbazia stessa; molti sono stati donati dai protettori dell’Abbazia. I rimanenti, infine, risalgono al periodo medievale della storia del Monastero, Tra i reperti c’è l’immagine simbolo del museo: la stele funeraria di un giovane seduto, intento alla lettura, in un periodo in cui non a tutti era consentito leggere (430 – 420 a.C.). E non ne è il simbolo a caso, dato che proprio l’Abbazia di San Nilo è famosa per il suo lavoro amanuense e per il Laboratorio del restauro dei libri antichi, fra cui il lavoro sul Codice Atlantico di Leonardo, la Costituzione americana, i libri restaurati dopo l’alluvione di Firenze… Sono presenti anche la “Statua frammentaria del faraone Sethis I, l’ Ipogeo delle Ghirlande; ed in ultimo, i molteplici segni e decori di una Abbazia che resta uno dei punti  d’incontro tra Oriente ed Occidente, cruciale in questo momento religioso e politico di  particolare delicatezza. La stessa Abbazia che, sorgendo sui resti di una domus romana fino al Medioevo ed alle famiglie dei Papi Della Rovere e Farnese, ha sempre contribuito a reggere, sulle sue antiche fondamenta, la politica e la religione, non solo locale. Ora riapre, con il personale Mibact, nei soli weekend, come fosse un gazebo domenicale, e grazie al servizio volontario delle guide del Gal “Bruno Martellotta” , che bisogna fortemente ringraziare. Non è prevista nessuna gara che dia continuità, miglioramento e stabilità alla gestione. Nemmeno un sito sul portale del Ministero che indichi il Museo Archeologico. Ma se è vero che siamo il Paese che dovrebbe puntare come indotto su un patrimonio unico al mondo quanto a turismo culturale, la linea politica dello Stato e del Ministero é misteriosa, comunque contraddittoria con tale premessa. Un grande lavoro è stato fatto dal Ministero per riaprire i battenti, ma poi sembra che poco o niente ci si voglia investire. Nè sul personale, nè su di una adeguata promozione; e non sarebbe male un accordo con il Comune per la gestione, anche per contenere i costi. Nella mia vita ho avuto modo di essere vicino per questioni di lavoro a Philippe Daverio e grazie a lui ho potuto apprezzare l’ immensa importanza del nostro patrimonio culturale, storico ed artistico. E per motivi analoghi mi sono inscritto al Rinascimento di Sgarbi, che stimo molto per aver decisamente legato cultura e politica . E’ un vero peccato trascurare questi aspetti fondamentali che legano il nostro immenso patrimonio culturale all’ economia sana e di qualità. Arcana imperi”.

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