Rocca di Papa festeggia San Carlo Borromeo patrono della città

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Rocca di Papa piazza
Piazza Rocca di Papa
Rocca di Papa piazza
Piazza Rocca di Papa

APPUNTAMENTI – Quest’anno ricorre per Rocca di Papa il quarto centenario dell’elezione di Carlo Borromeo a patrono della città, evento che le Parrocchie, l’Amministrazione comunale e la Confraternita Santissimo Sacramento hanno voluto commemorare attraverso una serie di iniziative volte a ricostruire la storia del Santo Protettore e della sua opera, che sono elementi essenziali della cultura e delle tradizioni della comunità.

E’ già visitabile una mostra storico-documentaria  presso il Duomo dell’Assunta, che già ospita un dipinto del santo ad opera di Domenico Tojetti, mentre domenica 3 novembre alle ore 16 la parrocchia ospiterà un incontro di studio sulla figura di San Carlo Borromeo e il suo legame con Rocca di Papa, cui prenderanno parte il sindaco di Rocca di Papa e il Vescovo della Diocesi Tuscolana Mons. Raffaello Martinelli. La sessione sarà seguita dalla Santa Messa e dal concerto per flauto, violino e chitarra eseguito dai maestri Patrizia Salvetti, Alessandro Garosi e Stefano Troia.

Lunedì 4 novembre invece, il giorno che, nel lontano 1963, sancì l’elezione del santo a patrono di Rocca di Papa, alle ore 19, il Vescovo officerà la santa messa con la partecipazione de l”Coro Ottava Nota” dell’associazione musicale Castelli romani.

Per celebrare l’evento è stata inoltre dedicata a Carlo Borromeo una pubblicazione, curata dal Vescovo, dai due concittadini Claudio Santangeli, storico di professione ed esperto archivista, e Carlo Guarinoni, autore di un libro sulle chiese parrocchiali di Rocca di Papa, con la collaborazione dell’appassionato collezionista di foto d’epoca Angelo La Banca.

“Nessuno, che abbia o meno il dono della fede – dichiara il sindaco Pasquale Boccia – può sentirsi estraneo a questa ricorrenza. Carlo Borromeo ha incarnato nella sua esistenza i migliori ideali umani, condivisibili a prescindere da ogni credo laico o religioso. Nato nobile e ricco, sacrificò tutto per gli altri, fino a donare la sua stessa vita. Una carità gratuita, senza controparte, che è un insegnamento di vita alla base stessa della convivenza civile”.

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