Rocca di Papa, le reazioni al caso Giannone

Caso Giannone, le reazioni del sindaco di Rocca di Papa Emanuele Crestini, della sua maggioranza e di Roberto Iadecola presidente del Comitato Pro-Case

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Emanuele Crestini

Caso Giannone: il sindaco chiederà un Consiglio straordinario

Crestini: “Per chiarezza, trasparenza e legalità sulle accuse lanciate”.

“In un video affidato a Facebook l’ex assessore all’urbanistica Veronica Giannone sostiene che a Rocca di Papa esisterebbe un “sistema criminoso”. Descrive l’amministrazione comunale come un posto di malaffare e dice che è un sistema in continuazione con le amministrazioni precedenti. Arriva anche a sostenere che il comune abbia fatto accordi con i gestori delle antenne. L’ex assessore parla molto, ma per provare le sue accuse non cita un solo elemento, una data, una circostanza, un nome, un atto, un documento, un incontro… Nulla. Chi accusa, nella disgregazione sociale che viviamo, ha quasi sempre ragione. È facile sparare nel mucchio, più difficile portare una prova. Io la invito a fare chiarezza, a fare i nomi e a tutelare le persone che non c’entrano nulla. Naturalmente siamo in democrazia e tutti hanno diritto al loro punto di vista. Parlando davanti al telefono cellulare a casa sua, Giannone definisce queste accuse “la sua verità”. Peccato che “la sua verità” arrivi dopo che è stata sollevata dall’incarico di assessore e vicesindaco; dopo che ha disertato un consiglio comunale che era stato indetto appositamente perché facesse chiarezza su queste vicende, sulle presunte minacce e pressioni che avrebbe ricevuto. Invece la signora Giannone non si è presentata. Ha rifiutato il confronto in consiglio comunale, che – ricordo – è il luogo deputato alla discussione democratica. I cittadini avrebbero potuto apprendere così, direttamente, il contenuto delle sue denunce. Ma forse qualche consigliere avrebbe potuto fare qualche domanda, confutare qualche ipotesi. Questo non lo so, ma Giannone ha preferito, scegliere altre modalità, evitando così ogni forma di contraddittorio e soprattutto, evitando ancora una volta di fare nomi e cognomi dei presunti mafiosi di questa città, mettendo tutti in un unico calderone. Non basta gridare al vento che c’è la mafia, occorre anche indicare quali sono i mafiosi, per consentire alle autorità di allontanarli dal sistema civile di questa città. Sappiamo, perché questo raccontano le cronache, che ci sarebbero degli abusi edilizi che riguardano la sua famiglia, che forse sono implicati dei politici di passate amministrazioni, in qualità di tecnici incaricati (sempre dalla sua famiglia). Per quanto riguarda le antenne di monte Cavo siamo al sentito dire. Qui approfitto per dare un dato riscontrabile: non solo non abbiamo fatto alcun accordo con gli antennari, ma nella prossima variazione di bilancio non abbiamo messo un solo euro proveniente dai gestori delle antenne. È una prova? Penso di sì.Un’altra accusa generalizzata, pure quella sparata come se fossimo al bar, è che staremmo dentro un sistema criminoso. Ma come? L’accusa che ci viene formulata più spesso, a me e ai componenti della mia amministrazione, è quella di essere giovani ed inesperti. Ora di colpo siamo diventati dei politici così navigati da dissimulare metodi criminosi? Le accuse lanciate da Giannone sono rivolte a tutta l’amministrazione comunale, a chi lavora in comune, ai consiglieri, agli assessori, alla totalità della classe politica. Sono accuse generalizzate che colpiscono un’intera comunità. Per questo chiederò un consiglio comunale straordinario per discutere su questi temi, anche per rendere ancora più chiaro quanto fatto e sta facendo l’amministrazione comunale per far luce su alcuni aspetti amministrativi degli anni passati. Sono certo che l’oggettività dei fatti potrà far prevalere la verità. Proprio per questo ho già chiesto formalmente alle autorità competenti di intraprendere in tempi brevi un’accurata indagine per far luce su quanto denunciato da Veronica Giannone. Il risultato delle indagini potrà riportare equilibrio, serenità e sicurezza anche per lei e la sua famiglia. Noi non abbiamo niente da nascondere e non dobbiamo difendere nessuno! Vogliamo chiarezza, trasparenza e legalità. La politica si fa con le idee e non con le denunce. Ma in questo caso sento l’obbligo di tutelare la mia dignità, quella dell’amministrazione, e soprattutto quella di Rocca di Papa con ogni mezzo possibile” così il sindaco di Rocca di Papa Emanuele Crestini.

Rocca di Papa, Iadecola (Pro-Case): «Dopo le dichiarazioni della Giannone servono chiarezza e trasparenza da parte di Amministrazione Comunale ed ex amministratori»

Sull’affaire Giannone ha voluto dire la sua anche il Comitato Pro-Case per bocca del suo Presidente Alessio Iadecola.

«Ribadiamo – ha esordito il numero uno della realtà associativa rocchegiana – la vicinanza e la solidarietà alla signora Veronica Giannone per quanto ha vissuto e sta vivendo, una situazione surreale che non ha motivo di esistere nel 2017. Una vicenda, anche alla luce della affermazioni fatte dall’ex Vice Sindaco, che ci lascia sgomenti e attoniti. Il Comitato Pro-Case è da sempre dalla parte della legalità contro il malaffare. Anche in questo caso chiediamo chiarezza e attendiamo risposte da chi di competenza, ovvero dall’Amministrazione Comunale e dagli ex amministratori, rispetto ai fatti evidenziati dalla signora Veronica Giannone. Non bastano smentite, occorrono prove che dicano che quanto sottolineato dall’ex Vice Sindaco è falso e infondato per chiudere una volta per tutte questa vicenda». A seguire il Presidente Alessio Iadecola ha posto l’accento e riportato alcune affermazioni dell’ex Vice Sindaco: «Vogliamo chiarezza sul piano di recupero urbano del Giardino degli Ulivi, sulle annesse “opere di urbanizzazione mai realizzate e sulla rimodulazione della cubatura da servizi pubblici in privati”; sul piano Calcare “decaduto nel 2013, lasciato incompiuto con milioni di euro di opere di urbanizzazione scomputate e mai realizzate, sul quale è stata messa in atto una speculazione edilizia senza precedenti. Una variante di milioni di metri cubi fatta ad hoc”». Il leader del Comitato Pro-Case ha poi aggiunto: «Si tratta di questioni che non possono passare sotto silenzio. Come ha ricordato anche la signora Veronica Giannone “ci sono 189 sentenze passate in giudicato per abuso edilizio a carico di alcuni cittadini di Rocca di Papa”. Occorre dare delle risposte a queste famiglie, madri e padri di famiglia che lottano da anni per evitare di rimanere per strada e per scongiurare il pericolo di lasciare senza un tetto la propria prole. Dopo le affermazioni dell’ex Vice Sindaco, le istituzioni hanno il dovere di rispondere. Qualora vi fosse stato qualche passaggio a vuoto da parte di qualcuno, che il colpevole paghi. C’è bisogno di trasparenza, i cittadini di Rocca di Papa la meritano».

La nota degli assessori e dei consiglieri comunali di Rocca di Papa dopo le dichiarazioni di Giannone:”Sostegno e solidarietà al nostro sindaco, contro una valanga di calunnie”

“Siamo rimasti increduli di fronte alle accuse fatte dall’ex assessore all’urbanistica Veronica Giannone contro l’amministrazione comunale (affidate a un video sui social network). L’ex assessore disegna una mappa della corruzione e del malaffare che caratterizzerebbe Rocca di Papa, con un “intreccio affaristico” che parte da anni passati e sarebbe ancora in corso. Abbiamo dovuto apprendere, inoltre, che i consiglieri e gli assessori attuali sarebbero “totalmente consapevoli e complici, altri ignoranti per scelta” di questo stato di cose. È difficile in poche battute ribattere punto per punto alla valanga di accuse, gratuite e infamanti, che ci sono state riversate contro. A Rocca di Papa siamo persone conosciute e qualcuno addirittura ci stima. Apparteniamo alla società civile, quasi tutti siamo alla prima esperienza politica, non avevamo mai avuto incarichi simili. Abbiamo il nostro lavoro, le nostre vite. Probabilmente potremmo aver fatto qualche errore, dimenticato qualcosa, sopravvalutato qualche persona, ma una cosa è certa, siamo scandalizzati all’idea di essere accostati a un’organizzazione mafiosa. Non potremmo mai essere complici di un complotto così ramificato, di “attività criminose” così estese e profonde come quelle narrate. Nel lavoro di questi mesi ci siamo concentrati sul presente e soprattutto sul futuro di Rocca di Papa. Certamente non si può prescindere da alcuni fatti del passato, ma pensiamo che sarebbe stato opportuno, nel caso, portare allo scoperto eventuali inadempienze, irregolarità o illeciti, condividendo il peso della denuncia presso le autorità competenti. Le denunce possono, in qualche caso devono, trovare spazio anche all’interno della politica, se riguardano aspetti rilevanti per i cittadini. Quando, al contrario sono vaghe e confuse, portano acqua al mulino del qualunquismo, generano allarmismo, distacco e disaffezione. Un problema grave della nostra società. Noi siamo un gruppo unito dalle idee e crediamo nella possibilità di riscatto del nostro paese. Diamo pieno sostegno al nostro sindaco, che rappresenta Rocca di Papa, di cui siamo orgogliosi”. Così gli assessori  Veronica Cimino, Pier Paolo Montalto, Vincenzo Rossetti e Gian Luca Zitelli e i consiglieri comunali Ida Acciari, Laura Fico, Bruno Fondi, Lorena Gatta, Paolo Gatta, Annarita Rufini e Mario Santoro.

 

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